Viviamo in una società multietnica, nel nostro Paese da molti anni sono entrate a far parte delle nostre città comunità straniere, fra le prime i cinesi, ma anche i filippini, i marocchini, i tunisini, i somali, gli eritrei, gli egiziani, gli albanesi, i rumeni, i polacchi, i russi, e via via tantissime altre comunità la cui origine etnica è certamente diversa da quella che esisteva prima.
Stabilire però qual è l’etnia degli italiani è veramente una cosa difficile, forse impossibile. Da noi, è passata gran parte del mondo antico e moderno, noi siamo andati in giro per il mondo e molti sono tornati a casa portandosi nuova prole e allora, si può parlare di razzismo in base a episodi, che amplificati dai media assurgono al ruolo di comportamento abitudinario?
Certo che sì, si può parlare di razzismo. Questi è uno dei tanti problemi o patologie di cui l’uomo è spesso affetto e questo indipendentemente dal fatto che possa essere motivato da una causa o da un’altra. Infatti quando parliamo di razzismo parliamo di qualcosa che non ha giustificazione se non nella mente di coloro che ne sono affetti, proprio come la gelosia o l’invidia. Non c’è bisogno di un vero motivo, basta un’idea, un pensiero fisso, una mania compulsiva che passa nella mente della persona afflitta da tali negative emozioni ed è sufficiente un nonnulla per scatenare violenze, portate a volte fino al gesto estremo dell’omicidio che viene giustificato con l’amore che “il geloso” prova nei confronti di chi invece ha subito lo scatenarsi della sua ipocondria ossessiva o del proprio fallimento, la cui colpa viene addossata a chi è oggetto di invidia.
Ma gli episodi accaduti in Italia possono ascriversi alla categoria del razzismo? Probabilmente qualcuno sì, ma la gran parte di essi certamente no. E perché no? Basta ragionare in modo logico, senza lasciarsi assalire da fanatismi ideologici e politici che portano sempre verso la demonizzazione di qualcosa o di qualcuno a cui, per “puro razzismo ideologico” si sceglie di addossare le colpe di ogni evento o peggio delle nostre idee malevoli.
Gli episodi di violenza nel nostro Paese, purtroppo datano da sempre, a memoria d’uomo non sono mai esistiti momenti in cui non siano scoppiati violente aggressioni per le più svariate motivazioni e chiaramente le aggressioni non sono certo l’ideale della pacifica convivenza in una società, poiché producono vittime e carnefici e non raramente hanno strascichi e ritorsioni, la camorra ce ne ha appena dato un esempio.
Se in Italia fossimo tutti solo italiani, nel momento in cui accadono episodi di violenza, dal semplice bullismo, all’omicidio intenzionale, non ci sogneremmo di parlare di razzismo, semmai di odio ideologico dovuto per esempio a tifoserie diverse o diverse appartenenze ideologiche e politiche, o classi sociali in conflitto, ma il razzismo sarebbe difficilmente invocabile; eppure quando si arriva all’aggressione dalla verbosità iniziale che non raramente sfocia nell’aggressione fisica, in ogni circostanza constatiamo l’uso di parole offensive che tendono a fare male, a ferire, ancor prima di muovere le mani.
