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L’OMICIDIO DI VANESSA RUSSO CON SEGUITO ALL'ITALIANA
nelle foto Vanessa Russo e la sua mamma Roma, 30 aprile 2007
La madre di Vanessa Russo: ''Voglio giustizia'' Roma. "Voglio giustizia", "voglio solo che vengano presi gli assassini di mia figlia". Lo ha detto a Sky Tg24 la madre di Vanessa Russo, la giovane romana aggredita in metropolitana giovedì pomeriggio e morta ieri al policlinico Umberto I. "Voglio che venga resa giustizia a mia figlia - ha aggiunto disperata la donna - il dolore è troppo grande".
parenti e AMICI di vanessa, "NON PERDONEREMO MAI" In centinaia per l'ultimo saluto a Venessa Russo. Gli abitanti del quartiere romano di Fidene hanno riempito in ogni ordine di posti la chiesa di Santa Felicita e dei Figli Martiri, dove alle 11 si sono svolte le esequie della giovane uccisa sulla banchina della fermata Termini della metropolitana. "Ciao cuore mio, grazie di te... grazie di noi. Per sempre tuo". Il sorriso di Vanessa Russo e la dedica del fidanzato, Federico - insieme su un cartello bianco affisso alla cancellata esterna - posto davanti all'ingresso della chiesa, benedetta da Giovanni Paolo II dopo la sua inaugurazione nel 2002, in evidenza tra le numerose corone di fiori: quelle delle autorita' cittadine, quelle dei parenti e quelle degli amici, ma in molti hanno con se' un mazzo di fiori da deporre ai piedi dell'altare di legno chiaro. Qualche applauso ma anche alcune grida polemiche all'arrivo del presidente della Regione Piero Marrazzo. "Vergognatevi", "assassini", "una ragazza di 23 anni uccisa", "ecco i servizi che ci date": queste le frasi di contestazione indirizzate al presidente della regione. Poco prima era entrato, tranquillamente, in chiesa il prefetto di Roma Achille Serra. A celebrare la messa don Eusebio Mosca, il parroco del quartiere ("non chiamatela borgata, suona offensivo", ha ripetuto spesso nei giorni scorsi). Prima della funzione e' stato letto un telegramma di don Cristian, l'ex viceparroco di Fidene, attualmente in Sicilia, grande amico della famiglia. "Vi chiedo di perdonare chi si e' macchiato di un crimine cosi' assurdo - scrive il sacerdote -. Non ce' piu' spazio per le parole e' tempo di agire ma non con la violenza, con l'amore. L'amore, silenzioso, e' fecondo, il rancore, rumoroso, uccide. Perdonando dareste una lezione a tutta Italia". Ma le sue parole non hanno provocato la reazione sperata: "No, mai". Sono in molti, nella chiesa gremita per le esequie di Vanessa Russo, a rispondere cosi', alcuni gridando, all'appello al perdono lanciato. Molti dei negozi vicini alla chiesa durante le esequie hanno partecipato al lutto cittadino tenendo le saracinesche abbassate: su tutti i muri e' affisso il manifestino bianco con su scritto "addio Vanessa, vittima innocente di una barbarie che non ci appartiene. Vivrai sempre nel cuore della tua Fidene". Nel frattempo, l'udienza davanti al gip Maurizio Silvestri si e' conclusa con la convalida del fermo di Doina Matei, la rumena accusata di omicidio volontario in relazione alla morte di Vanessa: anche C.I., la rumena di 17 anni fermata assieme a lei, rimane in carcere, a Casal del Marmo, per decisione del tribunale dei minorenni. "Chiedo perdono alla famiglia di Vanessa", ha detto Doina durante l'interrogatorio a Regina Coeli: "solo ora mi rendo conto di quello che e' successo - si e' sfogata tra le lacrime la ragazza, madre di due figli che vivono a Plojesti, vicino a Bucarest -, non l'ho fatto apposta". . (AGI) - Roma, 2 maggio
ROMA: VELTRONI, PER FUNERALI VANESSA UN'ORA DI LUTTO CITTADINO Roma, 30 apr. (Adnkronos) - Un'ora di lutto cittadino a Roma nella mattinata di mercoledi' prossimo, nel momento dei funerali di Vanessa Russo che si svolgeranno alle 11 nella parrocchia di Fidene. Lo ha deciso il sindaco Walter Veltroni per testimoniare anche in questo modo l'affetto della citta' nei confronti della famiglia della giovane.
