BERTINOTTI UN PRESIDENTE CHE A PAROLE RESPINGE IL TERRORISMO E CHE NEI FATTI LO SOSTIENE, INIETTANDOLO NEL CORPO DELLE ISTITUZIONI ITALIANE, CHE STANNO MORENDO DEL CANCRO CHE IL TERRORISMO PORTA NELLA SUA IDEOLOGIA STRAGISTA di Adriana Bolchini Gaigher Bertinotti ha avuto la faccia di m**** di presentarsi in veste ufficiale, alla commemorazione della strage di Piazza Fontana, alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, cianciando sulla fedeltà che si deve sempre avere verso le Istituzioni e lo Stato e spostando come sempre, nel tormentone che ha caratterizzato tutta la sua carriera politica contro il fascismo, dando perciò per scontato che la strage fu fatta da neo-fascisti e poco importa se i colpevoli non si sono mai trovati. Il duce Bertinotti ha parlato e tutti si sono bevuti le sue verità, fra le quali ha anche sollecitato la RAI )come se già non fosse abbastanza faziosa) di fare per proprio conto indagini per farsi portatrice di verità, Vedi ViviMilano http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/2006/12_Dicembre/12/font.shtml
Bertinotti ha citato la strage come l’avvio delle stragi che avrebbero insanguinato negli anni successivi l’Italia, fino all’omicidio di Moro, senza citare gli uomini di scorta, ma questo non è stata una dimenticanza, semplicemente non sono degni di nota. Sappiamo tutti e ce lo hanno dimostrato in ogni circostanza come vengono considerati dalla sinistra i poliziotti: carne da macello, quindi perché citarli?
Quello che invece è vergognoso e che si è dimenticato di citare è che la sua coalizione di Governo ha dato “asilo e lavoro” a una terrorista rossa, come Silvia Baraldini e a suo tempo ha portato in Italia il terrorista curdo: Ochalan, ma soprattutto lui in persona ha dato un incarico importante alla Camera a un ex terrorista di Prima Linea: Sergio D’Elia che oggi è segretario alla Presidenza della Camera e tanto per non lasciarlo isolato ha candidato alle regionali del Lazio Alessandra De Luca, altra famigerata brigatista rossa, coinvolta anche lei nel rapimento e nell’assassinio di Moro (peccato per Bertinotti che non ce l’abbia fatta ad essere eletta) ma c’è sempre Roberto Del Bello, ex brigatista della colonna veneta, che al Viminale è segretario particolare di altro rifondarolo Francesco Bonato sottosegretario agli Interni. E’ ovvio che i terroristi debbano occuparsi di sicurezza nazionale, è il minimo che ci possiamo attendere da una morale così laida e impestata da far vergogna.
Ma l’elenco non è così breve, un’altra ex brigatista rossa nota per la sua ferocia: Anna Cotone, lavora stabilmente nella segreteria politica della rifondarola Luisa Morgantini e fra le notizie degli ultimi giorni l’ex brigatista Susanna Ronconi farà parte della consulta sulla droga, al servizio del ministro degli affari sociali Paolo Ferrero sempre di rifondazione comunista. A parte questi terroristi il partito di Bertinotti non scherza mica con la giustizia, infatti è per questo che ci teniamo sul groppone anche il pluri-condannato ”leoncavallino” milanese Daniele Farina, eletto vice presidente della commissione Giustizia e per chi non lo sapesse il Leoncavallo è una fucina che mette in circolazione dei personaggi che istigano alla violenza contro gli avversari politici, la polizia e i semplici cittadini che hanno la disgrazia di trovarsi sul loro cammino.
E dopo aver assistito impotenti alla distruzione delle Istituzioni e aver reso quelli che dovrebbero essere il luogo in cui i migliori degli italiani vanno a rappresentarli – Senato/Camera - con l’unico scopo di rendere la vita migliore, ora apprestiamoci a diventare spettatori della imminente distruzione di un’altra istituzione, forse meno conosciuta, ma non meno importante per gli italiani: il SISMI, che rappresenta la barriera fra la Nazione e i nemici della Nazione che i comunisti dovrebbero sapere bene che esistono, e non sono un semplice babau notturno, soprattutto oggi, momento in cui il terrorismo di matrice islamica sta cercando di sovvertire l’ordine mondiale allungando i suoi tentacoli di morte sul mondo intero.
E’ di poche ore fa la notizia dell’arreso dell’ex numero due del Sismi Marco Mancini, l'ex capo della sicurezza di Telecom Italia Giuliano Tavaroli e dell'investigatore Emanuele Cipriani, Vedi RAINews24 http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=65985 e Reuters Reuters http://www.borsaitaliana.reuters.it/investing/FinanceArticle.aspx?type=italianNews&storyID=2006-12-12T162229Z_01_PAR239091_RTRIDST_0_MANCINI-ARRESTO-12DIC-PUNTO.XML coinvolti in quello che sarebbe lo “scandalo intercettazioni Telecom”, ma evidentemente i comunisti nostrani non contenti di avere nelle loro file vecchi terroristi e esponenti del Governo che vanno a braccetto con hizbollah e schiacciano l’occhiolino al novello Hitler, che arriva a negare l’olocausto e il diritto a Israele di esistere, loro quelli che fanno parte dello schieramento e del partito di Bertinotti, con lui in testa, scelgono un’altra volta di schierarsi con i nemici della Nazione, sputando veleno sui martiri italiani e preparando il terreno per avere presto nuovi martiri che non verranno nemmeno riconosciuti come tali.
Carne da macello, siamo tutti carne da macello, ma lo stupore per me è ancora più grande quando penso a quella parte di italiani che li hanno votati e che sono anch’essi carne da macello come noi. Ma che cos’hanno questi italiani nel cuore e nel cervello? Basta l’odio incomprensibile che nutrono verso gli USA, Israele e Berlusconi a consegnarci nelle mani del nemico proni e pronti a diventare i nuovi agnelli sacrificali della bestia umana che non è mai sazia del sangue?
BERTINOTTI LA FACCIA PULITA DEL TERRORISMO | 2
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Inoltre
Scritto alle 13/12/06 alle 18:04:05 AST da Lupo
Ha dimenticato che forse non tutto, ma certamente molto del terrorismo, fra cui quello che ha portato al delitto Moro: ERA ROSSO.
non lo ha dimenticato
Scritto alle 13/12/06 alle 19:19:13 AST da Admin
lo sa benissimo ma chi ha la faccia come il culo e il culo di pietra passa in mezzo a quello che ha seminato come se non lo riguardasse.
Bada bene un'altra cosa, peccato che le persone hanno la memoria corta... ora che sono al governo non hanno mandato nessuno a disturbare la manifestazione dei parenti, cosa che invece fino all'anno scorso puntualmente succedeva, peccato che la gente abbia scambiato la sua presenza come solidarietà, invece era il trionfo del male sul bene.
L'attentato di Milano nessuno è in grado di dire di che matrice sia stata, mentre già alla sera lo hanno chiamato neofascista ed hanno perseguito lo stesso filo nero, facendo finire ogni processo come finisce quando la persecuzione è vuota di contenuti.
Peccato che i parenti non si siano resi conto della vergognosa strumentalizzazione a cui sono stati sottoposti per anni ed abbiano creduto ai media, ai giudici e ai politici di m**** qual'era il colore dell'attentato e così i vigliacchi assassini l'hanno fatta franca.
Il lavaggio del cervello purtroppo continua a funzionare, anche se alla fine i regimi crollano, per anni interminabili fanno danni.