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TERRORISMO ITALIANO *********** COME TI RICICLO IL TERRORISTA |
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Corrado
«Federico» Alunni.
Fondatore Br, 58 anni, le
lascerà per dare vita alle Formazioni Comuniste Combattenti, in seguito
nel 1978 viene arrestato. Nel 1980 tenta la fuga da San Vittore insieme a
Vallanzasca, nel 2003 scrive un libro con altri autori («La rapina in
banca, storia, teoria, pratica»), da anni è fuori di galera e
lavora in una coop informatica.
Vittorio «Alvaro» Antonini. Già responsabile della colonna romana Br, coinvolto sequestro Dozier, arrestato nel 1985, è in semilibertà dal 2000. Ogni giorno entra ed esce di prigione per lavorare all'esterno. Presiede l'associazione culturale Papillon-Rebibbia promotrice della protesta che nel 2004 si è allargata a tutte le carceri Ha avuto l'onore di essere convocato a Montecitorio dalla commissione-giustizia per discutere dei problemi delle galere. Smentì di esser stato perquisito in cella dopo l'omicidio D'Antona.
Vittorio Assieri.
Capo della "Walter Alasia" di Milano,
lavora alla "Bottega
creativa" della Caritas.
Lauro Azzolini.
Membro esecutivo delle
Br nel processo Moro, 62 anni, tre ergastoli, l'uomo che sparò a
Montanelli, è libero.
Da semilibero ha
iniziato a lavorare in una coop che si occupa di non-profit, settore
disabili, per la Compagnia delle Opere.
Barbara Balzerani. Svariati ergastoli, ai vertici delle prime Br-Pcc, autrice del libro «Compagna Luna» per Feltrinelli, ha lavorato con la coop Blow Up di Trastevere specializzata nell'informatica musicale. Arrestata nel 1985 ottiene i primi permessi agli inizi degli anni Novanta. Ora è libera, con la condizionale di 5 anni, anche se aveva accumulato 4 ergastoli e ha partecipato ai delitti più efferati: dalla scorta di Moro a Moro, al gen. Dozier.
Cecco Bellosi. Ex componente della colonna Walter Alasia, in manette nel 1980, condannato a 12 anni, libero nel 1989. Presiede un centro di recupero di tossicodipendenti a Nesso e collabora con l'associazione Lila.
Paola Besuschio. Il suo nome venne fatto dalle Br durante il sequestro Moro, era detenuta, ne volevano la liberazione in cambio del leader dc, Lavora in una cooperativa statistica.
Maurice Bignami Ex comandante di Prima Linea fu arrestato a Torino nell'81, mentre cercava di assaltare un'oreficeria: imbracciava un mitra, ma non ebbe tempo di usarlo. Due ergastoli e una lunga serie di delitti alle spalle: l'agente Giuseppe Lo Russo, lo studente Emanuele Iurilli, il dirigente Fiat Carlo Ghigleno, il barista Carmine Civitate... In semilibertà dal1992 ha preso servizio presso la Caritas di Roma, insieme con la moglie Maria Teresa Conti, anche lei ex militante di «Prima linea».
Ovidio Bompressi, condannato a 22 anni di reclusione per l'assassinio del commissario Calabresi, graziato dal presidente della Repubblica su richiesta di personaggi della sinistra, ma anche di due "moderati" come Clemente Mastella dell'UDEUR e Rutelli della Margherita, può già godersi la definitiva libertà.
Franco Bonisoli. Brigatista del commando di via Fani, ergastolano, 13 anni di carcere, dissociato, è libero. Ha fatto il grafico in una Coop di Sesto San Giovanni, lavora in una società di servizi ambientali.
