GUERRA GLOBALE ALLE DONNE

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la violenza è il mezzo più facile e per questo preferito del maschio, che si crede appartenente a una specie superiore e non vuole accettare di essere solo il rovescio della stessa medaglia.

Barbari retaggi tribali e nuovi integralismi religiosi, diventano una miscela peggiore dell'acido che spesso viene usato per distruggere l'anima e la personalità femminile, alla pretesa supremazia del maschio, che riesce solo a dimostrare la sua insufficienza a ricorrere all'uso dell'intelligenza e non della forza fisica, l'unico dono che questi uomini hanno avuto dalla natura. Purtroppo sono tantissimi e di fatto dimostrano la loro inferiorità.

26 Novembre 2005

Colpa delle donne o patologie endemiche del maschio umano?

Gb: Stupri, colpa anche delle donne - A.N.S.A.

Secondo studio in alcune circostanze la donna e'responsabile (ANSA) - LONDRA, 21 NOV - Oltre un terzo di britannici ritiene che la donna in alcune circostanze sia parzialmente responsabile quando rimane vittima di uno stupro. E' quanto emerge da un sondaggio commissionato da Amnesty International reso noto oggi. Quando una donna flirta ha parte della colpa secondo il 28% dei mille intervistati (per il 6% tutta). Altri comportamenti a rischio sono: l'ubriachezza, gli abiti sexy o discinti.

Secondo questo “illuminato studio”, esisterebbe una discreta componente di colpa che viene attribuita alla donna,anche se una statistica derivata da soltanto 1000 intervistati  non mi convince completamente, credo che per ottenere un responso più oggettivo, sia necessario intervistare un campione più ampio di persone, comunque anche guardando questa breve relazione, emerge una contraddizione spaventosa nel convincimento degli intervistati, e questo dimostra che le violenze sulla donna sono ben lungi dall’essere superate, se esiste ancora una base su cui i ragionamenti le giustificano addossando la colpa alle vittime, anziché a coloro che compiono uno dei crimini più efferati del variegato mondo dei crimini umani.

Chi stupra una persona, chiunque essa sia, subisce non semplicemente una violenza fisica, ma viene violentata soprattutto nell’anima, offesa profondamente nella sua dignità, che viene cancellata come se non fosse una persona e questo la porta a morire un po’ non solo nell’anima anche fisicamente, perché ogni giorno della sua vita non potrà mai dimenticare l’umiliazione e il dolore inflitto.

Mi sarebbe tanto piaciuto sapere cosa pensano in relazione alla colpa dello stupro, quando questa si consuma su bambine che vanno dai 3 ai 16 anni o su donne anziane o peggio ancora quando bimbe vengono vendute per avviarle alla prostituzione, vorrei proprio capire che colpa hanno queste persone, veramente ancora una volta vorrei riuscire a trovare una risposta, che sia logica e che abbia un riscontro oggettivo sul perché gli uomini non sanno mettere o tenere sotto controllo la loro emotività, le pulsioni sessuali e la violenza che si accompagna inevitabilmente a questi comportamenti, e non mi riferisco soltanto ai casi peggiori, come quando ci si trova di fronte a serial killers, questi possono tranquillamente venire considerati casi patologici, ma quando ci troviamo di fronte alla violenza quotidiana, per la maggioranza delle volte, causata da persone vicine a chi subisce la violenza, e meno da sconosciuti, ma che si consuma in ogni latitudine del mondo sempre contro la donna e le bambine, per estendersi spesso anche fino ai bambini di sesso maschile, tanto più frequente quanto più questi sono piccoli, e per conformazione fisiologica naturale, non hanno ancora sviluppato quella forma esteriore di sessualità, che li renda ben distinguibili dalle femmine.

 

Debbo purtroppo notare che effettivamente sembra che sia in atto un peggioramento nella situazione delle violenze, verso le donne e i bambini, come se una certa forma di intolleranza che appartiene a culture più retrive, ormai si sia infiltrata anche fra le nostre radici ed abbia iniziato a dare i suoi velenosi frutti.  Di questo sono molto preoccupata e spero che il buon senso faccia sì che si capisca che bisogna porre un freno anche all'immigrazione selvaggia, poiché questa conduce sulle nostre strade una massa di disperati, che non avendo nella loro cultura, gli stessi nostri costumi nel senso della libertà e della democrazia, la scambiano per lassismo e dato che nemmeno la magistratura sembra intenzionata a farsi carico delle vittime, mettendo coloro che hanno già commesso reati in questo senso, in condizione di non commetterne per il futuro, sarà molto difficile che lo stato attuale possa migliorare.

