SCANDALO ONU - KOFI ANNAN

Finalmente vengono a galla gli intrallazzi di Kofi Annan, di suo figlio e dei suoi collaboratori.

 

4 Dicembre 2004

 

Mala tempora currant per l’ONU

Lo scandalo ormai è di dominio pubblico: Oil for Food è ormai sulla bocca di tutti, anche di quelli che volutamente lo ignorano e preferiscono “sorvolare” ciò che conta è che ormai tutti lo sappiano.

Questo integerrimo personaggio questo Kofi Annan, Segretario generale delle N.U. e suo figlio  Kojo, sono al centro della questione.  Lui il rappresentante di tutti i popoli del mondo, che dovrebbe sostenerne i diritti e difendere i deboli contro lo strapotere delle dittature e dei dittatori sanguinari, come fu Saddam Ussein, non ha saputo nemmeno comportarsi obiettivamente, tradendo la sua “missione” si è sempre palesemente schierato.

E’ difficile oggi che qualcuno possa ancora sostenere la sua obiettività, Il denaro che finiva nelle casse di Saddam Ussein, non veniva usato per il popolo iracheno, ma per comprare armi, foraggiare il terrorismo e mantenere l’odio contro Israele, odio che Annan ha sempre mal celato, lasciando trapelare la sua partigianeria.

 

….. “Kofi Annan se ne deve andare”, ha scritto ieri, nero su bianco, Norm Coleman, il presidente della Commissione del Senato americano che indaga sulla gestione Onu degli oltre 20 miliardi di dollari che avrebbero dovuto sfamare i bimbi iracheni e che invece sono serviti a Saddam per arricchirsi, rinsaldare il regime, finanziare i kamikaze, riavviare i programmi di armamento, comprarsi politici di potenze straniere e corrompere funzionari delle Nazioni Unite.

 

Ma non soltanto di questo è responsabile Kofi Annan, ma anche d’altro:  le accuse di stupro e pedofilia da cui si devono difendere i Caschi blu in Africa e, infine, la rivolta del sindacato dei dipendenti delle N.U., l’aver scommesso sul cavallo sbagliato nelle elezioni U.S.A. (a lui piaceva Kerry) ed anche se ha anticipato la proposta di riforma delle Nazioni Unite, non è riuscito a far dimenticare i suoi misfatti, infatti su di lui è stata aperta un’inchiesta affidata a Paul Volcker.

 

Personalmente penso che la cosa migliore ormai sia che non termini il suo mandato alla naturale scadenza del 2006, ma venga messo nella condizione di non continuare a nuocere, molto prima.

Intanto molto si muove su questo fronte: l’inchiesta sul valore commerciale dell’area di New York dove ha sede il Palazzo di Vetro e che fu regalata negli anni quaranta dalla famiglia Rockfeller, come le polemiche per i funzionari Onu che non pagano le multe per parcheggio abusivo.  La prossima campagna che i repubblicani organizzeranno durante l’inverno, su cui c’è già un progetto di legge, “UN Oil for Food Accountability Act”, che prevede di ridurre del 10 per cento il primo anno e del 20 per cento il secondo anno il contributo finanziario degli Stati Uniti alle Nazioni Unite se Kofi Annan non metterà a disposizione del Congresso i documenti interni sul programma petrolio-in-cambio-di-cibo.

Lo scandalo, nato dalla lista trovata a Baghdad, vede coinvolti nomi illustri, anche italiani: (Roberto Formigoni, Padre Benjamin e qualche imprenditore - pur se non sono persone di primo piano), infatti Volcker sembra voglia concentrare la sua inchiesta sul braccio destro di Annan, Benon Sevan, sul figlio di Annan, su politici e imprenditori francesi, russi, ma anche qualche americano è coinvolto e non verrà risparmiato dalla commissione, dedicandosi a chi più ha approfittato dei dollari di Saddam.

 

Però gli investigatori del Congresso degli Stati Uniti, esprimono anche timori sulla possibilità che il Segretario generale possa essere risparmiato dalla Commissione Volcker, e sono interessati a capire se c’era un legame tra le tangenti e l’atteggiamento della Francia al Consiglio di Sicurezza in difesa del regime iracheno.

 

Ma c’è un altro scandalo, che ritengo gravissimo, e riguarda la vergognosa decisione che:

"L'antisemitismo non si condanna"., come riporta l’editoriale del RIFORMISTA:

