Pubblicato il 17/11/08 alle 19:58:55 AST da flaber
ELUANA ENGLARO 17 ANNI IN COMA
Si può essere favorevoli o contrari all’eutanasia: rientra nel diritto di autodeterminazione e cioè nel riconoscimento della capacità di scelta autonoma ed indipendente dell'individuo.
Ma alcune cose che ho sentito in questi giorni da parte di chi è contrario, vanno oltre il ragionamento ed il buon senso e sconfinano nettamente nell’ipocrisia e nella falsità.
Cose come “Il patibolo è stato di nuovo innalzato”, “Eluana condannata a morte, verrà giustiziata”, “Infranto il patto con la moratoria alla pena di morte”, “Il boia torna al lavoro in camice bianco”, “La Cassazione non può sentenziare come un cannibale”, “Da oggi in Italia si potrà uccidere, quando si vorrà, malati stabili, pazienti terminali, inguaribili, pazienti in stato vegetativo, pazienti terminali, anziani inutili”, “I giudici della Cassazione dovrebbero venir denunciati al Csm, all’Onu, e al Tribunale dell’Aja”.
Non mi sembrano espressioni dettate da chi è dotato di equilibrio mentale. Piuttosto esprimono un furore verbale ed una violenza psicologica anche superiori a quel male che condannano.
Poi ci sono le falsità utilizzate per perorare la causa.
“Eluana morirà per fame e per sete con atroci sofferenze, tormenti e crampi”. Medici qualificati affermano che Eluana non reagisce alle sollecitazioni esterne e agli stimoli dolorifici. Difficile quindi che possa percepire le complicazioni che la porteranno alla morte. E’ come morire nel sonno. Se così non fosse, la medicina moderna conosce tanti sistemi per ovviare alla barbarie.
“Nessuna macchina tiene Eluana in vita: è solo alimentata e idratata”. Ed invece si tratta di accanimento terapeutico. Non si dice che per mantenere lo stato vegetativo bisogna continuamente intervenire con potenti farmaci sui vari organi per evitarne la degenerazione. Diversamente si arriverebbe in poco tempo alla morte. Lo stesso padre parla di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie, o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti.
Quindi se vogliamo parlare di equità sociale e morale, mi chiedo se sia giusto tenere occupato per 17 anni tutto un apparato medico che magari sarebbe servito a salvare altre vite che hanno lo stesso diritto di Eluana. Potrà sembrare un discorso un po’ cinico, ma fa il pari con chi dice che dal 7 aprile 1994 hanno provveduto le suorine di Lecco amorevolmente e gratuitamente (?).
Poi viene il turno della Chiesa: “La vita è sacra, nessuno può rinunciare volontariamente”.
Dunque la vita è sacra, non la materia. Altrimenti sarebbero sacri tutti gli esseri viventi, piante comprese. E’ evidente che il riferimento è allo spirito che anima l’essere umano. Ma un essere ridotto ad uno stato vegetativo quale spirito sacro può incarnare?
E qui passo dal cinismo alla blasfemia. Cristo non è morto volontariamente per la nostra redenzione? E tanti santi non hanno rinunciato volontariamente a vivere in nome di Dio? Sono giustificate contraddizione alla sacralità della vita? Voler ricongiungersi a Dio, per chi crede, non dovrebbe essere in contrasto con la sua dottrina. Diversamente verrebbe da pensare ad una visione materialistica della vita. Siamo polvere e polvere ritorneremo. Finito lo spirito (o la mente) è finita la vita.
Sia chiaro, io rispetto chi non vuole per sé l’eutanasia per principio o perché glielo impone il suo credo. Non rispetto invece, anzi disprezzo profondamente, coloro che vogliono imporre a me le loro scelte.
Ma parlando della vita in se, trovo assurdo considerarla in base alla sua durata. Ben altri dovrebbero essere i valori che fanno la propria vita degna di essere vissuta. Personalmente non aspiro a vivere 100 anni e tantomeno a viverli in condizioni di non autosufficienza. Sono consapevole che ogni età ha un lato positivo ma preferisco chiudere, se possibile, in bellezza.