Sono convinta che lo stato dovrà farsi carico di una sorta di "educazione" degli immigrati, obbligandoli a prendere coscienza del cambiamento di abitudini che debbono affrontare, attraverso una maturazione consapevole che l'Italia stessa potrebbe fornire con corsi specifici a cui tutti gli immigrati debbono partecipare, e non solo ma che si debba anche far carico di una sorta di "rieducazione" di quegli italiani che commettono delitti dello stesso valore, in quanto non sono meno responsabili degli altri.

 

La domanda è come? Io una risposta ce l'avrei:

- per gli immigrati una scuola di base etica e conoscitiva della nostra cultura, lingua e tutto ciò che riguarda leggi e costituzione;

- per gli italiani che commettono delitti di questo tipo, l'obbligo a dare il loro impegno per gli anni ai quali verrebbero condannati in carcere, prestando al loro posto servizio presso strutture in cui ci sono realtà di sofferenze spaventose, come malati terminali, anziani non più autosufficienti, portatori di handycup e tutte quelle strutture nelle quali la sofferenza umana non è solo palpabile, ma è visibile. Affinerebbe certamente la loro sensibilità e permetterebbe loro di essere utili e di crescere.

 Lisistrata

Qui sotto trovate pubblicati una serie di interessanti articoli sulla raccolta di dati in base ai fatti che si verificano tragicamente ogni giorno, ad ogni latitudine di questo nostro "malato pianeta".

VIOLENZA SESSUALE -  ISTAT -  IN COSTANTE AUMENTO NEGLI ANNI

Un fenomeno in crescita. Costante. Le violenze sessuali registrano un incremento preoccupante. Nel 2001 - secondo gli ultimi dati elaborati dall'Istat e pubblicati nell'annuario statistico di quest'anno - le violenze sessuali denunciate all'autorità giudiziaria dalle forze dell'ordine erano state 2447, in 462 delle quali l'autore è rimasto ignoto. Nel 2002, invece, le denunce sono state 2543, pari ad un aumento del 3,9%, di cui 418 contro ignoti. Nel 2003 le violenze sessuali sono state 2744, con un incremento del 7,9%, e di queste 458 anonime. Il dato del 2003 è particolarmente significativo perché indica che i delitti sessuali sono 4,8 ogni centomila abitanti. Le persone denunciate sono state 3092, 166 delle quali, minorenni. (AGI)

Una donna su sei subisce violenza domestica nel mondo, dice Oms

di Patricia Reaney  24, 11.2005

LONDRA (Reuters) - Una donna ha perso una coppia di gemelli dopo essere stata colpita allo stomaco dal padre dei suoi bambini, un'altra dorme in una stanza chiusa a chiave per proteggersi dal partner che ha minacciato di spararle.

Sono alcune storie di donne - una su sei nel mondo --che subiscono violenza domestica. In alcune comunità fino a due donne su tre sono La società ha chiuso un occhio su questo problema per troppo tempo", ha detto Joy Phumaphi, assistente del direttore generale della sezione del Oms che si occupa di salute della famiglia e della comunità.

"Emerge anche molto, molto chiaramente dallo studio che un grande numero di donne non denuncia le violenze. Un quinto di loro non ne parla addirittura con nessuno", ha detto a Reuters.

Lo studio, basato sulle interviste di 24.000 donne in 10 paesi dal Giappone alla Thailandia passando per la Namibia e il Peru, è la prima ricerca mondiale completa per stabilire la reale diffusione della violenza domestica, i suoi effetti sulle donne e la risposta dei governi e delle comunità.

La ricerca dipinge un quadro impressionante di ossa spezzate, escoriazioni, bruciature, crani spaccati, strupri e paura. Spesso il circolo vizioso si ripete da una generazione all'altra.

"Un bambino che è cresciuto in un ambiente dove c'è violenza domestica tende ad accettarla come una cosa normale e ad usarla da grande", ha affermato Phumaphi.

NESSUN POSTO DOVE ANDARE

Molte donne non denunciano la violenza familiare perché la considerano normale. Altre temono di perdere i loro figli o si vergognano. In molti casi le autorità la considerano un affare privato e non vogliono essere coinvolte.

Tra il 4 e il 12% delle donne incinte ha raccontato di essere stata picchiata durante la gravidanza -- oltre il 90% dal padre del bambino, secondo la ricerca.

"Non hanno nessun posto dove andare. Tutte le porte sono chiuse per loro. Molte donne si sentono talmente messe all'angolo che soffrono di malattie mentali. Molte di loro tentano il suicidio e alcune di loro riescono a togliersi la vita", ha detto Phumaphi.

Tra i paesi oggetto dello studio, durato sette anni, ci sono anche Samoa, Brasile, Etiopia, Bangladesh, Tanzania e Serbia e Montenegro.

La ricerca mostra come le vittime di violenza domestica hanno il doppio delle probabilità di soffrire di malattie mentali rispetto alle altre donne.

state maltrattate dai loro mariti, conviventi o fidanzati, secondo uno studio dell'Organizzazione mondiale della sanità.

