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SIAMO TUTTE HINA SALEEM
Pubblicato il 16/09/06 alle 02:19:08 AST da Admin
SIAMO TUTTE HINA SALEEM, non abbiamo scampo i nostri uomini continuano a vivere come cavernicoli Lisistrata
AGGIORNAMENTO: per questo articolo Adriana Bolchini Gaigher è stata premiata con la BORSA DI STUDIO O.FALLACI che le è stata consegnata, non avendola potuta ritirare al momento dell'assegnazione (per motivi famigliari) persso il CENTRO IDENTITARIO di Milano, dalle mani del presidente nazionale dell'Associazione Una Via per Oriana Armando Manocchia, alla presenza dei convenuti alla fine delle lezioni che erano appena state concluse. http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=3810
Hina Saleem, la bellissima pachistana che voleva vivere da italiana, assassinata dal padre aiutato dai maschi della sua famiglia. – La vigliaccheria maschile si evidenzia sempre in queste circostanze, ove non esiste parità nella forza e alla vittima “predestinata” non viene lasciata mai una via d’uscita, in perfetto stile misogino.
Ho voluto tornare a riflettere su questa morte orrenda, come sono orrende le morti degli innocenti, a tutte le latitudini e sotto tutte le religioni o le bandiere politiche, come sono orrende le morti inflitte a coloro a cui non è dato nemmeno il diritto di scegliere della propria vita, ma obbligato a un percorso voluto da altri che non permettono altra soluzione, che rinunciare a se stessi, in nome di pretese istanze prioritarie, che sono sempre decise dai maschi.
Hina era d’origine pachistana e di religione islamica, quindi è facile cadere nella demagogia e addossare all’islam questa morte, ma non reputo che la cosa sia liquidabile semplicemente in questi termini. Certo sarebbe comodo farlo. Nelle società islamiche la condizione femminile, per quelli che sono i nostri standard, convinzioni e valori, ci troviamo spesso costretti a prendere atto del fatto che molte regole precludano di gran lunga alle donne un percorso sociale che le ponga, almeno nei termini delle leggi, entro spazi paritari con i maschi delle loro comunità. Per l’universo femminile queste leggi, scritte categoricamente da uomini, sono per lo più strutturate in modo che le donne non riescano ad ottenere uno status paritario, nemmeno all’interno di un matrimonio o quando si separano e nemmeno per l’educazione dei figli, per i quali loro sono solo le esecutrici di un mandato, secondo le idee dettate dai propri mariti.
Le donne, almeno per quello che ne sappiamo, nelle società islamiche vivono dentro una specie di protettorato che va dalla peggiore vessazione che impedisce loro persino l’istruzione scolastica e il diritto a scegliere se o meno sposarsi e con chi farlo. Tale scelta è affidata ai membri maschili della propria famiglia, che spesso nega il diritto di rifiutare un pretendente che non amano o verso il quale provano repulsione, in altre è ancora peggio. Se un pretendente, che non ha ancora chiesto il permesso alla famiglia della prescelta, riceve un rifiuto, spesso la uccide o la sfregia.
In altre il protettorato maschile, che in realtà è un padronato, arriva a negare loro persino il diritto a possedere un documento, senza il consenso dei maschi della famiglia ai quali sono affidate, come si affida un animale ad un guardiano di uno zoo. E’ proibito loro guidare, fare sport, viaggiare, dedicarsi a creatività artistiche per le quali si dovrebbero esibire in pubblico, anche solo nel canto, nel teatro e addirittura non possono portare il cane ai giardini, ma il delitto d’onore non rientra in questi parametri.
Il delitto d’onore è appannaggio, purtroppo di tutte le culture maschiliste che in realtà sono misogine e quali non lo sono? Le tre religioni monoteiste lo sono ed anche quella induista non è da meno, i buddisti cinesi danno alle donne forse lo stesso riconoscimento e diritti che ricevono gli uomini? E quelli indiani? E i sik? gli scintoisti? E i giapponesi che camminano un passo avanti le loro compagne, le cui abitazioni tradizionali vengono costruite con il soggiorno più basso rispetto all’entrata, perché il marito scenda dall’alto verso la moglie quando rientra in casa e lei lo accolga da un piano più basso? Le culture tribali e animiste dell’Africa pongono forse le donne sullo stesso piano dei maschi? E’ proprio da loro che si realizzano le violenze peggiori, a partire dalle bambine, fra mutilazioni genitali e matrimoni combinati nei quali vengono letteralmente vendute, non hanno praticamente via d’uscita. E da noi, qui in Europa e in America, in Russia? Quanti delitti efferati ancora oggi accadono contro le donne.
