PERCHE’ BOICOTTARE Durban 2 ? La mia risposta e le precisazioni le trovate specificate sotto nell’email che ho mandato all’organizzazione che sta raccogliendo le firme per il boicottaggio di una farsa inaccettabile, infarcita di ipocrisia e di menzogne, che in realtà nasconde come sempre, ignoranza, superstizione, arretratezza mentale ed ideologica, arroganza, violenza, prepotenza e la cosa peggiore: l’islamizzazione forzata di tutto il Pianeta Terra.
N.D.R. Ho scelto la formula scritta nella mia lingua: l’italiano, fornendo anche la traduzione in francese. Voi se decidete di seguire il mio esempio, scegliete pure la formula che più si accorda al vostro ideale. Adriana Bolchini Gaigher
Partecipo con piacere al boicottaggio di Durban 2, e vi invito ad aggiungere la mia firma, perché già l'argomento dell'islamofobia la dice molto lunga sul fatto che gli islamici abbiano il vizio frequente di modificare i termini e piegare tutto a proprio vantaggio. Infatti "islamofobia" non è razzismo ma è semplicemente una paura motivata dal terrorismo e dal fontamentalismo islamico, non soltanto portato a compimento contro i diritti degli occidentali in casa loro, e alle predicazioni d'odio con l'incitamento ad uccidere chi non si convertirà o a ridurlo in dhimmi che deve pagare una tangente ai "padroni islamici" ma a quanto avviene di barbaro nei paesi islamici contro le donne, contro il diritto, contro la libertà e nella giustizia che viene esercitata con ferocia e versamento di molto sangue.
Inoltre gli islamici per la grande maggioranza non riconoscono il diritto di Israele ad esistere dimenticando che quella "regione" è stata prima che apparissero gli arabi la culla dell'ebraismo e della cristianità conquistata poi dai musulmani che vi hanno applicato con ferocia la shariah e che hanno perseguitato tutti coloro che non accettavano di convertirsi all'islam.
Non ci possono chiedere di non avere paura di loro e di non difendere ciò che abbiamo conquistato in diritto, civiltà e rispetto della vita, nonché di ogni essere umano, soprattutto non possono obbligare noi ad assoggettarci a loro a casa nostra, ma debbono accettare le nostre regole, senza minacciarci con il fondamentalismo e il terrorismo o possono anche restare a vivere nei loro paradisi islamici, da cui stanno scappando da moltissimi anni.
Sono gli islamici che si debbono impegnare a non massacrare e perseguitare i cristiani nel mondo islamico e lo stesso rispetto lo debbono dare agli ebrei e a tutti coloro che hanno una formazione religiosa diversa dalla loro, oppure l'islamofobia crescerà e non ci saranno leggi che potranno impedire alla gente di avere paura dell'islam.
Adriana Bolchini Gaigher presidente nazionale O.D.D.I.I. Osservatorio del diritto italiano e internazionale giornalista e direttore responsabile del magazine on line http://www.Lisistrata.com
Traductions Je participe avec plaisir à boycott de Durban 2, et je vous invite à ajouter ma signature, parce que déjà l'objet de l'islamophobie en dit beaucoup sur le fait que les musulmans ont l'habitude de changer fréquemment les termes et en virage tout à leur avantage.
En effet, l'"islamophobie" n'est pas le racisme mais est simplement une peur motivée par le terrorisme islamique et fontamentalisme, non seulement à accomplir à l'encontre des droits des Occidentaux dans leur maison, et la prédication de la haine de l'incitation à tuer ceux qui ne sont pas convertir ou de les réduire dans ce dhimmi doit payer un pot-de-vin à «propriétaires islamique", mais ce qui se passe dans les pays islamiques barbares, contre les femmes, contre la loi, contre la liberté et de justice qui est pratiqué avec férocité et versé beaucoup de sang.
Les musulmans aussi pour la grande majorité ne reconnaissent pas le droit d'Israël à exister en oubliant que la «région» a été le premier semble que les Arabes dell'Ebraismo le berceau du christianisme, puis conquise par les musulmans qui ont appliqué avec férocité et que la shariah ils persécutés tous ceux qui ont accepté de se convertir à l'islam.