"La violenza sulle donne è una delle forme di violazione dei diritti umani più diffusa ed occulta nel mondo". Irene Khan, Segretaria Generale di Amnesty International
La violenza sulle donne è parte di una cultura globale che nega alle donne pari opportunità e pari diritti e legittima la violenta appropriazione del loro corpo per gratificazione individuale o scopi politici. Milioni di donne nel mondo sono terrorizzate da violenze domestiche, schiavizzate in matrimoni forzati, comprate e vendute per alimentare il mercato della prostituzione, violentate come trofei di guerra o torturate in stato di detenzione.

La violenza domestica - Donne comprate e vendute - Amnesty International

La violenza domestica comprende tutti quegli abusi che avvengono in casa o nel contesto familiare.
È la forma di violenza sulle donne più diffusa nel mondo. Donne di ogni classe sociale, razza, religione ed età subiscono terribili abusi da parte degli uomini con i quali condividono le loro vite. La violenza domestica rappresenta una violazione del diritto delle donne all'integrità fisica e psicologica e si manifesta in varie forme: abusi fisici e psicologici, atti di violenza o tortura, stupro coniugale, incesto, matrimoni forzati o prematuri, crimini d’onore.

Almeno il 20% delle donne, a livello mondiale, ha subito abusi fisici e violenze sessuali.

In nome dell’onore - Donne e ragazze di ogni età vengono aggredite per motivi d’onore in paesi di ogni parte del mondo.
I "crimini d'onore" includono la tortura, lo sfregio permanente del viso con acido, l'omicidio. Si registrano numerosi casi in paesi del Medio Oriente, dell’Asia meridionale e dell’America Latina. Stimare il fenomeno è tuttavia molto difficile poiché la maggior parte dei casi non vengono denunciati, sia per paura di ritorsioni, sia perché spesso le autorità tollerano o addirittura giustificano questi atti criminali. Nel 1999 in Pakistan più di 1.000 donne sono state vittime di "crimini d’onore", culminati in molti casi nell’omicidio. Fra i paesi più colpiti vi sono anche Bangladesh, Iraq, Giordania e Turchia.

Abusi e maltrattamenti sulle lavoratrici domestiche - In molti paesi le lavoratrici domestiche, generalmente di nazionalità straniera, sono maltrattate dai loro datori di lavoro. Molte di esse, derubate dei loro documenti, sono costrette a vivere in condizioni di lavoro forzato. Spesso si tratta di donne immigrate clandestinamente o vittime del traffico a scopo sessuale e che non hanno alcuna possibilità di tutela legale. Il fenomeno è gravissimo, ad esempio, in Arabia Saudita, dove usualmente le collaboratrici domestiche vivono in una condizione di prigionia, confinate e relegate nella casa in cui lavorano e in cui subiscono vari tipi di violenze

Mai più violenza sulle donne in tutto il mondo! - Amnesty International
Non conobbi mai Paloma, ma sua madre mi parlò di lei. Paloma era una delle diverse centinaia di giovani donne assassinate a Ciudad Juárez, una città al confine tra Messico e Stati Uniti. Peroltre un decennio, queste donne furono rapite, torturate, stupratee uccise. Le autorità fecero ben poco per indagare, perseguire o fermare questi delitti perché si trattava di donne povere, inermi, politicamente ininfluenti. Molte erano giunte a Ciudad Juárez per lavorare nei maquiladoras, stabilimenti di assemblaggio costruitidalle multinazionali sul confine messicano, attirate dalle agevolazioni fiscali e dal basso costo della manodopera messicana. Le giovani donne come Paloma hanno alimentato il fenomeno della globalizzazione economica nella speranza di ricavarne qualcosa, diventandone altresì le vittime. Ciò che spicca in questo caso è il coraggio delle madri delle donne uccise a Ciudad Juárez. Le madri si sono organizzate tra di loro e chiedono giustizia. Assieme a loro e ad altri, lo scorso anno Amnesty International è riuscita a esercitare pressione sul governo federale del Messico affinché si impegnasse afar cessare le uccisioni. La storia di Paloma è soltanto uno tra imilioni di esempi della più vergognosa infamia dei nostri tempi: la violenza sulle donne

In Asia e Medio Oriente le donne vengono uccise in nome dell'onore. Nell'Africaoccidentale le ragazze sono sottoposte amutilazioni genitali femminili in nomedella tradizione. Nell'Europa occidentale le donne migranti e rifugiate sonoattaccate perché non accettano le usanze sociali della comunità che le ospita. Nella regione meridionale dell'Africa le ragazze sono stuprate e infettate con il virus dell'HIV/AIDS perché coloro che abusano di loro sono convinti che fare sesso con una vergine li guarirà dalla malattia.

