Corea: missionario cristiano nei lager, accusato di essere una spia

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12 ago – Kenneth Bae, il missionario cristiano condannato a 15 anni di lavori forzati dal governo della Corea del Nord con l’accusa di “crimini contro lo Stato”, sarebbe ricoverato in un ospedale nei pressi di Pyongyang in “serie” condizioni mediche. Bae, noto anche come Pae Jun-ho, è nelle carceri coreane dal novembre del 2012 ma è stato processato soltanto lo scorso 2 maggio.

Secondo la sorella Terri Chung, che ha parlato con un portale web americano, il detenuto “è troppo debole per lavorare. Ha 45 anni, il diabete e una malformazione cardiaca. Siamo preoccupatissimi per la sua salute, crediamo stia peggiorando di giorno in giorno”. Da circa un mese la diplomazia americana sta facendo di tutto per ottenere la liberazione del proprio cittadino: alcune fonti parlano di un possibile viaggio dell’ex presidente Usa Jimmy Carter in Corea del Nord per negoziare il rilascio.

Kenneth Bae è noto per essere “un devoto cristiano”. Secondo le accuse di Pyongyang, egli ha usato il proprio lavoro – tour operator attraverso il 38° parallelo – per “fomentare e addestrare dei gruppi mirati a rovesciare il legittimo governo coreano”. Diverse fonti sostengono invece che Bae ha semplicemente portato aiuti umanitari ad alcuni gruppi di nordcoreani nei pressi del confine. In Corea del Nord non esiste libertà religiosa e i fedeli sono all’ultimo posto nella scala gerarchica della società.

http://www.asianews.it/notizie-it/Peggiora-la-salute-del-missionario-cristiano-nei-lager-di-Pyongyang-28716.html

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