Non avete mai sentito dire: figlio di putt….. o brutta tro…. o cornuto…. ora vengo lì e ti faccio un cu… così… !!! Ti spacco la faccia….!!! Brutto str… ora ti ammazzo!!! E in quali circostanze? Per una persona che vi ha toccato inavvertitamente, o che alla guida della sua auto vi è passata accanto, o all’arbitro che ha sentenziato un gol contro una squadra… insomma non trovate che in queste comuni turpiloqui esista un concetto razzista? Io che sono una donna lo trovo altamente offensivo, sessista e razzista, ma non mi sono mai sognata di invocare il razzismo o il sessismo quando mi è capitato di venire offesa in questo modo brutale. Ora visto che viviamo in una società diventata multietnica, vogliamo negare il fatto che sia possibile che litigi e scontri accadano per forza fra etnie diverse, anche se per fortuna solo sul piano individuale o di piccoli gruppi idioti ? Se vogliamo negarlo allora neghiamo il fatto che la società sia multietnica e poi se siete giovani ora o se siete stati giovani e avete la memoria buona, sapete bene che “in branco” si è molto stupidi e spesso aggressivi contro chi è un bersaglio facile, e il bersaglio facile è il debole, o il diverso, magari anche solo perché disabile, o anziano, non per etnia differente, insomma chi non ha ricevuto o imparato un insegnamento teso a rispettare i valori della differenza, è certo incappato in avventure del genere, essere stato vittima o carnefice, ma quando accade è sempre dovuto al fatto che non c’è stato il rispetto del diverso.
Ciò che colpisce oggi il nostro Paese, non è frutto di un razzismo indiscriminato, ma è il frutto di una mancanza di trasmissione di valori, che non sono stati offerti ai giovani. Troppi di loro nell’ambito delle famiglie e degli ambienti scolastici hanno appreso insegnamenti ipocriti: hanno ripetuto ai giovani fino alla nausea che siamo tutti uguali e non esiste fra noi nessuna differenza così quando incontrano un diverso, ecco che si scatena un inconscio rifiuto e non potendolo capire ne accettare, si è sopraffatti dal pensiero debole che ha infarcito di razzismo ideologico le menti giovani o deboli, poiché non avendo imparato a dare valore alle differenze si finisce per disprezzarle.
Ma questo pensiero debole è frutto dell’ideologia social-comunista e i tanti malpensanti che oggi gridano “al lupo, al lupo” provengono proprio da quella parte politica e si dovrebbero fare un esame di coscienza e ricordarsi che per troppi anni hanno predicato un’uguaglianza massimalista che ha appiattito le coscienze e non ha insegnato a rispettare tutto ciò che è diverso e che quindi arricchisce l’umanità, per cui voglio anche ricordare a lor signori che io sono diversa e sono contenta di esserlo, nel senso che la mia personalità è unica, proprio come la loro è unica e questo non è un fatto negativo, ma un fatto positivo, per cui sarebbe ora di smetterla di trasmettere odio ideologico e di classe, cominciando col rieducare se stessi, per poter trasmettere alle nuove generazioni un’educazione più onnicomprensiva della meravigliosità delle differenze, che non si debbono appiattire sulla base di un’uguaglianza che toglie a ciascuno un po’ della propria unicità, rendendo tutti brutte copie di un’idea utopistica.
Voglio anche ricordare, sempre a lor signori, che il bullismo, purtroppo, è un fenomeno che colpisce gran parte dei giovani, in primis i maschi e al seguito per emulazione anche le femmine e più si parlerà di razzismo, più i bulli imbecilli proveranno ad emularlo, riproponendo altre aberranti situazioni, proprio come è accaduto con i sassi giù dai cavalcavia e poi ancora dalle scuole danneggiate, o peggio botte e umiliazioni inflitte ai compagni e filmate per mandarli nel web a proprio vanto. I bulli imbecilli facevano a gara per dimostrare di essere più capaci degli altri di fare danni.
Sarebbe ora di piantarla di parlare di razzismo solo per inculcare odio contro gli italiani, che agli occhi di questi signori, hanno la grande colpa di avere scelto di votare in massa per la parte avversa e non se ne sono ancora pentiti. E comunque cari signori “sirene del malaugurio” sappiate che più darete fiato a queste “trombe stonate”, più risulterete perdenti nelle future elezioni, perché non avete ancora capito cosa ha portato la gente a scegliere l’altra parte.
