Privatizzazioni GB: gioelli di casa verso il fondo sovrano di Abu Dhabi

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I conti pubblici sono in profondo rosso, il debito pubblico si allarga, il fabbisogno cresce a ritmi insostenibili e allora il governo di sua maestà corre ai ripari con la vecchia e irrinunciabile ricetta delle privatizzazioni, la stessa che ha fatto le fortune di Margaret Thatcher, di John Mayor e della “cool Britannia” di Tony Blair.

David Cameron ha deciso di accelerare e ha messo sul piatto due pezzi forti dell’argenteria di casa: Royal Bank of Scotland e il glorioso servizio postale, Royal Mail. Operazioni che, dicono gli analisti, insieme potrebbero regalare alle asfittiche casse dello Stato parecchio denaro fresco, quasi 10 miliardi di sterline.

La prima “bomba” l’ha fatta esplodere la Bbc rivelando che le linee sono aperte fra Downing Street e il fondo sovrano di Abu Dhabi, quello che l’Economist classifica come il  portafoglio finanziario più ricco del globo con 550 miliardi di sterline (875 miliardi di dollari). Trattative a buon punto per consegnare alla famiglia reale dell’emirato dal 10 fino al 30 per cento (pacchetto più probabile) del colosso del credito. Salvato nel 2008 dall’allora esecutivo guidato dal laburista Gordon Brown, che si vide costretto a trasferire 45,4 miliardi di sterline a Rbs per coprirne le perdite accumulate a causa della rovinosa scalata di ABN Amro ed evitare il fallimento, oggi Royal Bank of Scotland è per l’82 per cento in mano pubblica. […]

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http://bigben.corriere.it/2012/03/si_privatizzano_i_gioielli_di.html

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