Ho avuto la fortuna di decidere gran parte della mia vita nel bene e nel male. Ho accettato le conseguenze delle mie scelte e per questo considero la mia una bella vita. Vorrei quindi decidere anche della mia morte, poiché fa parte di essa, qualora non fossi in grado di vivere con la dignità di cui ho diritto.
Eppure ci sono persone che vorrebbe decidere per me, dall’alto della loro superbia, della loro presunzione ed in definitiva della loro ottusità. Gente che critica la decisione del padre di Eluana senza aver vissuto la sua pena ed il suo strazio, ma semplicemente e tranquillamente dall’alto di una posizione sociale che li fa presumere di saper distinguere il bene dal male. Capitasse a loro, sono certo che le espressioni che ho scritto sopra sparirebbero dalla loro bocca.
Se avessi la sfortuna di trovarmi in una situazione senza ritorno, mi piacerebbe poter ringraziare della vita vissuta le persone che l’hanno accompagnata e chiudere serenamente.
Mi fa paura l’idea di vivere per 17 anni nell’incoscienza manipolato da sconosciuti che mi rubano la dignità oppure nella coscienza impotente passata a maledire la vita e coloro che mi danno tormento.
Mi basta essere trattato come un cavallo azzoppato, un gatto o un cane ferito a morte. Mi accontento della pietà che viene loro normalmente riservata.
EUTANASIA - Il caso Eluana | 4 commenti | Registrati
La Direzione del Portale non è responsabile del contenuto dei commenti. Solo gli utenti registrati possono lasciare un commento.
è ovvio
Scritto alle 18/11/08 alle 05:07:26 AST da nopeacenowar
E' fin troppo ovvio che lei del caso Englaro non sa assolutamente nulla, come non ha nessuna nozione di medicina. Il suo articolo è pieno di inesattezze e di osservazioni molto superficiali. Inoltre vorrei invitarla anche a ripassare la lingua italiana e usare il vocabolario prima della tastiera: tra nutrizione e alimentazione c'è una bella differenza.
"tenere occupato per 17 anni tutto un apparato medico che magari sarebbe servito a salvare altre vite che hanno lo stesso diritto di Eluana" E' ASSOLUTAMENTE FALSO. Si informi, perché tali affermazioni possono anche essere passibili di denuncia.
E in ultimo una domanda: che fastidio da questa ragazza a suo padre? E' SEMPRE STATA IN OSPEDALE TRA SONDRIO E LECCO. NON L'HANNO MAI PORTATA A CASA. NON SE NE SONO MAI OCCUPATI PERSONALMENTE. IL FASTIDIO CONSISTE SOLO NELL'ANDARE A TROVARLA ogni tanto?
Vorrei che qualcuno mi spiegasse
Scritto alle 18/11/08 alle 05:26:05 AST da chiodofisso
qual è la differenza tra la volontà espressa da Eluana e portata avanti dal padre, e quella manifestata dal papa Giovanni Paolo II, il quale aveva coscientemente rifiutato l'ennesimo ricovero propostogli poco prima della morte.
come volevasi dimostrare
Scritto alle 18/11/08 alle 07:16:12 AST da flaber
La mia evidente provocazione ha colto nel segno.
Il mio scopo era proprio quello di stanare l'ipocrisia imperante che porta persone apparentemente normali a voler prevaricare la volontà degli altri.
La violenza verbale e la minaccia contenute nello scritto di nopeacenowar sono allo stesso livello dei farneticanti commenti che ho riportato sopra.
Vedo che non contesta i concetti ma solo l'uso di un termine. Ciò mi conferma di essere nel giusto.
Se poi mi dice che i costi della degenza non gravano sulla comunità, forse stiamo parlando di due cose diverse.
Visto che parla di conoscenza, conosce il significato di sensibilità e di pietà verso chiunque soffre sia questo uomo o animale? Io per il grande rispetto che ho della vita non schiaccio una mosca, un insetto, un ragno. Se proprio mi danno fastidio li allontano, ma non li schiaccio.