Il ne peut pas demander à être peur d'eux et de ne pas défendre ce que nous avons gagné en droit, de la culture et le respect de la vie et chaque être humain, en particulier ne peut pas nous forcer à se soumettre à eux à la maison, mais ils doivent accepter la Nos règles, sans mettre en péril avec le fondamentalisme et le terrorisme, mai ou même à rester vivre dans leur paradis islamique, qui tentent d'échapper à de nombreuses années.
Ils sont les musulmans qui n'ont commis aucun massacre et à persécuter les chrétiens dans le monde islamique et le même égard, il convient de donner les Juifs et tous ceux qui ont une formation religieuse autre que le leur, ou l'islamophobie vont augmenter et il n'y aura pas de lois qui peuvent empêcher les gens d'avoir peur de l'islam.
Adriana Bolchini Gaigher Président national O.D.D.I.I. Observatoire de l'italien et le droit international journaliste et directeur responsable pour le magazine en ligne http://www.Lisistrata.com
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Boicottare Durban2
Scritto alle 21/11/08 alle 14:23:05 AST da senzaveri39
Sono perfettamente d'accordo e aderisco senza indugio. Vorrei dire a tutti quelli che appoggiano l'islamismo per ragioni politiche o per odio verso l'occidente e il cristianesimo: "Provate a vivere, non come turisti, che portano denaro, ma come gente normale che lavora in mezzo a loro, nei loro paese. Vedrete come vi tratteranno. Provare per credere!"
Ben fatto!
Scritto alle 21/11/08 alle 14:41:13 AST da Fran1985
Foreign Minister Tzipi Livni announced on Wednesday that Israel has made a final decision to boycott the United Nations "Durban II" conference on human rights this spring, fearing it would be used once again as a forum for anti-Israeli sentiment. The upcoming conference which is officially called the World Conference Against Racism, Racial ... Visualizza altroDiscrimination, Xenophobia and Related Intolerance, is to be held in Geneva in April and is a follow-up to a 2001 summit in Durban, South Africa which was hijacked by anti-Israel elements and turned into an Israel bashing event.
Gli israeliani lo hanno fatto. vediamo chi avrà il coraggio di fare altrettanto.
Traduzione: Il ministro degli Esteri Tzipi Livni ha annunciato mercoledì, che Israele ha preso una decisione definitiva in relazione al boicottaggio delle Nazioni Unite "di Durban II" . Conferenza sui diritti umani di questa primavera, temendo che sarebbe stato utilizzato ancora una volta come un forum con forti pulsioni anti-israeliane. La prossima conferenza, che è chiamata ufficialmente la Conferenza mondiale contro il razzismo, per evidenziare discriminazione, xenofobia e intolleranza, anche se si tiene a Ginevra nel mese di aprile è un follow-up di Durban in Sudafrica del 2001, che è stato condotto da elementi anti-israeliani ed è stato trasformato in un evento contro Israele.
Mistificazione mondiale e pseudo-religioni
Scritto alle 22/11/08 alle 04:18:12 AST da albertopancheri
La mistificazione è lo stagno in cui nuota l'islamismo sin dalle proprie radici, in quanto gretta ideologia politica contrabbandata per religione. Ovvio che tutto ciò che lo coinvolga o che venga da lui prodotto vada in questa direzione. Ho aderito con grande convinzione e sono contento che, finalmente, il mondo cominci a svegliarsi e muoversi. La direzione? Una seconda Lepanto.
Aderisco anche perchè: leggete!!!
Scritto alle 22/11/08 alle 04:33:16 AST da danianto
Terrorismo Di notte torna in carcere. Era del gruppo di Abu Nidal Uccise 13 persone a Fiumicino Esce di cella e fa il giardiniere Mahmoud nell'85 guidò il commando palestinese all'aeroporto ROMA — Portò la guerra a Roma, ha tredici morti sulla coscienza e raccoglie foglie secche in un prato. Khaled Ibrahim Mahmoud oggi ha 41 anni. Ne aveva 18, il 27 dicembre 1985, quando guidò il commando della strage di Fiumicino. «Ci penso sì, a quei morti. Ci penso ancora e ci penserò sempre. E penso anche che l'aver seminato il terrore, come abbiamo fatto noi, non è servito a niente. Non è servito al mio popolo, non è servito alla pace. Anzi, il contrario...». Il 27 dicembre 1985, all'aeroporto di Fiumicino, il commando di terroristi palestinesi uccise tredici persone e ne ferì più di 80, sparando contro il banco delle linee aeree israeliane. Il fuoco della sicurezza in pochi secondi annientò gli assalitori, tre morirono all'istante, Khaled rimase ferito, unico superstite. Poi è stato in carcere 23 anni, fino a tre giorni fa.
