Armeni, dalla Turchia nuovo attacco al Papa. Europarlamento, “fu un genocidio”

 

armeni

La polemica sullo sterminio degli armeni tra Vaticano e Turchia coinvolge anche l’Europa. Il Parlamento di Bruxelles ha approvato una risoluzione non vincolante con cui chiede ad Ankara di “continuare i suoi sforzi per il riconoscimento del genocidio armeno”, secondo quanto si legge nel testo che commemora il centenario dell’inizio del genocidio dell’Armenia. Alla Turchia si chiede anche “l’apertura degli archivi per accettare il passato.” Il testo del Parlamento usa esplicitamente il termine “genocidio” in riferimento allo sterminio degli armeni avvenuto tra il 1915 e il 1917 a opera dei turchi ottomani e chiede l’istituzione di una giornata mondiale per il ricordo dei genocidi. E tuttavia, il testo e’ meno duro di altre risoluzioni approvate in passato in cui esplicitamente si definiva il riconoscimento turco del genocidio armeno come una “pre-condizione” per l’adesione della Turchia all’Ue

 Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan non sembra intenzionato a rivedere le sue posizioni. “Qualunque decisione prenda (il Parlamento europeo, ndr), mi entrera’ da un orecchio e mi uscira’ dall’altro”, ha avvertito poco prima del voto di Bruxelles sulla risoluzione.

Durissime le parole del premier Ahmet Davutoglu che ha accusato il Pontefice di essersi unito al “fronte del male” contro la Turchia.
Aprendo la campagna elettorale dell’Akp, Davutoglu ha avvertito: “Non permetteremo che la nostra nazione sia insultata attraverso la storia”. “Un fronte del male si sta formando davanti a noi, ora il Papa ha aderito a queste trame contro il partito (Akp) e contro la Turchia”.

E mentre Erdogan minaccia di cacciare gli oltre 100mila armeni che risiedono in Turchia, gli Usa si schierano con Papa Francesco. Il massacro di un milione e mezzo di armeni e’ “un fatto storico”, ribadisce Washington che sottolinea come il chiarimento di quel periodo storico sia nell’interesse di tutti, “della Turchia, dell’Armenia e dell’America”: “Le nazioni sono piu’ forti e possono progredire riconoscendo e facendo i conti con elementi dolorosi del loro passato”, ha detto la portavoce del Dipartimento di Stato, Marie Harf.

Nel frattempo, un gruppo di hacker turchi ha rivendicato di aver attaccato nella notte tra lunedi’ e martedi’ il sito ufficiale della Santa Sede (www.vatican.va), messo fuori gioco per alcune ore e tornato alla normalita martedi’ mattina.
Secondo la testata specializzata ‘Techworm’, si e’ trattato di una rappresaglia – ufficiosa – di Ankara alle parole del Papa. La rivendicazione e’ arrivata sul profilo @YouAnonGlobal2, che fa riferimento a una delle tante sigle dell’organizzazione Anonymous, che sul sito ha presentato anche una nuova minaccia: “Continueremo”. (AGI) .

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