Proprio non riesce a capire la differenza tra un atto di violenza ed uno di pietà?
E' proprio certo che il suo rispetto della vita su superiore al mio?
Non ho la presunzione di conoscere perfettamente la lingua italiana e neppure me ne intendo di medicina. Infatti ho riportati tesi di medici che a torto o a ragione hanno espresso la loro opinione.
Se però fosse andato oltre la punta del naso avrebbe capito che qui non si vuole giudicare il caso di Eluana. C'è già suo padre che ha il potere di decidere per lei e lo farà secondo le sue libere e insindacabili convinzioni.
Io volevo sollevare il problema in generale dell'eutanasia.
Quindi, per cortesia, sia astenga. Non ha sufficiente apertura mentale per affrontare serenamente il tema.
PS per chiodofisso: è evidente che Gesù può, i santi possono, il papa può ma la gente comune non può. Quindi per adesso il privilegio di decidere la propria sorte è riservato alla solita casta.
concordo
Scritto alle 18/11/08 alle 11:30:21 AST da Admin
anchio sul diritto a scegliere se accettare o accelerare una morte che dovrebbe passare da una perdita totale di controllo e quindi una vita vegetale e piena di dipendenza dagli altri.
Temo che questo caso sia stato sfruttato da troppi pro e contro e per interessi e fini anche non troppo occulti, ma vergognosi nel loro insieme.
Io posso dire qualcosa sull'eutanasia, perché mi sono trovata nella circostanza di non avere alternativa a una morte lenta e (secondo il mio esclusivo parere) indegna come essere umano, non avevo più il controllo su niente, ad eccezione del cervello e avevo deciso di uscire dalla vita senza coinvolgere il medico che mi stava aiutando. Lui compreso il mio stato d'animo anche perché glielo avevo dichiarato, viste le esperienze devastanti avute prima con i medici che pensavano di poter fare della mia vita un macello e ci riuscirono a farlo, mentendomi in continuazione, questa volta gli dissi che non avrei accettato scuse e che lo sollevavo dal prendere iniziative che io, esclusivamente io (non ho voluto coinvolgere i miei cari) non avrei accettato. Lui mi pregò di lasciarlo tentate ancora una volta ed io gli diedi 3 giorni, poi me ne sarei saltata fuori dalla vita come mi ero ripromessa e lo avrei fatto perché la sofferenza era inaccettabile, oltre che la dipendenza, ululavo dal male giorno e notte, era un inferno e durava da troppo tempo, mi stavo spegnendo ma fra i tormenti, quindi avrei preferito evitare una fine così terribile, meglio sceglierla per interrompere ciò che non sopportavo più: la sofferenza, la mancanza di dignità dovendo dipendere dagli altri fino per tenere fra le mani un cucchiaino, che mi cadeva. Non riuscivo a bere da sola una tazzina di brodo e mio figlio allora 15enne mi imboccava e mi puliva. Era terribile.
Ho avuto fortuna, quel medico ha buttato via tutto ciò che gli altri avevano fatto e ha seguito una strada diversa, così dopo 3 giorni io non avevo subito peggioramento e mi sembrava anche di avere un pochino meno di dolore, quindi ho dato altro tempo al medico e dopo 1 mese e mezzo ero fuori pericolo. Segnata a vita, ma fuori pericolo e soprattutto il dolore e la totale dipendenza erano vinti.
Altrimenti non sarei qui a raccontarlo e vi prego di credermi che non sono pentita di aver scelto l'eutanasia, ed è solo grazie a quel medico che ho avuto fortuna e non ci sono ricorsa, ma se disgraziatamente mi dovessi trovare in circostanze analoghe sceglierei di nuovo, di andarmene con dignità.
Lo stesso pensiero credo valga per ciascuno, dal papa al povero barbone che dorme sulle panchine, credo che possa arrivare un momento in cui ciascuno ha il diritto di dire: BASTA e se non può più farlo, se ha affidato la sua volontà a qualcuno, questo qualcuno si deve battere per farla rispettare.