ROMA: MARRAZZO SU FUNERALI VANESSA, RABBIA NON PRENDA STRADE INACCETTABILI http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.917734736 Roma, 2 mag. - (Adnkronos) - "Ero ai funerali come presidente della Regione, come padre di tre figli e come cittadino di un paese che non puo' far finta di non avere il problema dell'immigrazione. Quando c'e' il dolore bisogna saper anche assorbire il dolore dei cittadini e saper assorbire anche la loro rabbia e se si e' politici coscienziosi poi metabolizzarla per evitare che possa prendere strade che non possiamo accettare". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo a margine della conferenza stampa sulla presentazione del progetto per il mercato kasher avvenuta oggi a via Frattina in merito alle contestazioni che alcuni cittadini hanno rivolto all'amministrazione durante i funerali di Vanessa Russo a Fidene.
In chiesa anche il vicesindaco Garavaglia e il prefetto Serra Roma, folla rabbiosa ai funerali di Vanessa: ''Mai il perdono'' Molte le persone a Fidene per l'ultimo saluto alla ragazza uccisa nella metro con la punta di un ombrello. E la gente grida 'Vergogna, assassini' all'indirizzo dei politici. E ancora: ''Mandateli via''. Nel mirino il presidente della Regione Marrazzo, che replica: ''La rabbia non prenda strade inaccettabili''. Confermato l'arresto per le due romene. Doina Matei: ''Chiedo scusa alla famiglia, non volevo uccidere'' LEGGI IL RESTO
LA REPUBBLICA Vanessa Russo, folla ai funerali e contestazioni per Marrazzo Il presidente della Regione contestato alle esequie nella chiesa di Santa Felicita e Figli Martiri, alla borgata Fidene, della giovane uccisa nel metrò. Durante la cerimonia applausi e slogan contro gli immigrati. La romena Doina Matei è accusata di omicidio volontario e si difende così: "Io non la volevo uccidere, mi dispiace, è stato un incidente. Era una ragazza come me con tutta la vita davanti" di Massimo Lugli ROMA - «Io non la volevo uccidere, mi dispiace, è stato un incidente. Era una ragazza come me con tutta la vita davanti». Sono le 4 di notte quando Doina Matei, 22 anni tra pochi giorni, ripete per l´ennesima volta, tra le lacrime, la sua verità sulla morte di Vanessa Russo, prima di salire sulla macchina che la porterà al carcere. Nell´ufficio del procuratore aggiunto di Roma Italo Ormanni, al primo piano della procura, le luci stanno per spegnersi, il pm Sergio Colaiocco, il capo della mobile Alberto Intini e il colonnello Alessandro Casarsa raccolgono le carte. Un interrogatorio durato oltre due ore in cui la ragazza romena, madre di due figli piccoli rimasti a Ploiesti, vicino a Bucarest, si aggrappa all´unica linea difensiva possibile: omicidio preterintenzionale e non volontario come sostiene l´accusa, dai 5 ai 18 anni (con le attenuanti) invece dell´ergastolo. E ieri sera, dopo un interrogatorio davanti al pm del tribunale del minori anche la sua amica Costantina I.B., 17 anni, è stata fermata per concorso morale in omicidio volontario.
UCCISA IN METRO' / I FUNERALI
Folla per l'addio a
Vanessa Fischi alle autorità Esplode la rabbia dei romani ai funerali della 23enne uccisa da due romene. L'ex parroco: "Perdonate", urla dai banchi: "Mai" Roma, 2 maggio 2007 - Ciao cuore mio, grazie di te... grazie di noi. Per sempre tuo». Il sorriso di Vanessa Russo e la dedica del fidanzato, Federico - insieme su un cartello bianco affisso alla cancellata esterna - accolgono gli abitanti di Fidene che da una mezz'ora vanno lentamente riempiendo la chiesa di Santa Felicita e dei Figli Martiri, dove alle 11 sono cominciati i funerali della giovane uccisa sulla banchina della fermata Termini della metropolitana.
