Pubblicato il 04/11/08 alle 17:09:24 AST da flaber
MARIO CAPANNA- UN FALSO PROFETA
Pubblicato il giorno: 04/11/08 Sottosopra - Libero
Lo “smottamento” del capitalismo: il filosofo Emanuele Severino vi ha dedicato (Corriere della Sera, 2 novembre) un articolo di straordinario rigore argomentativo. Ben oltre l’attuale sconquasso finanziario, il suo declino deriva dal fatto che esso “ha come scopo la crescita indefinita del profitto privato”. Proprio questo lo destina al “tramonto”, sovrastato da una potenza maggiore, “l’apparato tecnologico guidato dalla scienza moderna”, che ha come obiettivo decisivo “l’incremento indefinito della capacità di realizzare scopi”. Severino coglie nel segno, a una profondità impensata dai… rattoppatori finanziari, ma si ferma ad un certo punto. Il capitalismo subordina al profitto tutto (l'uomo, i popoli, la natura) ed è per questo che ha portato la Terra alle soglie dell'irreversibile, dai mutamenti climatici in giù. La sua contraddizione si palesa ormai inestricabile: o va avanti così - ma distruggendo la Terra elimina la base delle sue "fortune" - o si da uno scopo diverso dal profitto - ma allora non è più capitalismo e, in ogni caso, va verso la fine. Del tutto analoga, nell'era postmoderna, si profila la contraddizione dell'Apparato scientifico-tecnologico: esso, non potendo controllare i rischi che determina (l'inquinamento genetico, per esempio, oltre i mutamenti climatici ecc.), o va avanti nell'incremento indefinito di sé e distrugge a sua volta la Terra o si convince del suo carattere autodistruttivo e quindi assume come scopo la salvaguardia della Terra (per non distruggersi a sua volta), perciò un fine ben diverso da quello di aumentare indefinitamente la propria potenza. Allora: solo l'economia della solidarietà può garantire il futuro umano. La febbre attuale del mondo segnala che sono in corso sia la malattia sia la possibilità di guarirne.
Mario Capanna
Non ce l'ho fatta a sorvolare e così ho scritto a Libero:
Sono sempre favorevole a concedere parola e spazio a chi la pensa diversamente da me. Oltre che ad essere un principio della democrazia, è anche un modo per conoscere altri punti di vista ed allargare la conoscenza.
Mi riesce però oltremodo difficile digerire gli articoli di Mario Capanna che, dopo aver teorizzato per anni su sistemi dimostratisi fallimentari, si permette ancora di pontificare con cervellotiche soluzioni sui problemi del mondo attuale attingendo a dei testi ermetici, in realtà privi di ogni significato, per sparare delle emerite c....
L'ultima, quella che vorrebbe sostituire il capitalismo con la solidarietà è proprio ridicola.
Il capitalismo ovviamente è un modo, magari discutibile, di accumulare, la solidarietà lo è invece per distribuire e sovente anche per sprecare e dissipare. E' evidente che questi non sono due sistemi contrapposti poiché il primo non esclude il secondo. Le tesi che Capanna esprime si possono tutte facilmente sconfessare.
Ciò che lamento è il fatto che bisogna sorbirle senza alcun contraddittorio.