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I PREMIATI E LE
MOTIVAZIONI PER LE QUALI HANNO RICEVUTO IL PREMIO nel 2007, sia
durante questa manifestazione, che in seguito, quando hanno potuto
essere raggiunti
Adriana Bolchini -
presidente nazionale O.D.D.I.I. e direttore responsabile Lisistrata
- per essersi occupata con vigore della difesa dei valori occidentali,
dei diritti delle persone discriminate di ogni nazionalità e
religione e per aver saputo creare un collegamento fra coloro che
sostengono le stesse battaglie.
don Roberto Tassi -
sacerdote e scrittore -
per la sue doti umanitarie, la sua grande sensibilità e per
essere un sacerdote che ha il coraggio di sostenere posizioni
ideologiche, non sempre condivise nel suo ambiente.
Daniela Santanché -
deputata alla Camera per Alleanza Nazionale,
per la sua qualità politiche, per aver difeso i diritti
fondamentali delle persone, per essersi dedicata in particolare alla
parte più debole della società, rappresentata oggi delle donne che
soffrono le discriminazioni create dall’integralismo islamico, che
le ha relegate all’ultimo gradino della scala sociale.
Fiamma Nirestein -
giornalista di La Stampa e Informazione Corretta, per aver nella vita combattuto le sue battaglie più importanti
da sola. Per essere andata contro i luoghi comuni e gli interessi di
parte che hanno danneggiato il popolo d’Israele e per aver condiviso
e sostenuto le lotte di Oriana Fallaci, restandole amica quando
tutti l’abbandonavano.
Maria Giovanna
Maglie - giornalista di varie testate giornalistiche, per le sue doti giornalistiche,
la sua dialettica
franca e sincera capace di esporre con vigore le ragioni e i fatti,
anche quando ciò significa lottare da soli e andare con fatica
contro corrente.
Redazione La TV
della Libertà - per essere stata la prima redazione ad aver
raccolto il malessere, la paura, la rabbia, il senso di impotenza e
di essere vittime di ingiustizia, diffusi fra la popolazione. Per
avere dato finalmente al popolo italiano un volto e una voce, senza
edulcorare la realtà, senza ricercare notizie e fatti
sensazionalistici, come purtroppo accade nei media nazionali, ma
essere scesa nella vita quotidiana di ciascuno.
Renato Farina -
giornalista di Libero,
per essere colui che nonostante sia stato discriminato dalla
categoria dei giornalisti ha saputo mantenere fede ai suoi principi
e continuare la sua attività con costanza, serietà e
professionalità, qualità indispensabili ad ogni giornalista che si
rispetti e che non ricorre al velo dell’ipocrisia tanto comodo
quanto lucroso.
Souad Sbai -
presidente nazionale A.C.M.I.D. e direttore responsabile Al
Maghrebia,
per essere stata ed essere tutt’ora in assoluto la prima donna
islamica in Italia ad occuparsi di problematiche sociali,
per aver
donato il suo tempo alla comunità marocchina costituita da donne e
uomini che cercano di integrarsi con la società italiana e per avere
dato sostegno a rifugio alle più sfortunate fra loro, quelle per le
quali la vita è stata un vero calvario sino all’incontro con Souad.
Toni Capuozzo - Giornalista e inviato per numerose testate
televisive. per il coraggio di essere stato sempre presente, rischiando anche la vita per far arrivare al grande
pubblico i fatti, gli eventi, le situazioni, testimoniando con la
sua presenza e l’occhio indiscreto della telecamera ciò che mai
avremmo potuto sapere se lui non avesse avuto questo coraggio.
Bat
Ye-Or - autrice del libro “Eurabia” per essere una donna
coraggiosa, dotata di sensibilità e di capacità analitiche ed
espressive, che ha saputo aprire una finestra su alcuni misteri
della politica mondiale. Qualità e capacità, che raramente si
trovano concentrate in una sola persona.
Mohammed Ahmed - presentatore televisivo di La9 e La8 di Padova
-
per aver dimostrato coraggio e competenza nell’affrontare con
serietà, problematiche difficili e in alcuni casi tabù
sull’integralismo islamista e sulla lotta contro il crimine, poiché
questo ha prodotto una serie di minacce confluite anche in azioni
intimidatorie, alle quali lui ha saputo resistere con estrema
fermezza continuando nella sua battaglia che riguarda la città di
Padova, la regione Veneto e l’Italia, poiché non vuole che vengano
violati i diritti, la libertà e la democrazia di tutti i cittadini e
la società italiana diventi preda di coloro che vogliono imporre
costumi integralisti o esercitano la violenza attraverso la
delinquenza privata o organizzata.
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