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PROVE TECNICHE DI REGIME TELEVISIVO
Pubblicato il 11/01/06 alle 04:24:41 AST da Admin
PROVE TECNICHE DI REGIME TELEVISIVO Ieri sera abbiamo assistito ad una trasmissione televisiva veramente indegna di un paese che si ritiene democratico. Il ministro della repubblica italiana Castelli e l’onorevole Cicchitto, a Ballarò, come purtroppo è abitudine della sinistra, gestire in modo fazioso le trasmissioni di RAI3, sono stati letteralmente “messi in mezzo” nel solito tranello che usa lo spudorato intervistatore, (che potrebbe lavorare tranquillamente alle dipendenze dell’Inquisizione) con Bersani, Rutelli e Scalfari (ex direttore di Repubblica) spalleggiati ancora più ignobilmente da un pubblico scelto in modo così fazioso da generare repulsione in chiunque avesse un minimo di rispetto delle persone. Durante la trasmissione il ministro e l’onorevole del centro-destra sono stati sbeffeggiati e derisi, oltre che offesi da coloro con i quali si sarebbe dovuto svolgere un dibattito e quello che è ancora più grave vi si è accodato il pubblico, a cui naturalmente l’intervistatore non ha cercato di porre rimedio o di garantire almeno il rispetto. Così abbiamo visto andare in onda la prova generale di quello che potrebbe diventare, quanto prima, il nuovo regime televisivo alla soviet di staliniana memoria.
Watergate2000, www.ilcannocchiale.it/blogs/style/orange/dettaglio.asp?id_blog=3291#806970 con l’ironia che lo contraddistingue, riporta in un breve articoletto il riassunto dello scempio: Scalfari che insulta, prende continuamente in giro, Floris che palleggia, il pubblico che imita Scalfari e offende e urla contro gli esponenti del centrodestra. Scalfari dice che tutto l’elettorato non di sinistra (il 70% in Italia) maneggia danaro, è ricco e non ha senso civico (Bersani). La parola magica è: oggettività. La parola velenosa che ritorna sempre: Berlusconi. Il tutto su Rai 3, servizio pubblico per il quale si paga il canone. Nel frattempo la Corte approva la ex-Cirielli, l'Europa benedice la finanziaria e Bankitalia blocca la scalata di Unipol.
Bene, bene. Adesso aspettiamo il film di Moretti, Enzo Biagi, Jovanotti, Santoro e rivinciamo le elezioni.
Ministri borderline a Ballarò Altri dieci Scalfari così e vinciamo le elezioni. Invitatelo, invitatelo!
Scalfari però era già andato in onda il giorno prima nella trasmissione di Fazio e Watergate2000 descrive benissimo il tutto a questa pagina http://www.ilcannocchiale.it/blogs/style/orange/dettaglio.asp?id_blog=3291&id_blogdoc=804958 NON SIAMO SUPERIORI, SIETE VOI GLI INFERIORI Non mi riconosco più, abbiate pazienza. No, non mi riconosco più perché ho smesso veramente di prenderli sul serio e di preoccuparmi. Vinceranno? Ma chi se ne frega, una chance bisogna darla a tutti. Hanno fatto 55 anni di opposizione e 4 governi in 5 anni, mica può sfuggirmi il sottinteso comico che sta dietro a tutta la storia della sinistra italiana. Si sbattono, si sbattono, poi arriva Tizio e li ricaccia indietro, come si fa con i cani rognosi. Magari riescono a perdere anche le prossime, può darsi, con questi non bisogna mai stare tranquilli (ma ve l’immaginate? Calderoli ministro per dieci anni! Nemmeno sua madre ci crederebbe). Dicevamo: non mi riconosco più. Di solito leggevo interessato, ascoltavo concentrato, ma ora mi sovviene sempre una risata fragorosa e mi chiedo: ma è mai possibile? Sto davvero sentendo ciò che sto sentendo? Tutto comincia sabato scorso, con Eugenio Scalfari da Fabio Fazio.
Ospite dell’unico programma di meteorologia che non teme di sbagliare le previsioni del tempo (semplicemente non le fa), il glorioso giornalista ha reclamizzato la “natura di sinistra”, attaccando alcuni suoi colleghi (Giuliano Ferrara) e dando in pasto ai telespettatori una serie di deduzioni a contrario che sarebbe bene non ripetere (altrimenti mi s’incazza mezza Tocqueville). Comunque, la sostanza del suo discorso era questa:
«Alla gente di destra il fatto che nella vicenda delle scalate, delle opa, di Antonveneta siano coinvolti direttamente, in modo molto preciso, quasi da anticamera di un reato, personaggi autorevoli, politici del centrodestra, non fa né caldo né freddo. Al nome di un certo Brancher, di un certo Calderoli, di un certo Romani, per i quali i giudici stanno valutando fino a che punto siano implicati nel caso Antonveneta-Banca Popolare di Lodi, non ho mai sentito sorgere una protesta nelle file del centrodestra. Devo dire che i grandi giornali indipendenti non hanno dato particolare rilievo a tutto ciò. Invece la gente di sinistra ha una sensibilità particolare per queste cose di tipo morale: anche la gente non di sinistra vede la sinistra come portatrice di questo sentimento, e questo vuol dire che è dato oggettivo, attuale, che deriva dal fatto non che siano superiori, ma diversi. Fino a pochi anni fa gli uomini di sinistra erano operai, braccianti, lavoratori dipendenti, intellettuali di idee liberal-radicali, gente austera per necessità perchè guadagnava poco e pagava le tasse: erano diversi non per ideologia, ma per condizioni di vita. Bisogna tener conto di questa differenza, nel senso di non offenderla».
