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CRITICARE ISRAELE?
Criticare Israele? Si, grazie!
di Barbara Mella
A sin. l'emblema
dell'OLP con la Palestina, con la cartina in cui si può notare l'assenza
totale di Israele.
A dx. la vera cartina di
Israele e della Palestina.
Questa è la
dimostrazione di come gli ideologi del terrorismo palestinese intendano
risolvere il conflitto fra i due popoli.
Si tratta di semplice
aritmetica: basta sottrarne uno, quello che resta ha raggiunto la pace,
quello che non c'è più, ha
raggiunto anch'esso la pace, ma quella eterna.
3 Novembre 2004
Articolo concesso
dal blog
controcorrente
"Criticare Israele è legittimo!" e poi "Possibile che non si possa
rivolgere una legittima critica a Israele senza essere tacciati di
antisemitismo?" e ancora "Perché Israele dev'essere intoccabile?" ... Alzi
la mano chi non ha sentito almeno settemila miliardi di volte il fatidico
lagno ... Nessuno? Lei là in fondo? Ah, si sta solo grattando un orecchio
... Bene, allora è giunto il momento di dare una franca risposta a tutti
questi accorati interrogativi, e la risposta è: sì, signori, criticare
Israele è legittimo. E potete farlo tutte le volte che volete senza che a
nessuno passi per la testa di accusarvi di antisemitismo. Garantito. E
dunque prego, accomodatevi, fate pure tutte le critiche che desiderate.
Quando avrete criticato in misura proporzionata alle rispettive colpe
l'Autorità Palestinese,
la Siria, l'Iran, la Libia, l'Arabia Saudita, il Sudan, la Corea, Cuba, la
Cina, la Birmania
e magari, già che ci siamo, facendo uno sforzo ulteriore,
anche il terrorismo.
Quando avrete condannato in misura proporzionale l'occupazione del
Tibet da parte della
Cina,
del Libano da
parte della Siria, dell'Irlanda del Nord e delle isole Malvine da parte
della Gran Bretagna, della Catalogna e dei Paesi Baschi da parte della
Spagna, di alcune regioni tedesche da parte della Polonia,
di alcune
regioni polacche
e delle
isole Kurili da
parte della Russia, dell'Istria da parte della Jugoslavia (oggi Croazia),
dell'Alto Adige
(e magari, già che ci siamo, facendo uno sforzo ulteriore,
anche di Roma)
da parte dell'Italia e ne avrete chiesto il ritiro e la restituzione ai
legittimi proprietari.
Quando avrete dichiarato illegali
il muro tra l'Arabia
Saudita e lo Yemen,
quello tra gli
Stati Uniti e il Messico,
quello tra la
Corea del Nord e la Corea del Sud,
quello di Cipro,
quello
dell'Olanda,
quello tra India
e Pakistan,
quello tra la Spagna
e Ceuta,
quello in
Botswana,
quello nello
Zimbabwe,
i sei del
Marocco
e magari, già che ci siamo, facendo uno sforzo ulteriore,
anche quello del
Vaticano
(che non tengono fuori terroristi bensì,
semplicemente, persone sgradite)
e ne avrete preteso a gran voce l'immediato abbattimento.
Quando sarete insorti contro le uccisioni di palestinesi operate dalla
Giordania, dalla Siria, dal Libano, dal Kuwait eccetera eccetera.
Quando avrete boicottato (e invitato l'universo mondo a boicottare) tutti
i prodotti, tutti i libri, tutti gli accademici, tutti gli studiosi, tutte
le università, tutti i contributi, tutte le collaborazioni di tutti gli
stati che violino, anche in misura minima, i diritti umani.
Quando avrete impedito di parlare a tutti i diplomatici, a tutti i
politici, a tutti i rappresentanti, ufficiali o privati di tutti gli stati
che violino, anche in misura minima, i diritti umani.
Quando avrete condannato tutti gli stati che si difendono dal terrorismo.
E anche, a maggior ragione, quelli che si difendono da bagatelle come la
mafia e la criminalità comune.
Quando avrete reclamato il "ritorno" di decine di milioni di profughi, e
dei loro figli, e dei loro nipoti, occasionalmente anche dei loro
pronipoti, negli stati originari propri e magari, se capita, anche in
stati altrui.
Quando vi sarete indignati per la vergognosa mancanza di diritti degli
arabi negli stati arabi.
Quando sarete scesi in piazza contro le lapidazioni (magari di bambine
stuprate),
contro le
macellazioni sulla pubblica piazza di sospetti o presunti
"collaborazionisti" palestinesi
(etichetta sotto la quale si può incollare - e spesso si incolla -
chiunque sia sgradito a qualcuno di coloro che contano),
contro gli stupri di
massa decretati dai tribunali islamici contro le mogli o sorelle o figlie
di qualcuno
che ha commesso qualche sgarbo a qualcuno di coloro che contano.
Quando avrete smesso di impestarci l'aria col famigerato "proprio voi che
avete tanto sofferto" ("voi" chi? Gli israeliani? Non c'erano israeliani
al tempo delle camere a gas: dunque, di chi state parlando, o nobili
signori che non tollerate di essere presi per antisemiti?)
Quando avrete chiesto conto ad Arafat e soci dei miliardi di dollari
(nostri) intascati lasciando i palestinesi nelle baracche,
e di una intera generazione di
bambini palestinesi
mandati al macello.
Quando avrete chiesto conto ai vari Paesi arabi dei campi profughi che
essi hanno voluto, costruito e riempito di palestinesi dopo averli indotti
a lasciare le proprie case, per poi farveli vivere come bestie e
destinarli a diventare
carne da cannone.
Quando vi sarete ricordati che i vostri nonni scrivevano su per i muri di
tutta Europa:
"Ebrei, andate in
Palestina!"
riconoscendo la
Palestina come unica vera patria degli ebrei e gli ebrei come popolo
legittimato a risiedervi.
Fatto? Bene, allora potete cominciare a criticare Israele. E noi vi
ascolteremo. Con attenzione. Con interesse. Con simpatia. Con
partecipazione. E non saremo neppure sfiorati dal sospetto che possiate
nutrire qualche sentimento antisemita.
Garantito.
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