Morto Priebke. Disse: io fedele ai miei ideali, “Camere a gas mai trovate”

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11 ott. – “Nei campi le camere a gas non si sono mai trovate, salvo quella costruita a guerra finita dagli americani a Dachau”. Erich Priebke anche nell’ultima intervista-testamento politico, rilasciata nei giorni a cavallo del suo 100esimo compleanno, nega l’evidenza dell’Olocausto e rivendica con orgoglio di aver “scelto di essere me stesso”.
“La fedelta’ al proprio passato – sottolinea – e’ qualche cosa che a che fare con le nostre convinzioni. Si tratta del mio modo di vedere il mondo, i miei ideali e ha a che fare con il senso dell’amor proprio e dell’onore”. Sette cartelle di domande e risposte senza alcuno spazio per il pentimento. – “La prima volta che ho sentito di simili cose – afferma Priebke – la guerra era finita ed io mi trovavo in un campo di concentramento inglese, insieme a Walter Rauff (suo amico e superiore, ndr). Rimanemmo entrambi allibiti. Non potevamo assolutamente credere a fatti cosi’ orribili: camere a gas per sterminare uomini, donne e bambini”.

E ancora: “io ho conosciuto personalmente i lager. L’ultima volta che sono stato a Mathausen nel maggio del 1944, l’ho girato in lungo e in largo per due giorni. C’erano immense cucine in funzione per gli internati. Niente camere a gas”. La tragedia dell’Olocausto? “C’e’ poco da minimizzare – concede l’ex SS – una tragedia e’ una tragedia. Si pone semmai un problema di verita’ storica. I vincitori del secondo conflitto mondiale avevano interesse a che non si dovesse chiedere conto dei loro crimini. Per questo era necessario inventare dei particolari crimini commessi dalla Germania e reclamizzati tanto da presentare i tedeschi come creature del male e tutte le altre sciocchezze: soggetti da romanzo dell’orrore su cui Hollywood ha girato centinaia di film”. Ma le foto e i video dei lager? “Una ulteriore prova della falsificazione”. –

Quei filmati, secondo Priebke, “provengono quasi tutti dal campo di Bergen Belsen” e “furono girate per motivi propagandistici” quando il campo cadde nelle mani degli alleati. Ma “attraverso una sottocultura storica appositamente creata e divulgata da televisione e cinematografia, si sono manipolate le coscienze lavorando sulle emozioni. In particolare le nuove generazioni, a cominciare dalla scuola, sono state sottoposte al lavaggio del cervello, ossessionate con storie macabre per assoggettarne la liberta’ di giudizio. Siamo da 70 anni in attesa delle prove dei misfatti contestati al popolo tedesco. Gli storici non hanno trovato un solo documento che riguardasse le camere a gas. Non un ordine scritto, non una relazione, non un rapporto degli addetti”. Certo,”se un domani si dovessero trovare queste prove, la condanna di cose cosi’ orribili, di chi le ha volute e di chi le ha usate per uccidere, dovrebbe essere indiscussa e totale. Ma credo di poterlo escludere con certezza”.

La notizia della morte di Erich Priebke e’ immediatamente rimbalzata su tutti i siti dei media tedeschi e ripresa dai notiziari radio-televisivi. Sotto il titolo “Morto a 100 anni il criminale nazista Priebke” i media ripercorrono le tappe della vita di uno dei maggiori responsabili della strage delle Fosse Ardeatine, sottolineando che fino all’ultimo Priebke “non ha mai mostrato rimorso”. I media tedeschi danno contemporaneamente risalto alla dichiarazione del direttore del Centro Wiesenthal, Efraim Zuroff, secondo il quale “l’eta’ avanzata raggiunta da Priebke ci ricorda quanto sia importante perseguire i criminali nazisti ancora in vita. Molti di essi godono anche avanti negli anni di una salute robusta, per questo e’ giusto condurli davanti ad un tribunale”. (AGI) .

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