Se questo discorso non fosse sottilmente razzista, si potrebbe inferire che Scalfari è un seguace di Lombroso. Sostituendo l’ideologia alla fisionomia, è chiaro. Scansando pure l’accusa diretta (l’anticamera del reato) ai personaggi del centrodestra citati, Scalfari passa finalmente alla sinistra, ragionando a contrario, come preannunciato. E inizia con una bugia: anche la gente non di sinistra vede la sinistra come portatrice di questo sentimento, e questo vuol dire che è dato oggettivo, attuale, che deriva dal fatto non che siano superiori, ma diversi. Per questo può bastare la mia parola, direi. Non è assolutamente vero. Io non sono di sinistra e non riconosco alcun tipo di superiorità o inferiorità a chicchessia. E con me saranno d’accordo un po’ tutti. Un conto è la stupidità delle persone, la scarsa prontezza, la nulla simpatia, la spocchia o il cattivo umorismo. Un conto è un tipo di diversità morale, che non solo non è provata, ma non è nemmeno provabile. A meno di non voler ricorrere a una lettura genetica di tutta la vicenda, il che sarebbe molto pericoloso per un’anima sedicente liberale come quella di Scalfari.
Confrontate queste rozze parole, frutto di un’oggettività costruita a tavolino, inesistente nella pratica e nella realtà, con quelle di Giampaolo Pansa, un altro grande giornalista, più vicino alla sinistra di Scalfari stesso:
«Lo conosciamo questo groviglio di vizi pubblici, per averlo incontrato e descritto molte volte. Un fenomenale complesso di superiorità, da sbattere in faccia ad alleati e avversari. La spocchia personale. La puzza sotto il naso. L'irrisione e l'esclusione di chi non sta al gioco. La sicurezza arrogante di essere insuperabili, come il tonno dello spot, nel governo, nell'amministrazione, nella manovra politica, nell'analisi intellettuale, nell'onestà».
Oggettività. È questa la parola magica che Scalfari infonde nel suo calice d’oro, per rimestare una noiosa teoria di “diversità” che nasconde una marea di virtù e qualità, atte a riconoscere, stando così le cose, una comprovata “superiorità”. Scalfari è fatto così: negando afferma (le persone di sinistra non sono superiori, ma diverse e sono diverse perché hanno elevate qualità morali, pagano le tassewww.mariosechi.net/2006/01/08/scalfari-e-la-questione-moraleil-sermone-del-fondatore e si scandalizzano per gli errori della classe dirigente). E’ un giochino intellettuale che ha fatto molti proseliti, questo, e che inganna i cervelli più ottusi.
Il fondatore di Repubblica, affonda pure su Casini e commette un clamoroso autogol (prendendo in giro i telespettatori con il solito sofisma):
«Un altro tipo di diversità si avverte nei veri cattolici, cioè nei cattolici cristiani. Ci sono cattolici che vanno di tanto in tanto a messa e poi fanno quanto di peggio nella vita pubblica. Ma non un'omelia in cui si dicesse: non dovete mettere le mani nelle casse dello Stato. Non so perché Casini dica che non vuol sentir parlare di diversità. I cattolici dovrebbero testimoniare fede piuttosto che occuparsi della conquista del potere».
Beh si, in effetti Romano Prodi, sedicente cattolico maturo, non ha rapporti con le banche, né si occupa di conquistare il potere. È candidato premier per puro gusto personale, per un gioco intellettuale e raffinato che noi, comuni ladroni di destra, non possiamo afferrare. Noi cattolici e cristiani, beninteso. Alla fine, ciò che si comprende è che Scalfari è la prova tangibile dell’esistente. Cioè che non sussiste una superiorità di sinistra, ma una diversità che coincide con il complesso di superiorità. Rileggete le sue parole e ditemi se non ci dice: cari elettori di destra, non siamo noi a essere superiori, ma voi a essere inferiori.
Scavando nella nuda cronaca italiana, invece, si capisce che le cose vanno in maniera molto diversa. Essere di sinistra oggi, in questo benedetto paese, significa essere equivoci con i terroristi e con gli americani, fare i pacifisti e bombardare Belgrado, chiedere ordine e legalità e vedersi insultati, voler governare e sfasciare le vetrine, decidere per le infrastrutture e boicottarle, parlare di moralità pubblica e infangarsi, difendere le proprie scelte per poi ripudiarle, parlare di libertà d’espressione e denunciare i giornalisti, denunciare il regime propagandando false notizie. Anche oggi, come sempre: una storia di affermazioni immediatamente negate. Scossi ma sereni; tondi ma quadrati; uniti ma divisi.
Insomma, rallegriamoci. Per essere di sinistra, in questo paese, non ci vuole molta diversità o chissà quale ingrediente. Basta essere tutto e niente. Preferibilmente niente.
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che schifo la rai
Scritto alle 15/01/06 alle 19:39:45 AST da TheUpTownGirl
Qua bisogna organizzarsi. Il canone non si paga più, punto e basta.
achtung tv
Scritto alle 23/02/06 alle 00:51:40 AST da martis
hai ragione:Qua bisogna organizzarsi. ma siamo ancora in pochi ad esserci accorti che la guerra è già iniziata attenzione attenzione attenzione danger danger danger achtung........