CASO VARANI – LA PENA DI MORTE DEVE ESSERE RIPRISTINATA E NON SOLO PER LE VITTIME

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Lucas Varani giovane 23enne torturato fino alla morte

Lucas Varani giovane 23enne torturato fino alla morte

I due assassini torturatori Manuel Foffo e Marco Prato, del povero di Luca Varani, 23enne di Roma ucciso in un’abitazione del quartiere Collatino, hanno dato la pena di morte infliggendola con cattiveria e crudeltà, nel peggior modo possibile a un giovane che avrebbe dovuto anche essere loro amico e allora perchè la pena di morte deve essere riservata solo alle vittime?

Ma ci si rende conto o no che una vita stroncata non significa soltanto questo, ma significa una vita di sofferenze all’ergastolo per i suoi famigliari? E allora cosa c’è di barbaro nel riservare la morte tramite un’iniezione pietosa a chi dopo circa 20 anni massimo di prigione si troverà con una vita ancora da vivere, mentre tutte le vittime no?

Sveglia politici e magistrati se non c’è giustizia non c’è civiltà. Non è civile perdonare sempre o condonare anni a chi è un criminale spietato e per di più vigliacco, come i due assassini, che per poter uccidere si sono dovuti imbottire di droghe e questo lo useranno per avere clemenza, ma alla famiglia di Luca e a Luca chi darà clemenza?

Marco Prato e Manuel Foffo assassini e crudeli torturatori che meritano la morte

Marco Prato e Manuel Foffo assassini e crudeli torturatori che meritano la morte

 Se un corpo è malato e possiede delle cellule maligne che lo possono portare alla morte, si interviene eliminando le cellule maligne. Il corpo sociale ha il diritto di sopravvivere alle sue cellule maligne e perniciose, quindi ha il dovere di ucciderle per evitare che il male dilaghi perchè stanno infettando fino alla morte la società. Prato e Foffo vanno eliminati per sempre dalla società, altrimenti non c’è giustizia.

E se non è un deterrente, non importa, almeno non potranno fare più del male alla società che li ospita.

 

Adriana Bolchini – Lisistrata

 

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3 Responses to CASO VARANI – LA PENA DI MORTE DEVE ESSERE RIPRISTINATA E NON SOLO PER LE VITTIME

  1. Cara Adriana, finalmente una che dice tutta la verità su ciò che pensa e non dice il 99,99% degli italiani. La pena di morte in Italia è stata abolita nel 1948 dai socialcomunisti traditori della Patria, vedi articolo 27 della Costituzione. Grandi Paesi democratici europei come la Granbretagna e la Francia
    l’hanno applicata fino agli anni ’70, finchè non sono andati al potere i socialisti e i socialdemocratici, ipocriti di professione. Con l’emergenza terrorismo e con delitti così efferati, la pena capitale, senza possibilità di appello o di grazia, è il minimo che si può chiedere, vedi la posizione del grande Rudolph Giuliani, ex sindaco di New York.

    Francesco Salatino
    13/03/2016 at 20:37
    Rispondi

    • Concordo ma mi sento una voce nel deserto

      Lisistrata
      15/03/2016 at 13:59
      Rispondi

  2. Sono d’accordo sulla cura per la sicietà proposta: eliminare fisicamente le cellule malate e non curabili. I cani con la rabbia li sopprimiamo, perchè pericolosi per la società, pur se ci fanno pena, ovviamente, e pur se essere malati non è colpa loro. Il perdono si addice al singolo individuo, ma la società e la legge non devono perdonare. Se siamo al dilagare di chi delinque, è perchè non c’è pena che venga applicata senza sconti, nè certezza della pena. Summum ius, summa iniuria.

    Guido
    03/02/2017 at 08:28
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