Prese le due assassine di Vanessa Russo
Sarebbe la
giovane col cappellino l'autrice materiale Roma, 29 apr. (Adnkronos/Ign) - Sono state arrestate nel pomeriggio dai carabinieri di Macerata le due donne che hanno ucciso nella metropolitana di Roma Vanessa Russo, colpendola in un occhio con la punta di un ombrello. Secondo le prime notizie trapelate e in base alle testimonianze, sarebbe la ragazza che indossa il cappellino nelle fotografie diffuse l'autrice materiale dell'omicidio. LEGGI IL RESTO
VANESSA AMMAZZATA NEL METRO' Doina: "Non volevo uccidere" Il pm: "Omicidio volontario" Indagata anche la minorenne La rumena, 21 anni, in lacrime ha confessato: "Non volevo uccidere, quella ragazza aveva la mia stessa età e tutta la vita davanti". Indagata per omicidio anche la minorenne: "Sapevo che ci prendevano". Identificate da un peruviano Macerata, 30 aprile 2007 - E' finita la caccia alle presunte assassine di Vanessa Russo, la 23enne romana morta a causa di una ombrellata infertale in un occhio. Le due donne che avrebbero avuto un diverbio con lei e che l'avrebbero colpita a morte sono state fermate a Tolentino, in provincia di Macerata, dove avevano trovato ospitalità da un amico. Si tratta di due romene, una di 17 e una di 21 anni, già conosciute dalle forze dell'ordine perché segnalate per prostituzione. [b]Il fermo delle due giovani, [/b] trasferite in nottata a Roma, è stato possibile grazie alla diffusione delle foto segnaletiche ricavate dai filmati girati dalle telecamere a circuito chiuso all'interno della metropolitana di Roma. [b]E' durata dunque poco più di 2 giorni [/b] la caccia alle due donne scatenatasi dopo la morte di Vanessa avvenuta, a quanto hanno accertato i medici, per la rottura dell'arteria cerebrale. [b]Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, [/b] ha espresso "grande soddisfazione" per il lavoro serrato con cui le forze dell'ordine sono arrivate al fermo della presunta autrice dell'omicidio di Vanessa Russo, grazie anche alla proficua collaborazione dei cittadini che ne hanno permesso l'identificazione. "Lo dovevamo alla sua memoria, alla famiglia e alla città di Roma", ha detto Amato.
LA DIFESA DI DOINA "Non volevo uccidere. Quella ragazza aveva la mia stessa età e aveva tutta una vita davanti". Ha sempre pianto nel corso dell'interrogatorio, svoltosi in procura, la rumena di 21 anni, Doina Matei (nella foto), da questa mattina rinchiusa nel carcere di Rebibbia con l'accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi in relazione alla morte di Vanessa Russo, colpita all'occhio dalla punta di un ombrello alla stazione Termini della metropolitana di Roma. Assistita dall'avvocato Giuseppe Di Napoli, la rumena ha spiegato al procuratore aggiunto Italo Ormanni e al pm Sergio Colaiocco che con la vittima era esploso un alterco nel vagone della metro. Tutto sarebbe nato da una spinta involontaria della rumena alla ragazza che forse ha temuto di essere vittima di un borseggio. La lite è proseguita sulla banchina. Vanessa Russo avrebbe schiaffeggiato l'altra che, per proteggersi, avrebbe alzato il braccio che impugnava l'ombrello. "Mi sono accorta che l'avevo colpita - ha dichiarato la straniera ai magistrati - ma non pensavo fosse così grave. Poi io e la amica (una minorenne, su cui sono in corso accertamenti, ndr) siamo andate via". Per la difesa i fatti, così come esposti dall'indagata, sono abbastanza chiari e dimostrano la non volontarietà dell'omicidio. Chi indaga, però, è di parere opposto tanto da aver contestato alla donna una serie di testimonianze fornite da chi avrebbe assistito alla colluttazione in metropolitana. La rumena, secondo il difensore, non aveva alcuna intenzione di lasciare l'Italia: "Si sarebbe costituita prima o poi, presentandosi ai carabinieri". Pare che l'indagata sia anche madre di due figli e mai sarebbe espatriata. Probabilmente mercoledì ci sarà l'interrogatorio davanti al gip per la convalida del fermo e l'eventuale emissione di un'ordinanza di custodia cautelare secondo quanto sollecitato dalla procura della capitale. La difesa si è preoccupata di fare in modo che Doina Matei non entri in contatto con altre detenute.
