Brescia: vietato scaldarsi, proibiti i caminetti

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Scaldarsi le mani al caminetto, cucinarci salsicce e castagne è un privilegio che resta – per legge – solo a chi abita in collina o in montagna (paesi con altitudine superiore ai 300 metri). Già, perché per la Regione (che si basa su ricerche Ispra) i fumi prodotti da camini e stufe a bassa resa sono responsabili dell’inquinamento da ossidi d’azoto e polveri sottili. Il camino è tollerato in montagna perché alla base dell’economia familiare. Ma nella Bassa i «fuorilegge» potrebbero beccarsi fino a 5mila euro di multa, se scoperti con le mani nelle «braci».

Ad oggi multe non ne sono mai state comminate, come spiega il dirigente del settore Ambiente della Provincia, Giovan Maria Tognazzi: «I nostri verificatori controllano i fumi di scarico degli impianti di riscaldamento e danno sanzioni. Ma non possono infliggere multe se al loro arrivo trovano il fuoco spento». In pianura sono ammessi i caminetti chiusi a convenzione e stufe (come quelle a pellet) con efficenza superiore al 63% .

Vietato anche alimentare a gasolio le caldaie domestiche, nonché climatizzare cantine, garage e vani scala. Ce n’è anche per gli agricoltori: possono bruciare stoppie nei campi (tre metri ad ettaro) solo due volte l’anno, previa comunicazione in Comune. Divieti che però non hanno una rete istituzionale di controlli.

http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/15_ottobre_14/inquinamento-pianura-vietati-caminetti-multe-regione-e6eefa8e-724c-11e5-b015-f1d3b8f071aa.shtml

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