Solidarietà per S. Berlusconi

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Il popolo che manifesta a favore di S. Berlusconi

Ieri 4 agosto 2013 a Roma si è riunito il popolo che di solito non scende mai in piazza, che si limita a brontolare a bassa voce, che non brucia i cassonetti, che non imbratta i muri e non deturpa le città, e che appartiene di fatto alla famosa quanto invisibile “maggioranza silenziosa” per manifestare la propria solidarietà a Silvio Berlusconi e per chiedere a gran voce che la persecuzione giudiziario-politica e mediatica, che ha innestato un clima calunniatore fonte di d’odio e che ha avuto presa su una parte numerosa della popolazione, abbia finalmente termine e che il governo metta mano una volta per tutte alla riforma della magistratura, diventata ormai un potere assoluto, incontrastabile e ancora peggio privo di ogni responsabilità, cioè non paga mai i propri errori di incompetenza e volontari.

 Io mi limito a testimoniare l’accaduto in quanto i miei commenti li trovate pubblicati già sul mio editoriale “Magistratura infetta”  ma voglio aggiungere dei promemoria citando alcuni fatti storici, nemmeno tanto lontani nel tempo, che avrebbero dovuto insegnare qualcosa e invece sembra che la memoria degli italiani sia stata colpita dalla sindrome di Alzheimer.

 

1° Hitler e Stalin hanno insegnato che ad urlare a gran voce calunnie e menzogne, infatti il motto “calunniate, calunniate qualcosa resterà” è proprio ciò che ha generato un forte odio sociale addirittura transnazionale, confluito nei massacri, nell’olocausto e nella seconda guerra mondiale, tutte conseguenze disastrose soprattutto per chi dell’odio scaturito è diventato vittima ma che ha finito per colpire anche chi ne ha preso parte attivamente.

2° Gli arabi hanno divulgato il fondamentalismo di una parte del corano e per questo hanno stampato nuove edizioni “rivisitate” del corano stesso, mettendo in circolazione predicatori che hanno cominciato a divulgare l’odio contro gli “infedeli definiti impuri” trasmesso dagli altoparlanti delle moschee islamiche per finire a generare in casa propria dei leader che hanno portato il terrorismo nel mondo. Fa fede per primo Bin Laden, che dopo aver assunto un forte potere ha finito per attuare il suo fondamentalismo terrorista persino in Arabia Saudita e per questo ha colpito i propri correligionari. Il governo arabo, per arginare il potere che ormai Bin Laden pretendeva di assumere, ha dovuto esiliarlo, lascandolo però libero di continuare la sua scia di morte nel mondo intero.

3° Il terrorismo rosso di casa nostra, che ha percorso le nostre strade seminandole di sangue, odio e paura, sostenuto tacitamente e nemmeno tanto tacitamente dalle anime belle dei comunisti e affini italiani, che nel tempo si sono limitati a chiamarli “compagni che sbagliavano” (ricordiamo soccorso rosso che proteggeva e nascondeva i terrorismi, sottraendoli al giudizio, infischiandosene al contempo delle vittime). Si è anche rivoltato verso i propri “compagni” dando libero sfogo alla propria sete di sangue lasciando nel lutto famiglie di comunisti seriamente impegnati nei sindacati, nella politica e nella magistratura.

Cosa potrà arrivare a fare una magistratura che è completamente libera di attuare i propri disegni di potere politico e non amministra giustamente come dovrebbe fare chi ha il senso del dovere e della responsabilità, avendo coscienza di dover pagare i propri errori, se a questo strapotere non verrà messo un freno, perchè tutti indistintamente hanno diritti e doveri e quindi tutti possono e devono essere giudicati quando sbagliano.

Voglio anche ricordare che la Corte di Strasburgo per i Diritti Umani ha condannato la magistratura italiana un’infinità di volte per averli impunemente violati sempre a causa del fatto che i magistrati rifiutano la riforma, giustifcando il rifiuto con la propria indipendenza che nei fatti si è tradotto come un potere dittatoriale assoluto. Leggete con attenzione questo articolo: MEZZO SECOLO DI GIUSTIZIA ITALIANA A STRASBURGO: UN’ECATOMBE

Adriana Bolchini – Lisistrata

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