Oggi è un detenuto semilibero (la sera torna a Rebibbia) e da giovedì ha cominciato a lavorare all'esterno per una cooperativa sociale: giardinaggio, facchinaggio, pulizie nei mercati e nei parchi di Roma (come Pino Pelosi, l'assassino di Pier Paolo Pasolini). La prima cosa che ha chiesto è stato il permesso di acquistare un telefonino cellulare («Per chiamare mio fratello e i miei genitori ormai anziani», dice in buon italiano, appreso in questi anni leggendo e guardando in cella la televisione). Gli altri detenuti che lavorano con lui non conoscono la sua storia. Khaled, in fondo, preferisce così: «Il dolore che provo — dice — non potrebbe essere condiviso, sono venuto al mondo durante la guerra, una lunga scia di sangue e di orrori mi accompagna da sempre, da Sabra e Chatila a Fiumicino. Ma allora avevo 18 anni, ero completamente indottrinato, non ragionavo. Il carcere, almeno, mi è servito a questo: a farmi pensare con la mia testa, a farmi capire tante cose».
Lui faceva parte del gruppo di Abu Nidal, il feroce leader della lotta armata palestinese, mandante del massacro di Fiumicino, trovato morto in un appartamento di Bagdad nell'agosto 2002 («È stato ammazzato, ne sono certo», dice oggi Khaled, condannato a 30 anni per la strage dell'85). Il Garante dei diritti dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, è la persona che in questi anni l'ha seguito più da vicino: «Di sicuro — dice il Garante — Khaled ha maturato una critica profonda rispetto al suo passato. In carcere ha studiato, ha fatto il bibliotecario, è stato un detenuto modello, perciò ha ottenuto la liberazione anticipata. Il nostro è un sistema premiale, dunque non c'era motivo perché lui non ottenesse i benefìci previsti dalla legge. Il primo permesso gli fu accordato un anno fa, lo accompagnai io stesso ad Ostia, a vedere il mare...».
Il giorno che andarono al mare, però, pioveva e faceva freddo: del resto, dopo 23 anni di carcere, diventa difficile far tornare i conti. Se n'è andato un pezzo di vita perché tu hai distrutto quella degli altri e anche andare avanti fa paura. «Il mondo da allora è completamente cambiato — sospira l'ex terrorista, con i capelli ingrigiti —. È caduto il muro di Berlino, non c'è più l'Unione Sovietica, non c'è più il comunismo. Noi stavamo coi russi, all'epoca, io stesso ero comunista-stalinista, oggi però sono in via di guarigione...». L'anno prossimo Khaled finirà di scontare la sua pena, nel frattempo si è laureato in Scienze politiche con una tesi sui Diritti umani e, malgrado tutto, sembra avere fiducia nel futuro del Medio Oriente: «Prima o poi tutti i muri cadono. Ma la pace non s'impone, la pace bisogna volerla».
Fabrizio Caccia 22 novembre 2008
certo
Scritto alle 22/11/08 alle 09:05:31 AST da Admin
e chi hap ensato a portare al mare le vittime di questi carnefici?
Qualcuno ha dato loro dei lavori in cooperative o posti premianti come alla Baraldini che tuttora lavora per il Comune di Roma?
I nostri figli non trovano lavoro, gli assassini (lo sostiene lo stesso Garante dei diritti dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni) vivono in un "sistema premiale".
Ma che c***o vuole dire? Che gli dobbiamo anche baciare i piedi se scopre i suoi misfatti?
13 vite 13 famiglie distrutte, altre 80 sconvolte, valgono forse 20 anni di galera di un terrorista assassino?
Allora quelli che di noi hanno avuto vita difficile con i genitori o l'ambiente sono legittimati a fare stragi?
Ma ci facciano il piacere e vadano tutti non a caccare, ma a crepare fra i tormenti.