Nell’America del sud non è che le donne subiscano un destino migliore e lì non possiamo certo attribuire all’islam qualche colpa che non ha. In questi paesi le donne, oltre alla violenza famigliare, che potete stare certi non manca mai, sono spesso vittime di rapimenti entro i quali spariscono letteralmente, come inghiottite dalle tenebre. Sembrerebbe che vengano rapite per scopi sessuali e poi assassinate senza pietà perché la polizia non possa risalire agli assassini, ma sembra anche che la polizia e le autorità non si diano grande pena per risolvere questo problema, che spesso resta persino privo degli onori della cronaca. http://www.lisistrata.com/2005specialedossier/023guerraalledonneII-2.htm
Anche negli Stati uniti, in Canada e in Australia le cose non sono certo molto migliori. L’OMS nel rapporto annuale del 2005 riferisce che una donna su 6 subisce violenza nel mondo e che questa violenza appare in aumento, anche se non è chiaro che l’aumento sia reale o che le denunce siano state portate alla luce in modo da aver alzato la percentuale.
Il vero problema della questione femminile e delle violenze che le donne subiscono grazie ai maschietti della sua specie, dipende da barbari retaggi tribali e nuovi integralismi religiosi, che diventano una miscela peggiore dell'acido che spesso viene usato per distruggere l'anima e la personalità femminile, alla pretesa supremazia del maschio, che riesce solo a dimostrare la sua insufficienza a ricorrere all'uso dell'intelligenza e non della forza fisica, l'unico dono che questi uomini hanno avuto dalla natura. Purtroppo sono tantissimi e di fatto dimostrano la loro inferiorità.
Dobbiamo prenderne atto che: è vero che l’Islam ci mostra una società che repressa nelle espressioni sessuali ha istituzionalizzato l’orgasmo collettivo dando libertà di operare e di trarre godimento dalle perversioni, senza che i carnefici sessisti e maniaci sessuali si rendano consapevoli delle loro perversioni, lasciando perciò le loro coscienze "pulite" poiché le punizioni corporali pubbliche, che vanno dalla fustigazione all’impiccagione, http://www.lisistrata.com/2005attualita/018guerraglobalealledonne.htm altro non sono che forme sado-maso travestite da moralismo, ma dobbiamo capire che ciò che colpisce le donne non è la religione islamica, la quale non ha certo istituzionalizzato il delitto d’onore ma è l’uomo che continua a farlo, perpetuando la sua permanenza nelle caverne della preistoria, dalla quale sembra proprio non voler uscire.
Noi dobbiamo stanarlo e non permettergli più di farci del male, cominciamo a difendere le nostre figlie ed insegniamo loro a difendersi dai maschi. Proseguiamo nell’insegnare ai nostri figli a rispettare quelle che saranno le loro compagne e non tolleriamo da loro nulla che non tollereremmo da altri o dalle caverne non usciremo più.
Lisistrata
SOSTENIAMO UNA BATTAGLIA DI CIVILTA’ E DI DIRITTO, COME QUELLA CONDOTTA DA SOUAD SBAI http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=534 E FACCIAMO IN MODO CHE LA COSCIENZA COLLETTIVA ABBIA A SVEGLIARSI E AD INTERVENIRE SU QUELLO CHE E’ UNO SCENARIO CHE SI STA CONFIGURANDO SPAVENTOSAMENTE ATTUALE ANCHE NELLA “CIVILE” EUROPA, DICIAMO BASTA A TUTTO QUESTO E DENUNCIAMO NON SOLO DALLE PAGINE WEB, MA ANCHE ALLE AUTORITA’ CIO’ DI CUI POTREMMO VENIRE A CONOSCENZA PER LE NOSTRE “SORELLE ISLAMICHE” CHE SONO VITTIME DELLA BRUTALITA’ CON LA QUALE E’ USATO IL CORANO DAI MASCHI, NELLA LORO FOLLE MISOGINIA, CHE PUO’ SOLO PEGGIORARE LA SITUAZIONE GIA’ DIFFICILE DELLA DONNA NEL MONDO
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Questa tragedia si poteva evitare, se solo gli Italiani che sono preposti alla sicurezza dei cittadini, non avessero colpevolmente finto di ignorare un dato di fatto, come era emerso da molteplici denunce depositate prima e ritrattate poi, sulle violenze subite da questa povera ragazza pachistana, dal padre e dalla famiglia che condivide questi ignobili disvalori islamici. http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=539
Queste invece, sono immagini di alcune donne, la cui storia potete trovare nel dossier pubblicato su questo magazine, (sempre in aggiornamento) perché le violenze contro le donne purtroppo sono di costante e tragica attualità. http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=11 che rappresenta la copertina del dossier.