NEW ENTRY - Carla Maria Brioschi. Ex brigatista rossa, è stata condannata all'ergastolo per aver partecipato al rapimento e al delitto del presidente della DC Aldo Moro. Ma il suo operato in seno al terrorismo di matrice comunista non fu soltanto relativo al caso Moro, l'ex terrorista fu fra le fondatrici della "colonna Walter Alasia" che negli anni di "Piombo" organizzò e portò a termine una serie interminabile di azioni terroristiche, spesso confluite nel delitto. (Secondo alcuni però, lei ha fatto parte della frangia di terroristi cosiddetti “dissidenti”, capeggiati da Valerio Morucci, che nell’ambito del sequestro Moro si opposero alla decisione di giustiziare il politico della Dc, andando quindi contro la decisione del capo-colonna Mario Moretti.) Ieri 10/11/08 dopo 26 anni di carcere le è stata concessa la "libertà condizionale" che per 5 anni limita l'uscita di casa dalle 23 di sera alle 7 del mattino, per tutto il resto collaborerà con i servizi sociali e le varie cooperative, alle quali ormai se non si è terroristi e non si è ammazzato qualcuno, col cavolo che vi ci fanno entrare.
Roberto Carcano. Esponente della Formazione Comunisti combattenti. lavora presso la "Comunità nuova" di don Gino Riboldi
Paolo Cassetta. Esponente tra i più duri del partito armato, raffica di condanne alle spalle, è semilibero da un bel pezzo. Lavora stabilmente alla coop 32 dicembre, collegata al Centro Polivalente circoscrizionale intorno a cui gravitano vecchie conoscenze degli anni di piombo, come Bruno Seghetti e Cecilia Massara.
Maria Teresa Conti. Ex militante di «Prima linea», fa parte delle "squadre armate proletarie". Fra le sue gesta, il sequestro e il ferimento dell'ostetrica Domenica Nigra, gambizzata con accuse inventate. Come il marito ex terrorista Maurice Bignami, lavora presso la Caritas di Roma.
Roberto Del Bello. Ex brigatista della colonna veneta, condannato a 4 anni e 7 mesi per banda armata, oggi lavora al Viminale come segretario particolare di Francesco Bonato, sottosegretario agli Interni per Rifondazione comunista.
Enzo Fontana.
Militante del GAP, oggi scrittore di successo e studioso
di Dante Alighieri,
ha lavorato alla "Bottega
Creativa" della Caritas. Diego Fornasieri. Insieme ad altri ex detenuti è attivo nel non-profit attraverso la cooperativa sociale di prodotti biologici «Arete». Guerrigliero di Prima linea, incassa una condanna a 30 anni nel 1983, dopo 3 anni di latitanza, ora è libero.
Lavora come consulente presso il "Macro", prestigioso museo d'arte contemporanea del Campidoglio.
Paolo Klun. Esponente di Prima linea,
ha fondato a Bologna il
giornale di strada " Piazza Grande", che dà voce agli emarginati e ai
senza fissa dimora. Natalia Ligas. Nome di battaglia «Angela», la dura delle Br-Partito Guerriglia che partecipò al massacro di piazza Nicosia a Roma, ergastolana, permessi premio a partire dal 1998, dal 2000 è semi-libera nonostante non si sia mai dissociata.
Nadia Mantovani. Dissociata, condannata a 20 anni per appartenenza alle Br, ottiene la condizionale a gennaio '93 quando sconta due terzi della pena. Ex fidanzata di Renato Curcio, è tra le fondatrici dell'associazione per il reinserimento dei detenuti «Verso Casa». Il 23 agosto 2004 la sua performance sugli anni di piombo al meeting di Rimini ha riscosso molto successo tra il pubblico di Cl.
Corrado Marcetti. Ex di Prima linea, oggi è direttore della Fondazione Michelucci a Fiesole.
Cecilia Massara. Ex appartenente alle BR-PCC (arrestata alla fine del 1984 dopo un conflitto a fuoco con le guardie giurate di un furgone portavalori, conflitto nel quale rimase ucciso un altro militante delle BR-PCC, Antonio Gustini, e la stessa Massara venne ferita), nel 1994 ottiene la sospensione temporanea della pena, essendo in stato di gravidanza; nel marzo ‘96, nell’imminenza del termine della sospensione della pena, la Massara si tiene in contatto con la Questura di Roma per disporre il proprio rientro in carcere. Lavora stabilmente alla coop 32 dicembre, collegata al Centro Polivalente circoscrizionale.