Non c’è solo la crescente e largamente preannunciata vergogna del dilagante scandalo oil for food a gettare ombre di pesante delegittimazione sulle Nazioni Unite, sulla gestione del segretario generale Kofi Annan, e della sua disinvolta prole. Chi si attendeva finalmente una buona notizia sulla storica ferita aperta dell’antisemitismo, mai condannato dall’Onu, che al contrario è sempre stato in prima fila nel condannare il sionismo, è rimasto ancora una volta deluso e a bocca asciutta. Il paragrafo che tanto aveva fatto sperare - in cui si menzionava l’antisemitismo condannandolo, in una risoluzione generale dedicata ai temi dell’intolleranza religiosa - è stato puntualmente respinto. E’ rimasta la mera citazione dell’antisemitismo, senza esplicita condanna, e comunque col voto contrario di 54 paesi. Nella stessa votazione gli stessi paesi, praticamente tutti appartenenti alla Conferenza dei paesi islamici, hanno egualmente respinto un paragrafo in cui si condannavano tutti gli assassinii compiuti per ragioni di discriminazione sessuale. Secondo molti paesi islamici, la discriminazione per ragioni sessuali può giungere sino alla morte inflitta alla donna inadempiente ai propri obblighi o all’omosessuale sorpreso in flagranza. Di conseguenza, nessuna condanna al pregiudizio antiebraico e nessuna condanna a chi uccide gli omosessuali o le adultere.
In tre mesi, è caduta l’idea iniziale di una risoluzione esplicitamente dedicata all’antisemitismo. Poi il piano B, che prevedeva una risoluzione sponsorizzata dall’Unione europea sul modello della dichiarazione adottata a Berlino in aprile dall’Osce, in cui comunque la condanna dell’antisemitismo era esplicita. Ma citava la famigerata parola «Israele», ancora ufficialmente indigeribile per molti paesi arabi. Poi è stata la volta della diplomazia tedesca, a far brevemente sperare Israele che si fosse trovato uno sponsor della causa in cambio del sostegno alle proprie pretese a un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza. Inutile dire che il sogno è durato poco. Si è giunti alla risoluzione generale sui temi dell’intolleranza religiosa, e quando è risultato chiaro che i paesi della Conferenza islamica erano contrari all’esplicita condanna, l’Unione europea ha rapidamente ammainato bandiera accontentandosi della pura menzione senza condanna. Vergogna.

 

Lisistrata

Conoscere il ruolo del Segretario Generale delle Nazioni Unite

Nello Statuto delle Nazioni Unite viene definito: "funzionario capo amministrativo".

E’ una carica che richiede doti diplomatiche di mediazione, imparzialità, levatura, capacità innovative e rappresenta il simbolo delle Nazioni Unite, preposte alle garanzie dei diritti civili di tutti gli uomini del mondo.

La persona che ricopre tale carica esprimerebbe idealmente la possibilità di esercitare un’influenza sopranazionale, priva di partigianerie, per garantire i diritti di tutti. Il suo ruolo dovrebbe essere esercitato con forza, capacità intuitive, sensibilità e una buona dose di ottimismo, per farsi portavoce degli ideali espressi nello Statuto delle Nazioni Unite, affinché questi diventino realtà. 

Il suo lavoro dovrebbe essere esercitato in modo creativo, come sancito nello Statuto delle N.U. e al contempo svolgere altre funzioni, se queste gli verranno affidate dal Consiglio di Sicurezza, dall'Assemblea Generale e da altri organi principali delle N U., perciò il Segretario Generale opera come portavoce della Comunità internazionale, cioè al  servizio degli Stati membri, ma al contempo la sua carica prevede una eccezionale libertà d’azione, che gli permette di intraprendere con il suo staff iniziative atte a evitare l’intensificarsi delle dispute e delle crisi internazionali, che si sviluppano nel mondo.

E’ un impegno che non svolge da solo, ma necessita di consultazioni quotidiane con i leaders mondiali, partecipando a tutto ciò che fa capo alle N.U.: sessioni dei vari organi, viaggi e incontri in tutto il mondo, pianificando le azioni future, e sempre nell’ottica della prevenzione, redige un rapporto in cui viene espresso il suo punto di vista, sulle priorità.

Tutti i Segretari Generali dovrebbero definire il proprio lavoro in considerazione del periodo storico in cui si trovano ad operare, proprio come ebbe a fare Boutros-Ghali, che formulò una proposta per il mantenimento e la costruzione della pace nel mondo.

 

I predecessori del Segretario Generale Kofi Annan sono stati: l'egiziano Boutros Boutros-Ghali, dal 1992 al 1996; Javier Perez de Cuellar, dal 1982 al 1991; l'austriaco Kurt Waldheim, dal 1972 al 1981; U Thant, di nazionalità birmana (l'attuale Myanmar), dal 1961 al 1971; lo svedese Dag Hammarskjold dal 1953 fino alla sua morte avvenuta in un incidente aereo in Africa nel 1961; il norvegese Trygve Lie, dal 1945 al 1953.


Qualche informazione sugli  ultimi 4 segretari generali delle Nazioni Unite.

 

L’ attuale Segretario è Kofi Annan, è la settima persona a ricoprire la carica di Segretario generale delle N.U., da lui assunta, con pieni poteri il 1 gennaio 1998. Di nazionalità ghaniana, è stato riconfermanto in seconda elezione per acclamazione e tale esperienza dovrebbe concludersi il 31 dicembre 2006.

 

Boutros Boutros-Ghali è stato il sesto segretario generale delle N.U.  il 1 gennaio 1992, quando ha cominciato un termine quinquennale. Ai tempi del suo appuntamento tramite l'assemblea generale il 3 dicembre 1991, il sig. Boutros-Ghali era stato il delegato primo ministro per gli affari esteri dell'Egitto da maggio 1991 ed aveva servito da assistere della condizione per gli affari esteri da ottobre del 1977 fino al 1991.

 

Javier Perez de Cuellar è stato il quinto  Segretario generale delle N.U.  ha assunto l’incarico di Segretario generale delle N.U. il 1 gennaio 1982. Il 10 ottobre 1986, è stato nominato per un secondo periodo d'attività, che ha cominciato il 1 gennaio 1987.  E’ originario del Perù.

 

Kurt Waldheim, quarto segretario generale delle N.U., di nazionalità austriaca, ha ricoperto tale carica  per un termine quinquennale che comincia il 1 gennaio 1972, ruolo assunto attraverso l’acclamazione da parte dell’ l'assemblea generale, che lo ha approvato all’unanimità.

 

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