Infine, nei paesi più ricchi e più sviluppati del mondo, le donne vengono picchiate a morte dal proprio partner.

Questo tipo di violenza si diffonde perché sono troppi i governi pronti a chiudere un occhio e a lasciare che la violenza sulle donne abbia impunemente luogo. In troppi paesi, le leggi, le politiche e le usanze sono discriminatorie nei confronti delle donne: negano loro glistessi diritti degli uomini, rendendole così più vulnerabili di fronte alla violenza. La proliferazione delle armi di piccolo calibro, la militarizzazione in atto in molte società e l'attacco al cuore dei diritti umani nell'ambito della "guerra al terrorismo" non fa che peggiorare il calvario di molte donne. I diritti umani sono universali: la violenza sulle donne è un abuso dei diritti umani su scala universale. Donne di continenti e paesi diversi, di religioni, culture e retroterra sociali differenti, istruite o analfabete, ricche o povere, sia che vivano in guerra o in tempo di pace, sono legate dal filo comune della violenza subita da gruppi armati o dalloStato, dalla comunità o dalla loro stessa famiglia.

Trattati e meccanismi internazionali sono davvero utili soltanto se applicati in modo appropriato. Altrimenti restano parole nell'aria. Leggi e politiche possono offrire protezione solo se rispettate.

Altrimenti restano parole scritte. I diritti umani diventano una realtà soltanto se forniscono uguaglianza e protezione altrettanto reali. La sfidacontinua a essere un cambiamento che possa realmente fare la differenza nella vita delle donne. È ciò che le donne di tutto il mondo chiedono oggi. (Il seguito qui)  - Irene Khan, Segretaria Generale di Amnesty International

VIOLENZA CONTRO LE DONNE - UNICEF A cinque anni dalla conferenza di Pechino, la violenza sulle donne e le bambine all'interno della famiglia è ancora un'emergenza mondiale, sostiene l'Unicef

Cinque anni dopo la Conferenza di Pechino, che richiamava la necessità di un'azione globale per fermare la violenza sulle donne, uno studio dell'UNICEF rileva che non è stato fatto abbastanza per bloccare la forma più comune di violenza, quella all'interno della famiglia. Il problema riguarda tutti i paesi, nessuno escluso, ma in alcune aree del mondo una donna su due ne è vittima.
Il rapporto rileva che tale violenza è trasversale ai diversi tipi di cultura, classi sociali, grado di istruzione, reddito, etnia e età in ogni paese. Circa 60 milioni di donne sono sparite dalle statistiche sulla popolazione mondiale, vittime delle loro stesse famiglie, uccise (deliberatamente o per negligenza), soltanto perché di sesso femminile.
Lo studio sulla violenza intrafamiliare, condotto dal Centro di Ricerca Innocenti dell'UNICEF di Firenze, rileva che fino ad oggi 44 paesi hanno adottato una legislazione specifica per combattere la violenza in famiglia, 12 dei quali in America Latina.
La Dichiarazione per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne del 1993 definisce la violenza sulle donne relativa, anche se non limitata, a tre aree: la violenza intrafamiliare, nella società e quella perpetrata o condonata dallo Stato.
Il rapporto dell'UNICEF, preparato in occasione della riunione "Pechino +5", organizzata a New York dal 5 giugno per fare il punto sulla Conferenza di Pechino a cinque anni di distanza, si occupa in particolare della violenza intrafamiliare, che molti paesi e culture tendono a considerare come ineliminabile in quanto avviene all'interno della famiglia ed è profondamente radicata.
Nel rapporto l'UNICEF afferma che la violenza intrafamiliare è una delle negazioni più perniciose dei diritti umani, in quanto è perpetrata non da persone sconosciute ma da membri della famiglia, da persone di cui ci si fida. E' diffusa ovunque, con conseguenze sia fisiche che emotive per le donne e I bambini, mettendo a repentaglio la loro sicurezza economica, minando il loro senso di autostima e le prospettive di una crescita normale. Nel peggiore dei casi, si arriva a mettere a repentaglio la vita stessa, come nel caso dell'uccisione delle donne o del loro suicidio per disperazione.
Il rapporto dell'UNICEF propone una strategia che rimuova le cause della violenza e al tempo stesso offra un servizio di sostegno alle vittime. Fa appello a un approccio integrato al problema e al coinvolgimento di molti settori della società civile, compresi i leaders civili e religiosi, nonché al rafforzamento della sicurezza per le donne e le bambine attraverso la formazione su questioni di tipo legale, l'istruzione e occasioni di lavoro.
In un articolo di Radhika Coomaraswamy, relatrice speciale per le Nazioni Unite sulla Violenza sulle Donne, si mettono in evidenza le particolari responsabilità dello stato nell'affrontare la questione della violenza intrafamiliare. L'autrice sostiene che "gli stati dovrebbero assicurare la certezza della pena per chi commette violenze in famiglia e l'indagine e la persecuzione dei crimini commessi in ambito familiare".
Il rapporto si richiama a una serie di misure per ridurre questo "tremendo tributo", quali la riforma legislativa e la fine dell'impunità dei responsabili. I paesi dell'America Latina che hanno approvato una legislazione sono Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Messico, Nicaragua, Perù, Porto Rico e Uruguay. Mentre alcuni paesi hanno cominciato a legiferare sullo stupro coniugale, tra cui Messico, Namibia, Sud Africa, e Stati Uniti, il rapporto fa notare che l'abuso sessuale e lo stupro da parte di un familiare non è considerato un crimine in molti paesi.
La legge sudafricana sulla violenza domestica del 1998 contiene un particolare tratto innovativo, in quanto garantisce uno speciale "Ordine di Protezione temporanea" quando il tribunale accerta che gli atti dell'aggressore procurano "imminente danno" alla parte lesa. Questa regola garantisce la protezione della salute, del benessere e della sicurezza del querelante e include la possibilità di allontanare l'aggressore dal tetto coniugale, pur mantenendo l'obbligo di sostenere economicamente la parte lesa.
Lo studio dell'UNICEF sulla violenza domestica elenca una serie impressionante di diversi tipi di violenza perpetrati sulle donne, lungo tutto il ciclo vitale, da familiari. Si va dall'aborto selettivo per sesso, alla malnutrizione forzata, alla mancanza di cure mediche e di istruzione, alla prostituzione forzata e alla riduzione in schiavitù, oltre ad altre forme di violenza più "visibili" come lo sfregio con l'acido e il delitto d'onore. Il rapporto mette anche in evidenza la relazione tra violenza intrafamiliare e diffusione dell'HIV/AIDS e sottolinea il legame tra violenza in famiglia e diffusione dell'uso di armi.