Fabio Matteini, brigatista rosso (collegato a Nadia Desdemona Lioce e Luigi Fuccini,dei Nuclei comunisti combattenti NCC) accusato di banda armata e associazione con finalità di terrorismo, noto con il nome di battaglia “compagno Antonio” che avrebbe avuto il compito di reclutare nuove leve da avviare alla lotta armata, ma per lui sono bastati 20 giorni di carcere perché un giudice decidesse che non c’erano elementi sufficienti per tenerlo dietro le sbarre, l’importante è che sia stato obbligato a restare in Italia… vuoi mai che mano d’opera preziosa sfugga a questa maggioranza? Ora stiamo a vedere a quale incarico verrà destinato.
GIUSEPPE MEMEO
Esponente di "Autonomia operaia", condannato per l’omicidio del poliziotto
Antonino Custrà,
oggi lavora a "Poiesis" il centro per la cura dell’AIDS.
Mario Moretti.
Il numero uno delle Br, leader della direzione strategica,
partecipa al sequestro Moro, dopo 17 anni di carcere, 9 di clandestinità e
6 ergastoli, nel 1994 ottiene il permesso di andare alla Scala.
Una volta fuori, in
lavoro esterno, si occupa di volontariato. Esperto di informatica
partecipa alla fondazione della Cooperativa Spes composta da ex
irriducibili dissociati. La coop ottiene vari contributi, anche dalla
Regione Lombardia,
insieme
all'associazione «Geometrie variabili» cerca «forme di lavoro non
alienanti per i detenuti». Scrive libri.
Valerio Morucci.
L'ex postino delle Br durante i 55 giorni del caso Moro,
scontati 17 anni di prigione, dissociato, è libero. Autore di libri di
successo (l'ultimo, «La peggio gioventù») vincitori di premi letterari con
«Il collezionista» (la VI edizione di «Esperienze in giallo»)
lavora
come consulente informatico.
Remo Pancelli.
Killer dell'ala militarista delle Br «Colonna 28 marzo», l'ex dipendente
delle Poste del sequestro D'Urso, viene bloccato dai carabinieri il 7
giugno del 1982. Pluricondannato,
è inserito in una coop
sociale (che ha ospitato altri ex terroristi rossi). Ave Maria Petricola. Quest'anno la Provincia di Roma ha assunto quest'ex pentita brigatista, nome ricorrente al processo Moro, come responsabile del centro di Torre Angela, VII municipio della Capitale, che trova lavoro ai disoccupati. Amnistiata nel 1987, nel 2004 la ritroviamo nella lista degli assistenti sociali regionali.
Cristoforo Piancone. Ex brigatista rosso, condannato all'ergastolo per concorso nell'omicidio di Rosario Berardi, già in semilibertà dal 2004 è stato arrestato l'1 ottobre 2007 per la rapina avvenuta alla Banca dei Monti dei Paschi di Siena. Anche questo è uno dei tanti finali scontati che purtroppo ci si deve attendere dagli irriducibili, che riescono anche a godere di semi o totali libertà.
Raffaele
Piccinino. Ex irriducibile dei NAP (NUCLEI ARMATI PROLETARI),
autore anche dell'attentato al
Questore Noce dove morì un poliziotto della scorta, condannato
all'ergastolo e a 22 anni di carcere)
Ha lavorato come operatore informatico
alla coop romana Parsec. Marco Pinna. Soldato della colonna sarda delle Br, è vicepresidente della coop ambientale «Ecotopia».
NEW ENTRY - Roberto Sandalo. Già militante in Lotta continua aderisce a Prima Linea e partecipa a molte azioni terroristiche. Arrestato nel 1980 ammette la sua partecipazione agli omicidi di Carlo Ghiglieno, Carmine Civitate e Bartolomeo Mana. Dissociatosi poi dalla lotta armata, permise allo Stato di conoscere i nomi e le azioni di molti aderenti all'organizzazione terroristica, che fu smantellata in seguito alle sue dichiarazioni. Condannato a oltre 11 anni ne sconta poco più di 2 e si trasferisce in Kenia per sfuggire alla condanna a morte che pendeva sul suo capo per aver tradito i "compagni d'arme" . Tornato in Italia , non gode di protezioni governative e trova lavora come dipendente di un'azienda privata. Nel 2008 verrà nuovamente arrestato per alcune azioni, giudicate terroristiche, contro centri islamici nel milanese e condannato è in carcere dall'aprile scorso.