IL PM: "OMICIDIO VOLONTARIO" Quella di Doina Matei è stata "una reazione voluta, sproporzionata ai fatti, di una persona instabile che ha agito con impeto e forza, come risulta dall'esame autoptico". Per il procuratore aggiunto Italo Ormanni e per il pm Sergio Colaiocco non ci sono dubbi sulla volontarietà dell'omicidio contestato alla rumena. "È stato sicuramente un omicidio con dolo d'impeto, senza un accordo pregresso e senza alcun contributo materiale della seconda ragazza (la minorenne, ndr) - hanno aggiunto i due magistrati -. Abbiamo raccolto molte dichiarazioni testimoniali in questo senso". "Il dolo d'impeto - hanno detto i due pm - è compatibile con la volontarietà dell'omicidio. La gravità del fatto è emersa immediatamente. L'indagata non può dire di non essersi resa conto di quello che aveva commesso. Quando indirizzi la punta dell'ombrello verso il volto di una persona non puoi pensare di non aver fatto nulla". Tutti d'accordo, invece, accusa e difesa, sul fatto che non fosse in atto un borseggio ai danni della giovane commessa romana. "Quelle due rumene facevano le prostitute ed erano ben vestite. Non ti metti in mostra per un borseggio che magari ti frutta pochi euro", hanno sottolineato gli investigatori. L'indagata e la minorenne hanno poi lasciato la stazione della metropolitana e sono tornate alla pensione di Tivoli, dove stavano da un paio di settimane, per fare i bagagli. Poi la trasferta nelle Marche. Sono in corso accertamenti per capire chi abbia portato le due ragazze, in autobus o in macchina, dalle parti di Tolentino. La madre della Matei più giovane vive poco lontano, in provincia di Fermo. Al momento dell'arresto, la rumena aveva con sè pochi soldi, la somma sufficiente per spostarsi.
IL PRECEDENTE DI DOINA Doina Matei, nel novembre del 2006, fu arrestata per violazione delle norme in materia di immigrazione clandestina e fu raggiunta da un provvedimento di espulsione perchè le era scaduto il permesso di soggiorno valido un anno per motivi di salute. Da gennaio, però, da quando cioè la Romania è entrata a far parte della comunità europea, l'indagata ha fatto più volte ingresso nel nostro Paese dove vive la madre. Secondo quanto chiarito, dal capo della squadra mobile Alberto Intini e dal comandante del reparto territoriale di Roma Alessandro Casarsa, la Matei faceva la prostituta: "Lavorava in proprio e non per conto di un'organizzazione, non è sposata e pare sia madre di due figli per il cui mantenimento mandava soldi a Plojesti, località vicino a Bucarest. A carico dell'indagata non risultano precedenti per lesioni, rissa o per fatti gravi analoghi a questo di cui ci stiamo occupando". Gli investigatori hanno recuperato gli abiti bianchi che la donna indossava al momento di aggredire Vanessa Russo. Sui vestiti, che l'indagata aveva già messo da parte, sarebbero state individuate tracce ematiche che ora sono oggetto di accertamento.
L'ALTRA: "NON C'ENTRO" «È indagata anche lei per concorso in omicidio, ha dato la sua versione dei fatti, prevedibile, che è quella per cui non avevano alcuna intenzione di cagionare quello che è successo».
Lo ha dichiarato l'avvocato
Carlo Testa Piccolomini, difensore della ragazza rumena di 17 anni
coinvolta con l'amica Doina Matei di 21 nell'omicidio di Vanessa Russo,
uccisa nella metro con un ombrello, all'uscita dal tribunale per i
minorenni di Roma dove è appena terminato l'interrogatorio. «Non è emerso
che lei abbia tentato di far ritrarre la mano dell'amica, ma è emerso che
è successo tutto in pochissimo tempo -ha aggiunto l'avvocato- Non si sono
rese assolutamente conto. Lei ha assistito passivamente ai fatti. Il
motivo scatenante è stata una spinta causata da una frenata brusca del
mezzo».