Aggiungo un consiglio anche ai vincenti delle ultime elezioni: “non fatevi suggestionare dalle sirene del malaugurio” non rispondete d’istinto seguendo pedissequamente il loro esempio malsano, ma sappiate intervenire, senza farvi cogliere impreparati, non abbiate paura di essere tacciati di fascismo. Se i sinistri vi chiamano fascisti: siatene orgogliosi, perché in questo mondo, la sinistra ha fallito in ogni tempo e luogo e non è ancora venuto il momento che dimostri al mondo di avere compreso qualcosa. Gli ultimi ululati ne sono la prova.
RAZZISMO? QUALCUNO CIURLA NEL MANICO | 9 commenti | Registrati
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assolutamente
Scritto alle 04/10/08 alle 04:39:53 AST da squitto
d'accordo! Volere imporre a tutti i costi una uguaglianza che non può e non deve esserci (proprio perché le individualità sono delle ricchezze e non delle caratteristiche da sopprimere) non può che provocare moti di rifiuto di ogni genere. In ogni caso, nell'enorme riscontro mediatico dato in questi giorni ai fatti di violenza recentemente accaduti io percepisco un'ampia componente strumentale. A furia di ripetere e voler dimostrare che gli italiani sono "razzisti" finisce che ci diventano davvero. A me una volta un africano mi ha aggredito a parole perché stavo parcheggiando e questo mi urla che non so parcheggiare (ma chi gli ha chiesto niente, dico io), e quando gli ho risposto di farsi i fatti suoi mi urla che sono razzista... Io gli ho riso in faccia e l'ho mandato dove si può capire. Ma che, se pò, dico io???
chapeau
Scritto alle 04/10/08 alle 06:45:44 AST da upl
sottoscrivo. qualcuno però finge di non capirlo, purtroppo! e il rischio è che diventi troppo tardi per larlo.
Macchè razzismo
Scritto alle 04/10/08 alle 09:37:26 AST da senzaveri39
I sinistri starnazzano perché non sanno più a cosa aggrapparsi. Non hanno ancora digerito la batosta elettorale e non si rassegnano al continuo successo del governo di centrodestra. E' vero che molti italiano stanno veramente stufandosi per l'incessante arrivo di extracomunitari, specialmente islamici, ma non si tratta di razzismo, bensì di timore. Timore di vedere la propria terra diventare, a breve, campo di conquista da parte di popolazioni che nulla hanno a che fare con il nostro modo di vivere, con la nostra civiltà e religione. Gente che, specie i musulmani, vuole sostituirsi a noi e si comporta secondo un preciso progetto politico e strategico. Naturalmente ai sinistri tutto questo andrebbe benissimo, basta che vada contro a tutto quello che è diverso dalla loro visione marxista e atea della vita. Si alleerebbero anche col demonio, pur di riprendere le redini del nostro paese.
Sinistrorsi sempre più sinistrati
Scritto alle 04/10/08 alle 10:43:05 AST da albertopancheri
Sempre più sinistrati ma ancora non abbastanza, i sinistrorsi continuano a ripetere che non capiscono perché hanno perso le elezioni, inventandosi sempre nuovi sistemi per farsi male da soli. La loro imposizione di un'immigrazione ingestita e sconsiderata con il secondo fine di crearsi un serbatoio di voti, sta generando una reazione di rigetto in tutto il paese anche per i privilegi concessi a chi dovrebbe "pagarci la pensione" che vanno dai contributi per ogni stupidaggine alle case, dall'assistenza sociale a quella sanitaria il tutto , dall'abusivismo commerciale degli ambulanti, al chiudere spesso un occhio o tutti e due sulle malefatte di questi signori (si fa per dire) che a loro volta accampano solo diritti, ben inquadrati in cortei non certo spontanei. Ora questi sinistrosi stanno giocando la carta del senso di colpa: ci tacciano di razzisti, come hanno fatto tempo addietro ogni volta che qualcuno criticava giustamente il comportamento barbaro di qualche o più immigrati. Se vogliono continuare a soffiarsi il naso con due mattoni.........