Bruno Seghetti. Fa parte dei grandi movimenti di massa del ‘68/’69 e del ’77 fino all’approdo alla lotta armata. Prima il Comitato Comunista di Centocelle (Co. Co. Co.), le lotte per la casa, le occupazioni, il flirt con Potere Operaio, gli scontri con i fascisti approdando alla lotta armata diviene militante della colonna romana delle Brigate rosse. Fa parte del gruppo di fuoco che il 16 marzo 1978 sequestra il Presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro, così come partecipa attivamente a gran parte delle azioni della colonna romana delle Br fino al suo arresto, il 19 maggio 1980 quando – passato tra le fila della colonna napoletana – ‘Claudio’ partecipa all’attentato che uccide l’assessore regionale democristiano Pino Amato. Condannato all’ergastolo, esce di prigione nell’aprile del 1995, dopo solo quindici anni di detenzione, viene ammesso al lavoro esterno e nel 1999 in seguito a infrazioni gli viene revocato il trattamento e rientra in carcere. Lavora stabilmente alla coop 32 dicembre, collegata al Centro Polivalente circoscrizionale intorno a cui gravitano tutt'ora vecchie conoscenze.
Sergio Segio. Comandante militare di "Prima linea" e ideologo della dissociazione, oggi lavora nel gruppo Abele di don Luigi Ciotti.
Giorgio Semeria. Membro del nucleo storico delle Brigate Rosse, è stato a lungo volontario presso il carcere di San Vittore a Milano.
Adriano Sofri. Ex leader di Lotta continua e condannato a 22 anni per il delitto Calabresi,che a parte il fatto che ha goduto di almeno una ventina di anni in libertà per i continui processi di cui è impossibile capire le motivazioni per le quali gli è stata concessa questa possibilità, negata a chiunque altro ed ora dopo la condanna definitiva, già in libertà "particolare" per motivi di salute, anche se non si capisce bene quali, visto le continue attività nelle quali si cimenta è stata la collaborazione fattiva con il Governo Prodi, dal quale è anche pagato profumatamente, mentre gli italiani sono alla fame. Ora alla fine del 2008 è tornato a parlare con i toni che usò all'epoca dell'omicidio Calabresi quando già il giorno dopo del suo omicidio, su "Lotta continua" scrisse «Ucciso Calabresi, il maggior responsabile dell’assassinio di Pinelli». Il guaio è che oggi scrive su La Repubblica che pubblica anche i suoi vaneggiamenti e i suoi revanscismi, insegna ai giovani nelle nostre Università e quanto a indottrinare i giovani, certo lui è un campione come pochi ed infatti i primi sintomi di un ritorno al 68 già si notano per le nostre strade, proprio in occasione delle falsità sul decreto Gelmini.
ETTORINA ZACCHEO. Esponente della Formazione Comunisti combattenti lavora presso la "Comunità nuova" di don Gino Riboldi.
N.D.R. quest’elenco è stato inizialmente tratto da Il Giornale DEL 4/11/2006 a firma Gian Marco Chiocci e Stefano Zurlo - con un articolo dal titolo: Liberi e pagati dallo Stato: la dura vita degli ex brigatisti. Lavorano in associazioni finanziate dagli enti locali, collaborano con deputati. Alcuni si sono anche candidati alle elezioni e D’Elia è ai vertici della Camera. Un’altra parte è stata tratta dal sito Informagiovani e poi aggiornata man mano che la redazione di Lisistrata veniva a conoscenza di nuove "liberazioni premature"
Sul sito “Cosacchi a San Pietro” è possibile leggere questo pungente articolo: Offresi lavoro prestigioso, astenersi privi di esperienza terroristica
Adriana Bolchini Gaigher
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