AMMAZZATA NEL METRO' La madre della Matei: "Avevo intuito che c'era qualcosa che non andava" La signora, regolare in Italia, lavora in una struttura sanitaria di Civitanova Marche, dopo aver fatto la badante. Non ha precedenti penali, e per legge non e' imputabile di favoreggiamento, al contrario dell'operaio argentino, suo conoscente, al quale aveva chiesto ospitalità per la figlia e la seconda ragazza in fuga.
Macerata, 30 aprile 2007 -
La
madre di Doina Matei
(nella foto),
l'assassina di Vanessa Russo,
è stata rintracciata nella notte dai carabinieri di Tolentino nel paese
del Fermano dove si è trasferita da qualche tempo. "Avevo intuito - ha
detto la donna - che c'era qualcosa che non andava, che era successo
qualcosa di brutto, e ho solo cercato di proteggere mia figlia, di
trovarle un posto dove andare''.
Omicidio Vanessa, scarcerata la 17enne rumena ADN Kronos - Gio 17 Maggio
Roma, 17 mag . - (Adnkronos/Ign)
- Torna in libertà la diciassettenne rumena coinvolta, insieme a Doina
Matei, nell'omicidio di Vanessa Russo, la ragazza colpita con la punta di
un ombrello ad un occhio nella metropolitana della capitale il 26 aprile
scorso. E' questa la decisione del Tribunale del Riesame dei minori che ha
disposto la scarcerazione di C.I., accusata di concorso morale in omicidio
volontario per la morte della ragazza romana.
CHIESTA LA SCARCERAZIONE DELL’ASSASSINA DI VANESSA RUSSO Roma, 19 mag .Chiesta la scarcerazione di Doina: «Non voleva uccidere Vanessa» da IL GIORNALE 19 maggio 2007 «Abbiamo insistito sulla richiesta di rivalutazione giuridica del fatto contestato. Ci sono gli elementi per ritenere che non è stato un omicidio volontario». Lo hanno sostenuto gli avvocati di Doina Matei nell’udienza, davanti al tribunale del Riesame di Roma, nel corso della quale hanno chiesto la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti della ragazza romena accusata di avere ucciso Vanessa Russo, sferrandole in un occhio la punta di un ombrello. «Mancano i requisiti di un’azione dolosa - hanno detto i penalisti -, assenza di micidialità dell’arma, nessuno può immaginare che con un ombrello possa uccidere, mancata reiterazione dei colpi, assenza di volontà omicidiaria. E non ci sono elementi per stimare quanto è stato violento il colpo». Il pm Italo Ormanni in aula avrebbe però insistito sul dolo in quanto il colpo inferto sarebbe stato violento, mirato e volontario. È stata accolta la richiesta dei difensori di ammettere la testimonianza di una persona secondo cui il gesto di Doina di alzare l’ombrello è stato provocato dall’amica che l’aveva tirata per un braccio per allontanarla.
Beh che importa se la
libereranno, in fondo una colpevole ce l’hanno no? E chi può essere più
colpevole di una povera disgraziata di italiana, che per potersi mantenere
agli studi e aiutare la famiglia, si permette anche di salire sulla
metropolitana romana, per raggiungere il suo squallido posto di lavoro e
poi prova anche a difendersi e finisce persino per farsi ammazzare, da due
stronze che nella vita non hanno altro da fare che battere e andare e
venire, come se fossero a casa loro sul suolo italiano. [img]http://www.lisistrata.com/tgfhydrdeswqenhgty/images/uploads/funeralevanessakh8.jpg[/img] A una madre e a una nonna, a una famiglia che si disperano? Ma no questi sono solo avanzi di umanità, la vera umanità è quella d’importanzione, quella sì che rappresenta la ricchezza per l’Italia, infatti presto andrà ad ingrandire il bacino di voti che serve alla sinistra per governare ad aeternum. Con buona pace di tutti noi destinati a diventare carne da macello e non solo ad opera dell’integralismo islamico che ci hanno regalato già i governi della prima legislatura, ma anche di quelli che ci stanno elargendo con tanta generosità, questi nuovi dittatori, travestiti da democratici progressisti.
Adriana Bolchini Gaigher
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