D’ora in poi nessuno si permetta più di darmi della razzista, della xenofoba, perché se prima ho semplicemente obiettato, tentando di spiegare le mie posizioni riguardo all’immigrazione, in particolare quella islamica, in quanto produce una serie di situazioni che sono incompatibili con la nostra democrazia ed inaccettabili dal punto di vista del diritto e soprattutto alcune forme di immigrazione ledono i diritti delle persone, in particolare di donne e bambini.
Ora se qualcuno oserà dirmi una sola parola sul mio “suo presunta razzismo” non gli risponderò nemmeno, perché gli darò un ceffone sonoro sulla faccia, a ricordargli che deve svegliarsi e guardare dalla parte giusta quando parla di razzismo:
Non sono io a dirlo, tutti coloro che sono emigrati soprattutto per lavoro o per incarico militare, o ministeriale hanno descritto bene le forme di razzismo. In ognuno di questi paesi: India, Pakistan, Arabia Saudita e nei Paesi arabi del Golfo, Cina, Vietnam, in tanti Paesi africani ove vive la popolazione che più si ritiene discriminata al mondo per il razzismo, hanno dovuto subire una serie di limitazioni e di imposizioni e non soltanto in relazione ai documenti e alle certificazioni sanitarie obbligatorie, che noi invece agli immigrati non richiediamo nemmeno.
Le limitazioni e le proibizioni non si sono riferite solo alle leggi e alle varie costituzioni, ma sono entrate nella vita privata e religiosa delle persone impedendo loro di manifestare la propria fede,i propri gusti personali, le proprie scelte, hanno limitato il movimento, l’accesso a molte zone di questi Paesi che sono aperti soltanto all’apparenza e poi gridano al razzismo se noi gli chiediamo di togliersi la maschera dalla faccia, come quella che le donne sono obbligate a portare sotto un altro altrettanto segno di razzismo sessuale, che è il velo islamico. Noi non abbiamo nemmeno il diritto di guardare in faccia le persone che entrano nel nostro Paese se le leggi del loro interferiscono e si sovrappongono alle nostre, non le rispettano, ma le cancellano…. Le nostre ovviamente.
Inoltre ho sempre sostenuto che esistono gruppi sociali, popolazioni, etnie che vivono in modo tribale e che sono incompatibili con qualsiasi tipo di integrazione e non hanno la possibilità di essere integrati nel nostro tessuto sociale, perché il farlo produrrebbe un danno enorme alla nostra civiltà che subisce un arretramento socio-culturale assolutamente inaccettabile e incompatibile con la nostra Costituzione, le nostre Leggi e i nostri diritti individuali e collettivi e i risultati disastrosi li abbiamo già visti in troppe città italiane.
Ciò che è accaduto in Sud Africa lo sta a dimostrare, ma non è il primo episodio, quasi tutta l’Africa è piena di feroci lotte tribali che vengono condotte esattamente come gli uomini che vivevano qualche millennio fa.
Adriana Bolchini Gaigher
Da una settimana è scoppiata la rivolta nei sobborghi poveri contro gli stranieri
Nel mirino i lavoratori clandestini che arrivano da Zimbabwe, Mozambico e altri Paesi africani Ventidue morti, alcuni bruciati vivi, altri picchiati fino alla morte, almeno 50 feriti, 250 arresti, scene di guerriglia urbana a Johannesburg, la capitale economica del Sudafrica, teatro di atti di vandalismo e palcoscenico per ronde armate di machete a caccia di immigrati clandestini. Così nel Paese che, uscito dall'apartheid, era diventato un caso quasi virtuoso nel disastrato panorama africano: economicamente in ascesa e capace di far convivere le diverse etnie in un clima di (relativa) tolleranza e unità nazionale. Una meta ambita, insomma, per i poveri dei Paesi confinanti, soprattutto Zimbabwe e Mozambico, che nell'emigrazione in Sudafrica vedono una possibilità di riscatto dalla miseria, dalle guerre tribali, dal caos. Ma questo afflusso ha scatenato una guerra tra disperati, aizzando l'ira dei sudafricani più poveri, vittime a loro volta dell'alto tasso di disoccupazione, della criminalità e della mancanza di alloggi. Suscitando accuse e sospetti che suonano familiari: gli immigrati portano delinquenza e rubano posti di lavoro. LEGGI IL RESTO QUI http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=90&ID_articolo=267&ID_sezione=163&sezione=
Sudafrica, non si ferma la caccia agli immigrati: 22 morti, due persone bruciate vive JOHANNESBURG (19 maggio) - Almeno 22 persone sono morte negli ultimi giorni in un'ondata di violenza xenofoba nei sobborghi neri della città di Johannesburg, in Sudafrica, dirette contro immigrati di Paesi vicini, soprattutto dello Zimbabwe. L'ondata di violenza contro gli stranieri, iniziata una settimana fa ad Alexandra, vicino a Johannesburg, si è scatenata con particolare violenza durante il fine settimana, quando si è esteso anche in altre township povere del Paese. Bande di giovani si aggirano per le città armati di pistole, fucili, coltelli, spranghe e sassi. Nei giorni scorsi almeno due persone sono state bruciate vive. Sempre nei pressi di Johannesburg, due persone sono state uccise nella township di Tembisa, dove sono state date alle fiamme decine di baracche. LEGGI IL RESTO QUI http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=24444&sez=HOME_NELMONDO
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Son quasi peggio degli spagnoli
Scritto alle 20/05/08 alle 09:34:54 AST da italiasvegliati
Son quasi peggio degli spagnoli, almeno in Sudafrica la polzia si mette in mezzo, mentre invece la Guardia Civil di Zapatero che, nel 2006 fece una strage sparando sugli immigrati poiché gli saltavano le reti di protezione e, adesso pretende di insegnare i diritti umani a noi.
e se maroni non avesse affetto?
Scritto alle 20/05/08 alle 12:16:47 AST da mekkatomized
accadrebbe lo stesso anche qui? manca poco? con tutti i buonisti/a/spese/degli/altri, che producono solo-e-sempre rikotta&casini...., direi che ci siamo vicini