Alcuni fatti di casa nostra - ho voluto segnalarvi alcuni casi fra quelli più recenti in ordine di tempo, proprio perché in questo modo è più evidente quanto sia esteso questo fenomeno di violenza, contro le donne e i bambini e la cosa dovrebbe cominciare veramente a preoccupare e sia i legislatori, che la giustizia, dovrebbero cambiare modo di prevenire e giudicare questi vergognosi reati, che vanno dalla semplice molestia, alla riduzione in schiavitù, per arrivare sino allo stupro e all'assassinio.

UN OMICIDIO ANNUNCIATO - Omicidio di biella da La Padania
Deborah, un inferno durato dieci anni  - Inutile la pioggia di denunce contro Santangelo. La sorella: tutti sapevano ma nessuno ha fatto nulla.......

Breve stralcio della storia dell’assassino  -La vita di Santangelo è peggio di un romanzo nero: ripetute denunce, il carcere per 3 anni e 2 mesi, a seguito della violenza su Deborah e su altre ragazze, poi ancora mesi in galera e altre denunce. Ma Deborah è quella che lo fa finire in carcere e che diventerà per questo il suo capro espiatorio. «In dieci anni non hanno mai fatto niente: la scusa era sempre la stessa, abbiamo le mani legate», ripete la sorella. «La paura cresceva sempre più con il tempo, eravamo letteralmente perseguitati da questo pazzo, non solo Deborah, ma tutta la famiglia. Ci hanno tagliato le gomme più volte e anche tentato di bruciare l’auto. E poi, Deborah, oltre alle denunce, che cosa doveva fare di più? L’ultima è stata a ottobre, nonostante soltanto ad agosto si fosse svolta l’ultima udienza contro Santangelo. Tutti sapevano, nei minimi particolari, che cosa abbiamo vissuto in questi dieci
anni».

Emiliano Santangelo, l'assassino, già stupratore di più donne e spesso incarcerato per violenza e altri reati.

STUPRO A BOLOGNA - iL RESTO DEL cARLINO

Immagini choc nel video Agguato nell'indifferenza

Ragazza di trent'anni bloccata alla fermata dell'autobus: botte e poi l'incubo. 'E' stato uno straniero'. E' caccia all'uomo. La telecamera di un benzinaio ritrae l'agguato: passano le auto e non si fermano. Forse non si sono accorti di quello che avveniva

BOLOGNA, 25 NOVEMBRE 2005 - La telecamera del vicino distributore di benzina non e' riuscita a dare un volto allo stupratore, ma ha ritratto quella che potrebbe essere l' indifferenza degli automobilisti di passaggio. La vicenda è quella delle ragazza di 30 anni pestata e violentata in un giardino condominiale di via Corticella, alla periferia di Bologna.