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Maledetti islamici
Scritto alle 16/09/06 alle 10:19:52 AST da Lupo
Maledetta Inghilterra, erano le parole con cui si concludeva il films: John Kruber, l'eroe di Boeria. Ma questo non è un films, è la realtà: una tribù di maschi uccide una ragazza perché si rifiuta d'essere venduta ad uno stallone della tribù amica. Questo è un mondo delle caverne che è venuto ad abitare sotto le nostre finestre. Questo è un mondo delle caverne cui vanno drizzate le gambe.
Un episodio.
Scritto alle 16/09/06 alle 12:40:56 AST da Carlo
Credo che il fatto sopraesposto non sia un caso di estrema violenza, ma la conseguenza di un modo di pensare.
Qualche anno fa, ho assistito al seguente episodio. Ero in una Banca; ne conosco la direttrice e posso affermare che è una signora educata e gentile. Entrò un musulmano e chiese del direttore per un prestito. L'impiegato la chiamò e lei cortesemente, si rivolse al cliente: "Buongiorno, sono R...M..., cosa posso fare per lei?" E il musulmano, con la Banca piena di gente: "Non voglio parlare con te! Sei una donna, sei un essere inferiore, VAI VIA!!!!" E' facile immaginare l'imbarazzo della signora. Sarà dura estirpare tale mentalità dalla loro testa.
Carlo.
la violenza sulle donne
Scritto alle 16/09/06 alle 16:08:00 AST da Admin
e ovviamente sui bambini è un fenomeno tragico che supera di gran lunga l'islam e non vi è angolo, anche il più remoto sulla Terra in cui non vi siano donne e bambini violentati, picchiati, seviziati e assassinati dagli uomini a loro più vicini, come padri, fratelli, vicini di casa, parenti.
E' una realtà mondiale e bisogna prenderne atto o un giorno potrebbe accadere che le donne, pur di evitare che debbano continuamente essere vittime, lottino contro la propria natura e decidano di capovolgerlo il mondo. Io conosco qualcuna in grado di farlo, anche se non lo fa, da sola vale 10.000 uomini.
Sarebbe il caso.....
Scritto alle 16/09/06 alle 18:35:49 AST da eudora
Che sia ivece ora di capovolgerlo questo mondo?
Eroi arabi
Scritto alle 16/09/06 alle 23:16:13 AST da Lupo
Non so se sarebbe il caso di capovolgere il mondo. Ma far abbassare le arie a questi eroi che si mettono in tre a sgozzare una ragazza, si può, e si deve.
re eroi arabi
Scritto alle 17/09/06 alle 14:20:00 AST da eudora
beh è chiaro che per gli uomini non sarebbe mai il caso....
Voleva uscire dallo stagno: l'hanno sgozzata come un animale
Scritto alle 17/09/06 alle 17:16:18 AST da pier
L’orribile omicidio (ma islamicamente corretto) di Hina, la ragazza pakistana in provincia di Brescia, ci sbatte in faccia, qualora che ne fosse stato bisogno, alcune questioni sulle quali non è possibile non interrogarsi. Prima questione: quand’è che un musulmano è moderato? E’ sufficiente che non compia atti terroristici? Che non collabori con Al Queda? La domanda l’avevamo già posta (http://www.iostoconoriana.it/site/content.php?article.9) ma vogliamo riproporla. Il padre della ragazza uccisa, e verosimilmente l’autore dell’omicidio, era in Italia da oltre dieci anni e poco tempo fa aveva presentato domanda per ottenere la cittadinanza, non aveva precedenti penali, non creava problemi alla comunità dove risiedeva, lavorava regolarmente in una fabbrica locale, pagava le tasse, ma di “italiano” non aveva nulla. Non condivideva valori, costumi, mentalità, nulla di nulla, al punto da arrivare a sgozzare come un animale la figlia perché conduceva una vita “non islamicamente corretta”. Ebbene, fino a pochi giorni fa avremmo detto che quest’uomo non solo era un musulmano “moderato”, ma perfino integrato al punto da voler diventare cittadino italiano. E’ chiaro qual è il punto? Signori miei, non basta lavorare in fabbrica e pagare le tasse per poter diventare un buon cittadino italiano. E allora, cos’è che ha fatto diventare un musulmano “moderato” un assassino? Beh, possiamo girarci attorno finché che vogliamo, ma la risposta è una sola: la religione, cioè l’islam, cioè il Corano. Perché, come dice la Fallaci, “l’islam è uno stagno. E uno stagno è una gora di acqua stagna. Acqua che non defluisce mai, non si muove mai, non si depura mai, non diventa mai acqua che scorre e che scorrendo arriva a mare” (La Forza della Ragione, pag. 273). Quella povera ragazza voleva uscire dallo stagno, voleva depurare l’acqua, aveva scelto di vivere all’occidentale insieme ad un “cristiano” e per questo è stata sgozzata, dal padre, con il probabile aiuto di qualche parente.
