L’ITALIA NON ESISTE E’ SOLO UN FURTO COLLETTIVO

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Manifestazione di Trieste per l'indipendenza

Manifestazione di Trieste per l’indipendenza

L’Italia non esiste è solo un insieme di territori e di popoli che sono stati espropriati delle loro radici, delle loro culture, e rapinati delle loro fatiche, dei loro legittimi guadagni e delle loro proprietà e soprattutto della libertà fino a volere annullare il diritto di partecipare alle proprie feste religiose, bollandole come se offendessero la sensibilità altrui, dei nuovi italiani che invece di integrarsi ci stanno disintegrando.

Se io dovessi trasferirmi in Arabia, in Uganda o in Cina, non avrei certo la pretesa che i nativi rinunciassero alle proprie tradizioni e nemmeno mi sentirei offesa dal fatto che loro le professino pubblicamente.

L’Italia unita non è mai esistita e soprattutto oggi non esiste dal Nord al Sud. E’ una menzogna collettiva tenuta insieme con lo sputo della solidarietà, specchietto per le allodole di un popolo reso imbecille dall’indottrinamento incessante del luogo comune “italiani brava gente” e dalle opere caritatevoli come la cassa del mezzogiorno usata come lenitivo per i popoli del sud, dopo che i reali li avevano rapinati dei loro beni.

Ci hanno cotto a fuoco lento, eppure, nonostante ciò, non esiste oggi un solo cittadino che abbia coscienza di se stesso e delle proprie radici che sia contento della situazione nella quale a poco a poco ha scoperto di essere stato gettato, come dentro una fornace da cui sembra impossibile fuggire.

Tutti ormai sono vicinissimi alla disperazione e alla ribellione collettiva. I siciliani, i sardi, i lombardi i veneti, i piemontesi e oggi persino i triestini invocano la libertà, e chi più dei triestini ne ha il diritto?

Trieste dalla liberazione avvenuta dopo la seconda guerra mondiale è stata dichiarata non Italia, ma come un territorio libero triestino e affidato soltanto alla “custodia amministrativa dell’Italia” ma è un boccone troppo ghiotto perché Roma la liberi dal giogo sotto il quale l’ha soggiogata. I triestini però, non soltanto da oggi rivendicano questo sacrosanto diritto e non si accontentano più di rivolgersi ai tribunali internazionali che fanno orecchia di mercante, infatti ormai si sono dovuti organizzare, così scendono in piazza per mostrare al mondo ciò che persino le pagine dei nostri giornali e gli schermi delle nostre televisioni ci nascondono: il loro diritto all’indipendenza e questo soprattutto a causa della gestione fallimentare che l’Italia ha condotto in questi decenni, fino al fallimento totale.

Io sto con loro, sono vicina a loro, e se potessi scenderei anchio per le loro strade con i tamburi e i fischietti, per rivendicarne i principi sacrosanti.

Guardate il video con attenzione e ascoltate i pochi discorsi che vengono tenuti in piazza ove potete capire la dignità, il senso sociale del diritto collettivo, il principio della giustizia e il rispetto del territorio stesso, la coesione dei triestini forti della loro ragione, che mostrano a tutti il volto dignitoso del diritto.

Noi ormai forse siamo troppo “bolliti” per fare la stessa cosa, ci riuniamo solo per le partite internazionali e nazionali del calcio o assembriano i negozi dell’ultimo android uscito sulla piazza, ma quando manifesteremo a voce alta i principi che ci limitiamo a discutere sui tram, nei bar o sulle pagine di internet?

Rivendichiamo i nostri diritti!!! Noi abbiamo lavorato, abbiamo partecipato alla costruzione del Paese, abbiamo dato quello che avevamo per la realizzazione di un sistema sociale, che viene oggi sperperatoda una politica e da politici criminali, speso vergognosamete all’estero per ciò che manca a noi, regalato agli stranieri che per noi ormai sono solo degli invasori e che ottengono gli stessi diritti che a parole hanno gli italiani ai quali invece non viene dato nulla tant’è che il lavoro protetto è solo riservato a chi esce da galera, a chi ha i parenti in paradiso o è immigrato senza mai aver dato un solo centesimo a questa “inutile patria” sulla quale tutti sputano con disprezzo e lo possono fare perchè gli italiani che conterebbero, non hanno la dignità di farla rispettare.