DONNA VIOLENTATA A BOLOGNA: BIANCHI (MARG), AGGHIACCIANTE  - Kataweb

"Lo stupro di cui e' stata vittima la ragazza a Bologna e' una vicenda agghiacciante che conferma che la violenza sessuale contro le donne sta assumendo le dimensioni di una vera e propria emergenza". Lo dichiara la responsabile Terzo Settore della Margherita, onorevole Dorina Bianchi, a proposito della vicenda della ragazza stuprata a Bologna nell'indifferenza degli automobilisti. "E' assurdo che episodi di tale gravita' possano accadere in una citta' come Bologna nell'indifferenza generale. E' evidente che oltre all'allarme sicurezza esiste anche un allarme indifferenza che ha permesso ad uno stupratore di agire indisturbato. Scrivero' al ministro Pisanu affinche' si attivi immediatamente per chiarire la dinamica di questa vicenda incredibile che colpisce per la doppia violenza subita dalla vittima, da parte di chi ha perpetrato l'abuso e di chi non l'ha soccorsa". (AGI)

VENDUTA A 13 ANNI, ARRESTATI MADRE E VIOLENTATORE - Catania, 29 ottobre 2005 

Per poche decine di euro vendeva la figlia tredicenne a un agricoltore di 59 anni che abusava sessualmente della bambina. E' accaduto in una paese della provincia di Catania. Per questo motivo i carabinieri hanno arrestato una donna di 57 anni, separata dal marito che vive fuori dalla Sicilia, in esecuzione di un ordine di carcerazione per violenza sessuale e induzione alla prostituzione emesso dal gip di Caltagirone. Stesse accuse per il presunto violentatore, finito anche lui dietro le sbarre. Adesso la piccola e' stata allontanata dal suo ambiente e data in affidamento provvisorio.

VIOLENZA SESSUALE - STUPRO VICINO A STAZIONE NEL MILANESE

Una donna italiana di 38 anni e' stata violentata da un marocchino di 25 anni, senza fissa dimora, a Trezzano sul Naviglio (Milano). L'uomo e' stato arrestato dai carabinieri di Corsico. La violenza dovrebbe essere avvenuta, secondo la ricostruzione degli inquirenti, oltre 10 giorni fa. La donna stava percorrendo una strada nei pressi della stazione ferroviaria di Trezzano sul Naviglio, quando ha visto sopraggiungere l'uomo, che probabilmente conosceva, in auto e gli ha domandato un passaggio. Il marocchino l'ha fatta salire in auto ma non l'ha portata a Milano, dove la donna avrebbe voluto recarsi, e l'ha condotta in uno stabile disabitato e, minacciandola con un coccio di bottiglia, l'ha costretta a un rapporto sessuale. Prima di andarsene, l'ha minacciata dicendole: "Se mi denunci, ti sciolgo nell'acido". La donna, che aveva i vestiti strappati, e' stata notata da una pattuglia dei carabinieri ai quali ha raccontato di essere stata aggredita. Poi, una volta portata alla clinica Mangiagalli di Milano, dove le sono state riscontrate tracce di violenza, ha completato il racconto dell'accaduto. I carabinieri sono quindi riusciti a rintracciare il marocchino, a Trezzano, e lo hanno arrestato mentre stava spacciando hashish in una strada. (AGI)

"Giustizia teocratica"
Una scabrosa vicenda che ha coinvolto una congregazione dell'hinterland milanese
Molesta la figlia: la sua Chiesa sa e tace. La triste storia riguardava un testimone di Geova, A. F. appartenente alla congregazione di S.(MI), colpevole di aver abusato sessualmente della propria figlia tredicenne.

La cosa resta sconosciuta finché la ragazzina non si confida coi nonni (che non appartengono alla chiesa dei testimoni di Geova) e da qui la vicenda comincia a manifestarsi in tutta la  sua tragicità, e nonostante ciò ottiene una sorta di protezione dal gruppo a cui appartiene, poiché la comunità non considera nemmeno la possibilità di  far intervenire la giustizia italiana, rifiutandone di fatto l’autorità giuridica.

"Gli anziani dei testimoni di Geova, nascondendo e proteggendo un padre che ha ripetutamente stuprato la figlia, dandogli una condanna soltanto religiosa (una breve sospensione), dicono di applicare lo statuto della loro comunità. E allora sono inaccettabili quello statuto e quella comunità. Perché di fronte ad un reato intollerabile – com’è la violenza sessuale di un padre sulla figlia, per di più minorenne – reagisce commettendo altri reati: protegge un colpevole, non lo consegna alla magistratura, ostacola l’indagine, e una volta che questa è giunta in possesso dei documenti-prova, la comunità li richiede indietro, come atti