Seconda questione: il relativismo culturale. Probabilmente, se il fatto fosse accaduto in Pakistan, il padre non subirebbe nessuna condanna: che facciamo? In nome del “relativismo culturale” tra un po’ concederemo che un musulmano sia giudicato non in nome delle nostre leggi ma in nome della sharia? Già quelli dell’Ucoii lo chiedono e noi cosa vogliamo fare? Concederglielo? Perché se tutto è relativo allora anche un atto criminale è relativo. Beh, ci dispiace, ma noi siamo convinti che nonostante tutti i difetti del nostro modo di essere, la democrazia è sempre meglio della teocrazia, una costituzione liberale è sempre meglio migliore della sharia, una decisione parlamentare è sempre meglio di una sura, una organizzazione internazionale è sempre meglio della humma, una sentenza di un tribunale indipendente è sempre miglio di una fatwa e queste convinzioni non sono trattabili o barattabili.
Questo ci porta dritti alla terza questione: l’educazione. Noi crediamo che i giovani immigrati che nascono qui o che comunque frequentano le nostre scuole debbano essere formati secondo i nostri valori se vogliamo fare di loro dei futuri cittadini italiani. E questo va detto con forza e coraggio da chi detiene l’enorme responsabilità della formazione e senza mezze misure. Trincerarsi dietro a manfrine ideologiche e di buonismo di facciata non solo è sbagliato nei confronti di questi giovani, ma diventa irresponsabile, vile e persino fortemente razzista.
Quarta questione: le donne. Vogliamo pensare che le donne potranno costituire in futuro l’elemento che dal di dentro potrà disgregare l’islam; in loro riponiano tutte le nostre speranze affinché lo stagno putrido venga spazzato via e l’acqua corrente possa finalmente scorrere dopo secoli di ristagno. Quella povera ragazza sgozzata voleva uscire dallo stagno e chissà quante come lei sono pronte a farlo; noi dobbiamo accompagnarle, incoraggiarle, aiutarle, difenderle. A lei il nostro più commosso saluto; agli assassini il nostro più profondo disprezzo.
sono molto interessanti gli articoli che pubblichi sul tuo sito, ti facciamo i nostri complimenti e speriamo tu continui con caparbietà e costanza, perché c'è bisogno di tutti, soprattutto degli uomini.
integrazione
Scritto alle 17/09/06 alle 18:07:27 AST da eudora
Mi ha fatto inorridire oggi le interviste fatti a dei ragazzi della comunità pakistana (quindi giovani che sono cresciuti qui): hanno giustificato il "padre" di Hina, dicendo "ha fatto bene, lei dava dei problemi". A parte che non ho visto intervistare le ragazze di detta comunità ( chissà perchè, forse perchè tenute chiuse in casa? ), devo tristemente concludere che le enclavi islamiche ci sono già.
il sito non è mio
Scritto alle 18/09/06 alle 14:14:05 AST da pier
il sito non è mio, ci collaboro e ci scrivo, ma dietro ci sono persone sparse in tutta Italia accumunate dalle idee della Oriana...
Un pensiero commosso
Scritto alle 22/09/06 alle 12:14:00 AST da Nulla
Non mi vengono commenti, forse per un sottile nodo alla gola. Ma invio un pensiero commosso a questa martire dell'islam.