Cinzia Banelli "si pente" e si confessa...

... e noi pagheremo il suo pentimento

a sin. Cinzia Banelli durante l'arresto - a dx. Il luogo dell'agguato e dell'assassinio di Marco Biagi

 

10 Ottobre 2004

 

Per chi non ricordasse chi è, preciso che è la brigatista arrestata tempo fa e che ha deciso di collaborare con la giustizia, che in questo modo le assegna lo status di “pentito”, permettendole di usufruire di una serie di benefici, anche di natura finanziaria.

- a questo stato di pentita, sembra sia arrivata, grazie a una giovane agente del penitenziario, che le è stata vicino fin dal momento del suo arresto - 

Il gruppo di brigatisti di cui faceva parte sono quelli che hanno assassinato Massimo D’Antona (consulente del ministro del lavoro Antonio Sassolino, durante il governo dell’Ulivo) e più recentemente prof. Marco Biagi (consulente del ministro del Welfare Maroni, durante il governo della Casa delle Libertà).

La brigatista Banelli è stata arrestata nella sua abitazione, mentre era in stato di gravidanza, tant’è che il parto e il bimbo, fino ad oggi li ha avuti nel carcere in cui “alberga” e sembrerebbe che sia stato proprio questo il motivo che l’ha indotta a “pentirsi” cioè non far crescere il proprio bimbo in un carcere a cui lei stessa l’aveva condannato.

 

Prima di qualsiasi altra considerazione, ci tengo a farne una del tutto personale sull’etica dei “pentiti” .

Non ho mai saputo di un pentito che si sia recato di sua volontà presso un rappresentante della giustizia, per confessare  in prima persona i suoi crimini.  Ho sempre visto e verificato che i pentiti lo diventano soltanto dopo che sono stati catturati, o scoperti e le cui responsabilità sono così evidenti da non poterle più negare.  Quando si pentono poi denunciano i loro compagni di mascalzonate, ma sempre, dico sempre, si auto assegnano un ruolo minore, dichiarando per esempio: io non ho sparato, non ho premuto il grilletto, non ho schiacciato il detonatore, mi sono limitato a fare la staffetta, portare qualche informazione o ho partecipato come fiancheggiatore…. ecc. ecc….  Mai dico, mai hanno detto: io sono l’ideologo io ho convinto gli altri e io ho sparato, il sono il più responsabile di tutti… mai…. mai…. mai….

Per una persona come me, che disprezza l’omertà ed è convinta che ogni cittadino dovrebbe avere il coraggio di denunciare i crimini, che vede commettere, prendendo parte attiva alla vita sociale rispettandone perciò diritti e doveri, resto comunque perplessa di fronte a questi pentimenti di comodo, perché sono intrisi di falsità talmente macroscopiche che bisogna essere ciechi o peggio dementi a non volerle vedere.

Non riesco a provare nessun tipo di comprensione per una persona come la Banelli, al contrario, il mio disprezzo nei suoi confronti aumenta.

 

Bene, analizziamo ora che dice la Banelli: è stato Mario Galesi ad uccidere Massimo D'Antona e Marco Biagi, in entrambi gli agguati lei avrebbe fatto solo da staffetta, per presidiare il territorio (quello che in termine malavitoso si definisce “il palo”).

Ricordiamo anche che Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce, sono gli stessi brigatisti arrestati dopo la sparatoria  sul treno Roma-Firenze del 2 marzo dello scorso anno, terminata come sempre nel sangue di vittime innocenti.

I commandi sarebbero stati composti da 5 a 7 persone, fra cui: Nadia Desdemona Lioce, Roberto Moranti, Laura Proietti, di non sapere che fine abbia fatto l’arma del delitto e di non esistevano covi in cui i brigatisti si ritrovavano per concordare i loro crimini, non solo, ma aggiunge di essere stata messa sotto osservazione dalla Lioce e da Galesi, perché sarebbe stata considerata “borghese”

Sempre secondo ciò che racconto la Banelli, nel mirino delle BR vi erano anche il docente Giorgio Grezzi, l'economista Paolo Onori (professori dell’Università di Bologna, individuati come possibili persagli ancora prima di Biagi, anche perché entrambi erano stati collaboratori del governo di Giuliano Amato e di Romano Prodi) e che fu soltanto il fatto che Marco Biagi non era provvisto di scorta, che li avrebbe fatti decidere in quel senso, indirizzando l’attentato contro la vittima, purtroppo con successo.

 

Ora io sostengo con convinzione che questa Banelli è molto di più di una mascalzona, sta dimostrando che non le basta “pentirsi” ma che sta seminando ancora veleno intorno a lei, con cattiveria e pervicacia.  Non si limita a dire che la scelta è caduta su Biagi perché ora era lui che rivestiva il ruolo toccato prima a D’Antona, no vuole seminare zizzania fra le vittime e il governo, generando nuova sofferenza e rabbia alla vedova del prof. Biagi, come se non l'avesse già colpita abbastanza.

Ma alla sua morale che importa?  A lei basta le vengano riconosciuti i benefici in cui spera, degli altri, tutto come prima: se ne impippa.

 

Cari navigatori, se siete usi a non farvi influenzare, anche indipendentemente da ciò che io sostengo, potete dire in tutta onestà  che una scorta ha fermato qualche volta i terroristi? Mi sbaglio se dico che tantissimi uomini di scorta sono stati assassinati per condurre a termine altri assassini? Sapete tutti che le parole possono mentire, i fatti restano e sono indiscutibili.

Questa perdente vigliacca, vuole uscire dalla scena con una rivalsa, e lo fa seminando ancora odio e zizzania.

 

Cinzia Banelli, se mi leggi, sappi che penso che a te va tutto il mio disprezzo. Tu sei peggio dei tuoi compagni, perché in loro ravviso almeno coerenza, in te persino l’ideologia è falsa, altrimenti non avresti cambiato bandiera, oppure ti saresti assunta la responsabilità dei tuoi crimini.

Se io avessi almeno un briciolo di potere, ordinerei alla magistratura che si occupa dei minori di toglierti la patria potestà, perché sei una persona e una madre indegna. Non ti è bastato farlo nascere in un carcere, ora lo hai coinvolto nel tuo tradimento.

Chi si ravvede e si pente si denuncia, non lo fa a spese altrui. Tu fai proprio schifo e Filippo tuo figlio, mi fa pena.

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