Troppi gli episodi che fanno di noi una tribù di felloni e di pulcinella, uno su tutti la squallida storia dei due militari sotto processo in India, che sono stati traditi dalla patria per aver fatto il loro dovere e anche quando l’India stessa ce li ha resi, perché si potesse chiudere la vertenza con un nostro guizzo di dignità, che sarebbe poi stasto sistemato con atti di diplomazia, li abbiamo rimandati indietro per crocifiggerli, grazie alla vigliaccheria di chi siede nelle stanze del potere usato solo per rapinare tutto ciò che è possibile rapinare fino a bere il nostro sangue.

Ma noi siamo tanto bravi, siamo solidali infatti accettiamo tutti coloro che vengono qui, anzi andiamo a prenderli con le navi militari il cui mantenimento costa milioni, e non basta questo mandiamo milioni di euro in Paesi ricchissimi per progetti assurdi e inutili in Africa che è certamente un continente ricchissimo, che possiede giacimenti, petrolio, gas e ogni ben di dio della natura, che noi ci sogneremmo di avere, mentre ci dobbiamo accontentare del nostro sudore, per farcelo poi rapinare e dare agli altri, lasciando i nostri figli nel buio del tragico futuro che ci è stato riservato da chi ha avuto la capacità di uccidere la quinta potenza industriale del mondo, uccidendo con l’obbrobrio dell’ignominia coloro che ci avevano portato a quelle vette.

Adriana Bolchini – Lisistrata

 

n.d.r. guardate anche quel’ultimo video della manifestazione che hanno realizzato a dicembre  per Trieste http://www.youtube.com/watch?v=et9CKIaQZSo 

 

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4 Responses to L’ITALIA NON ESISTE E’ SOLO UN FURTO COLLETTIVO

  1. Già il Manzoni vedeva il “non popolo” privo di coscienza nazionale e responsabilità civica e coi suoi versi del coro dell’Adelchi, pare apostrofare gli Italiani:

    Tornate alle vostre superbe ruine, all’opere imbelli dell’arse officine, ai solchi bagnati di servo sudor. Il forte si mesce col vinto nemico, col nuovo signore rimane l’antico, l’un popolo e l’altro sul collo vi sta. Dividono i servi, dividon gli armenti, si posano insieme sui campi cruenti, di un volgo disperso che nome non ha.

    RICCARDO
    10/01/2014 at 22:56
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    • Riccardo sei stato eccezionale, hai rispolverato dei versi stupendi per un pezzo di storia italica che ci siamo dimenticati tutti, il Manzoni sapeva cosa scriveva, anche se pure lui per poter insegnare dovette abbassare il capo alle autorità di allora che erano clericali. Questo era il motivo che faceva infuriare il Carducci. Ecco perché anch’io ho pubblicato Platone e una sua citazione. Grazie

      Lisistrata
      28/01/2014 at 15:08
      Rispondi

  2. Per favore, parlate di Trieste senza conoscerla, io che sono Triestina, so benissimo che è una terra di confine dove si fondono e si confondono le nazionalità, dove i diversi popoli che la abitano vivono pacificamente da un millennio e quando succedono periodicamente tragedie, le si tende a metabolizzare ed a dimenticare, in quanto è molto difficile da noi a Trieste distinguere una precisa origine etnica ed una nazionalità, e i crimini che furono commessi sono stati quasi sempre per questioni personali ed economiche, non etniche o religiose, se non come pretesto.
    E’ solo una città fredda, cupa, triste e assai provinciale, ma non si può aver tutto dalla vita…

    Valentina Vlahovic
    07/02/2014 at 16:34
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    • è un’opinione come un’altra, ma noi la pubblichiamo, anche se non abbiamo detto o scritto ciò che lei sta negando e forse non ci capiamo perché la pensiamo in modo diverso

      Lisistrata
      10/02/2014 at 18:37
      Rispondi

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