I furbi della casta aboliscono il tetto alle pensioni d’oro

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11 nov – Abolizione del tetto alle pensioni alte ovvero vitalizi fino al 115 per cento dell’ultima paga che alle casse dello Stato costeranno un miliardo e mezzo in 10 anni. Il fatto, passato fino ad ora inosservato, è stato denunciato dal giornalista del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella. Secondo il coautore de La Casta si sarebbe arrivati a tutto ciò grazie alla cancellazione di quattro righe delle riforma delle pensioni varata nel 2011 da Elsa Fornero, che fissava per tutti come limite invalicabile dell’importo del vitalizio, l’80 per cento dell’ultimo stipendio.

Beneficiari boiardi di Stato, magistrati e professori universitari – Grazie alla modifica introdotta dunque il limite dell’80% non ci sarà più e si potrà andare in pensione anche con il 110 o il 115% dell’ultimo stipendio. A beneficiarne saranno circa 160 mila persone. Quelle che, pur avendo raggiunto nel dicembre 2011 i quarant’anni di anzianità, hanno potuto scegliere di restare in servizio fino ai 70 o addirittura ai 75 anni. In gran parte docenti universitari, magistrati, alti burocrati dello Stato.

Buco per le casse pubbliche crescente nel tempo – Se non sarà immediatamente ripristinata la clausola di salvaguardia introdotta dalla Fornero si avrà un buco supplementare nelle pubbliche casse di 2 milioni quest’anno, 11 l’anno prossimo, 44 fra due anni, 93 fra quattro e così via. Fino a una voragine fra nove anni di 493 milioni di euro. Per un totale complessivo di oltre un miliardo e mezzo da qui al 2024.

http://notizie.tiscali.it/articoli/economia/14/11/11/denuncia_stella_pensioni_tetto.html?economia

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