La solta tecnica destabilizzante
Scritto alle 04/10/08 alle 19:27:56 AST da Orao
In Italia l'unico razzismo è quello ideologico dei comunisti e della sinistra in genere, e in particolare dei cosidetti intellettuali, contro chi la pensa diversamente. Gli Italiani per natura non sono razzisti e per antica saggezza e per amore della novità accolgono benignamente gli stranieri. Certo che se arrivano masse di clandestini disperati, decisi a farsi spazio con ogni mezzo o addirittura portatori di una mentalità relgiosa totalizzante e negatrice dei nostri valori di civiltà, si creano grossi problemi. Uno Stato serio li avrebbe già risolti. L'attuale artificiosa campagna anitrazzista, basata su alcuni fatti che ruguardano la cronaca spicciola e che probabilmente hanno poco a che vedere con un diffuso sentimento di avversione per l'immigrato, serve alla sinistra per creare disordine sociale. Si cerca infatti di suscitare un senso di colpa e qindi di diffidenza nella popolazione e di fornire agli immigrati un alibi morale che li rafforzi in rivendicazioni sempre maggiori. In tal modo si rende difficoltosa l'integrazione e si crea il conflitto. E' la tipica manovra marxista di destabilizzazione favorita da uno sprgiudicato nominalismo (l'uso del termine "razzista"). La stessa ipocrisia nominalistica per cui le dittature satelliti dell'Est si facevano chiamare "democrazie popolari". Strano che famosi politici, con importanti cariche, che non ignorano certo la storia del Marxismo, non riportino ad una giusta prospettiva l'esame degli episodi. Mah....certo che questa è l'epoca dei miti.
Se razzismo è discriminazione,
Scritto alle 04/10/08 alle 20:29:41 AST da chiodofisso
finora le uniche vere vittime sono gli italiani.
Ma quale razzismo !
Scritto alle 05/10/08 alle 14:36:26 AST da Maria
Gli italiani non sono mai stati razzisti. Finiranno per diventarlo se continuano a permettere una tale invasione di delinquenza. Comunque in questo momento non sapendo a cos'altro appellarsi è diventato motivo per prendersela col Governo. Dicessero quello che vogliono: intanto loro continuano a scendere nei sondaggi e il nostro Governo sale
purtroppo
Scritto alle 06/10/08 alle 08:19:29 AST da Eloy
Stiamo cadendo sempre più in basso e più si tocca il fondo più la sopportazione viene meno. Quando si tira troppo la corda, alla fine si spezza.... è tutto un ciclo vizioso e prima o poi la si paga. Siamo arcistufi di questa situazione e vogliamo riscattarci, riappropriarci della nostra Dignità e della nostra Cultura Occidentale !!!
Viva noi !!!
soffiano sul fuoco...
Scritto alle 31/10/08 alle 16:53:13 AST da sverin
è la solita arma mediatica che i "compagnucci" usano da anni. Qualsiasi evento è puntualmente utilizzato per propagare la loro ideologia bugiarda e malsana. Il danno che hanno combinato in questi ultimi decenni è incalcolabile. Milioni di persone sono state indottrinate da migliaia di tg, programmi, film, giornali,spettacoli teatrali, arte,orientata a sinistra o comunque al buonismo ipocrita e sconsiderato. E' la sindrome che l'Occidente sta pagando; una sindrome ideologoca che probabilmente sta tarlando il nostro mondo dell'Ovest in maniera irimediabile.E' per questa sindrome suicida che l'Occidente collasserà. E' come un virus mentale per cui le popolazioni hanno venduto la propria anima..e la propria autonomia di pensiero, in cambio di un'utopistica "società giusta" che non ci sarà mai. Ora per esempio investono su Obama come se fosse il Mosè che tiene in mano le Tavolette della Giustizia....poveri illusi!