VIOLENZE SESSUALI SU FIGLIA - A LECCO CONDANNATO A 8 ANNI  - 25 novembre 2005

Il gup di Lecco Gianmarco De Vincenzi, ha condannato con rito abbreviato a 8 anni di reclusione un lecchese 40enne per violenze sessuali continuate ai danni della figlioletta di soli 10 anni. L'imputato si e' sempre detto innocente ma a suo sfavore ha giocato anche una precedente denuncia per fatti analoghi. Secondo quanto ricostruito, anche attraverso la testimonianza della piccola vittima, nel 2003 l'uomo, residente a Barzano' (Lc), approfittando dei momenti in cui rimaneva solo con la bambina avrebbe ripetutamente e pesantemente abusato di lei arrivando in qualche caso anche a percuoterla. All'uomo non sono state concesse attenuanti e benefici di legge. Dovra' scontare la condanna nel carcere del "Bassone" di Como, dove e' gia' detenuto da un paio di anni. (AGI)

ROMA - Una rumena viene violentata da un connazionale appena scesa dall'autobus - 28 novembre 2005

Una rumena di 20 anni e' stata violentata la notte scorsa a Roma appena da un autobus in via Leonardo Da Vinci, nel quartiere San Paolo, è stata aggredita dallo sconosciuto (col quale aveva scambiato poche parole sull'autobus) e trascinata dietro un cartellone pubblicitario dove è stata picchiata e violentata ripetutamente. L'uomo grazie alla descrizione della ragazza è stato arrestato per violenza sessuale. La vittima è stata invece medicata all'ospedale dove è stata riscontrata la violenza subita.

LA SPEZIA - Infermiera 20nne violentata - è caccia all'uomo - 23 novembre 2005

E' caccia all'uomo alla Spezia, dell'aggressore che ieri all'alba verso le 6,30 ha violentato un'infermiera di vent'anni nel quartiere della Chiappa, zona periferica a nord della città tra le auto. La giovane era appena uscita di casa e si stava recando al lavoro, a poche centinaia di metri dall'abitazione, poco prima della violenza un uomo sui 45 anni brizzolato alla guida di un fuoristrada la avvertiva di essere seguita, ma lei ha rifiutato il passaggio offertole, credendolo una scusa.

COMO - molestano ragazzina sul treno - 2 arresti

25 novembre 2005

Due giovani tunisini, entrambi 25enni, sono stati arrestati con l'accusa di aver rinchiuso in uno scompartimento del treno diretto a Como, una ragazzina costringendola ad assistere alle loro performance masturbatorie. Secondo quanto ricostruito, in prossimità della stazione di Grandate, i due extracomunitari avrebbero adocchiato la ragazzina sola nello scompartimento e ne hanno approfittato per entrare e costringere la giovane ad assistere agli atti osceni. La giovane è però riuscita, dopo qualche minuto, a fuggire e a raggiungere il capotreno al quale ha raccontato la sua disavventura. Il convoglio e' stato immediatamente bloccato. E mentre la presunta vittima, si è allontanata, attorno ai polsi dei due 25enni sono scattate le manette con le accuse, anche se si proclamavano innocenti.

CROTONE - Ferroviere violenta giovane rumena arrestato

23 novembre 2005

Gli agenti della squadra mobile della questura di Crotone hanno tratto in arresto un uomo di 62 anni, R.C., di Catanzaro, impiegato delle Ferrovie dello Stato in servizio alla stazione di Crotone, con le accuse di sequestro di persona, violenza carnale, lesioni personali aggravate ed estorsione. La vittima è una donna di nazionalità rumena, di 30 anni, che la sera del 25 settembre scorso si era recata alla stazione ferroviaria di Crotone per acquistare un biglietto con destinazione Catanzaro, ma dall'impiegato in servizio aveva appreso che non c'erano più treni per quella destinazione. Lo stesso impiegato, a quel punto, si era offerto di accompagnarla con la sua auto ed invece l'ha portata in una stradina di campagna l'avrebbe percossa e poi violentata.

 UCCIDE LA MOGLIE NEL TORINESE E SI COSTITUISCE - 23 novembre 2005

E' morta nella notte Lucia Andreotti, 38 anni, la donna di Chivasso (Torino) ferita ieri sera da un colpo di pistola sparato dal marito Antonio Molinaro, 39 anni. (AGI)  23.11.05

FERMO (Ascoli Piceno) - Segregavano 5 donne in casa, arrestare a fermo 2 bulgare  - 19 novembre 2005 

Tenevano segregate in casa con il terrore, cinque ragazze, bulgare come loro, e le facevano uscire solo per farle prostituire. Due giovani bulgare di 25 e 26 anni, Elena Radeva e Miroslava Shopova, sono state arrestate dalla polizia di Fermo con l'accusa di lesioni, sequestro di persona e sfruttamento della prostituzione. Le due fermate, già note alle forze dell'ordine, la Radeva che non aveva ottemperato in passato all'ordine di espulsione dall'Italia emesso dall'autorità giudiziaria, ed avevano creato una piccola organizzazione di giovani connazionali costrette tutte a prostituirsi.

ORISTANO - Rumena uccisa nell'oristanese, arrestato il marito anchesso  rumeno  -  19 novembre 2005

Marcel Serban, marito della rumena trovata morta stamane nelle campagne di Milis, nell'Oristanese, è stato arrestato per omicidio dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale. La donna, che si era trasferita in Italia da tempo, aveva regolare permesso di soggiorno. Non è ancora chiara, invece, la posizione del marito, 39 anni, su quale sono in corso accertamenti. Secondo l'accusa, il marito Marcel, nella tarda serata di ieri, ha sparato un colpo di fucile calibro 12 a pallini contro la donna, raggiunta al volto è morta istantaneamente.

Clandestino in manette: stuprò 9 anziane - notizia da Il Giornale - giugno-luglio 2005

Maghrebino, clandestino, di giorno gessatore (in nero) in un cantiere edile, di notte violentatore di donne sole in età avanzata: dalle non più giovani alle vecchiette. Questo, secondo l'esito delle indagini che hanno portato all'arresto di un 42enne marocchino, il ritratto dello stupratore che nell'arco di dieci mesi ha stuprato, in provincia di Varese, 9 donne in età comprese fra i 50 e gli 80 anni. L'ottuagenaria - 82 anni per l'esattezza - è stata la prima vittima, e risale al settembre del 2004.

L'ultima denuncia è recente, del 15 giugno scorso. Tutte le aggressioni sono avvenute di notte, in casa delle vittime violentate. L'immigrato è stato arrestato dai carabinieri che, coordinati dal sostituto procuratore Loredana Giglio, l'hanno individuato dopo complesse indagini supportate dalle analisi di laboratorio sul Dna fatte dal Ris di Parma. E proprio il Dna indica che in cinque casi, sui nove denunciati, l'autore della violenza è sicuramente lui. Altri due casi sono ancora sotto esame in laboratorio per i riscontri,

mentre per altri due non sono stati trovati reperti da analizzare. Ma le modalità delle aggressioni sono sempre le stesse, quasi una fotocopia, rilevano gli investigatori. Il 42enne manovale marocchino si metteva in azione solitamente di giovedì, fra le 2 e le 6 del mattino, e agiva in un'area compresa fra i comuni di Oggiona Santo Stefano, Cassano Magnago, Solbiate Arno, Albizzate e Jerago con Orago. Dopo aver individuato e scelto la vittima nei giorni precedenti, seguendola al supermercato e appurando dove abitava,

la notte dell'assalto il maghrebino andava in bicicletta sotto la casa della donna. Si toglieva le scarpe e si metteva del nastro adesivo sui polpastrelli, per non lasciare impronte, poi si arrampicava sul balcone o sul davanzale della finestra aggrappandosi ai tubi delle grondaie o del gas. Entrava nella camera della donna sola, nel buio completo, le metteva una mano sulla bocca, a volte pronunciava qualche parola in francese (una sola volta, pare, in arabo) e la violentava. Se la donna resisteva con particolare tenacia, la picchiava. Poi se ne andava e scompariva nel buio della notte, sicuro di non essere stato visto dalle sue vittime, che infatti di lui, nella denuncia, fornivano descrizioni basate su altri particolari come «l'odore acre della pelle».

Non liberatelo. Ha detto: “Quando esco, lo rifaccio!”  preso da qui

«L’assassino di mio figlio e di Simone Allegretti, condannato a 30 anni di galera, uscirà dopo averne scontati solo 7», si dispera Luciano Paolucci, pardre di Lorenzo - «Chiedo a Ciampi: nessun beneficio per chi uccide i bambini»

Siamo tornati qui perché, ormai è più di un sospetto, tra qualche mese il geometra pedofilo e assassino potrebbe ritornare libero. Sì, Luigi Chiatti, reo confesso dei due omicidi che fecero inorridire l’Italia, ha ormai tutte le «carte in regola» per tornare un uomo quantomeno «semi- libero» dopo appena otto anni di prigione. E allora viene da chiedersi in che Paese viviamo se, sull’onda dell’emozione seguita agli omicidi di Hagere Kilani e Graziella Mansi (le due bimbe di 4 e 8 anni uccise la prima a Imperia, la seconda a Castel del Monte, quest’ultima addirittura da un branco di giovani pedofili), da una parte si varano misure repressive (garante del minore, poliziotti nelle scuole, controllo dei siti Internet) e dall’altra si è così di manica larga da concedere a un assassino la possibilità di tornare fuori dal carcere. Con il rischio che si avveri ciò che disse appena arrestato: «Se esco da qui, ammazzo di nuovo!».

Lorenzo Paolucci (13 anni) e  Simone Allegretti (4 anni) i due bimbi assassinata da Luigi Chiatti soprannominato il "mostro di Foligno"

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