L’EPIDEMIA DEGLI STUPRI COMMESSI DAI MIGRANTI RAGGIUNGE L’AUSTRIA

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L’epidemia di stupri commessi dai migranti raggiunge l’Austria

di Soeren Kern  14 maggio 2016 – Pezzo in lingua originale inglese:
Migrant Rape Epidemic Reaches Austria Traduzioni di Angelita La Spada

Pezzo tratto da Gatestone Institute International police council

Stupri etnici in Austria - controllo di polizia presso la stazione di Praterstern

Stupri etnici in Austria – controllo di polizia presso la stazione di Praterstern

  • Un richiedente asilo iracheno di 20 anni ha confessato di aver stuprato un ragazzino di 10 anni in una piscina pubblica di Vienna. Il giovane ha detto che lo stupro è stata “un’emergenza sessuale” per “un eccesso di energia sessuale”.
  • Chi osa collegare la spirale di crimini all’immigrazione di massa musulmana viene messo a tacere dai guardiani del multiculturalismo austriaco.
  • Secondo i dati raccolti dal Ministero dell’Interno austriaco, a Vienna, quasi un richiedente asilo su tre è accusato di aver commesso reati nel 2015. Le bande di nordafricani che si contendono il controllo del traffico di droga sono responsabili di circa la metà dei 15.828 crimini violenti – stupri, rapine, accoltellamenti e aggressioni – denunciati in città nel 2015.
  • Nel 2015, l’Austria ha ricevuto 90.000 richieste di asilo, collocandosi al secondo posto tra i paesi nell’Unione Europea per numero di richieste su base pro capite, ma questa cifra è irrisoria in confronto a ciò che l’attende. Il ministro dell’Interno Wolfgang Sobotka ha dichiarato il mese scorso che fino a un milione di migranti sono pronti a partire dalla Libia per raggiungere l’Europa attraverso il Mediterraneo.

Il brutale stupro di gruppo di una donna commesso da tre richiedenti asilo afgani nel centro di Vienna, il 22 aprile scorso, ha scioccato l’opinione pubblica austriaca e richiamato l’attenzione su un aumento di stupri, aggressioni sessuali e altri reati perpetrati in tutto il paese.

L’ondata di crimini commessi dai migranti si verifica nel momento in cui il Partito della Libertà (Fpoe), contrario all’immigrazione, trionfa nei sondaggi. Il suo candidato, Norbert Hofer, il 24 aprile, ha vinto il primo turno delle presidenziali in Austria e potrebbe anche vincere al ballottaggio del prossimo 22 maggio.

I tre migranti – due di 16 anni e uno di 17 – hanno seguito la giovane donna, una studentessa di 21 anni che partecipa a un programma di scambio, nei bagni pubblici della stazione ferroviaria di Praterstern, uno dei principali nodi di trasporto di Vienna. E lì, mentre uno dei giovani la teneva ferma, gli altri due l’hanno violentata a turno.

Un passante ha chiamato la polizia dopo aver sentito le urla della ragazza. Ma all’arrivo degli agenti, i tre se n’erano già andati. Sono stati poi arrestati mentre cercavano di lasciare la stazione. Non parlando il tedesco, attraverso un interprete i migranti hanno raccontato che erano ubriachi e di non ricordare di aver commesso un crimine.

Se condannati, essi rischiano una pena massima di sette anni e mezzo di carcere. Secondo gli osservatori locali, vista la natura indulgente del sistema giudiziario austriaco, i tre possono finire per passare solo due anni dietro le sbarre.

È anche improbabile che i migranti vengano espulsi: secondo la legge europea, mandarli in Afghanistan sarebbe una violazione dei loro diritti umani. Piuttosto, gli osservatori dicono che gli afgani beneficeranno delle prestazioni di previdenza sociale – 830 euro (950 dollari) al mese più l’assistenza sanitaria gratuita – e probabilmente per il resto della loro vita saranno assistiti dallo Stato austriaco.

Lo stupro alla stazione di Praterstern è solo uno dei numerosi reati a sfondo sessuale commessi dai migranti in Austria (altri casi di violenze e aggressioni sessuali perpetrate dai migranti sono riportati nell’appendice qui di seguito all’articolo):

  • Un richiedente asilo iracheno di 20 anni ha confessato di aver stuprato un ragazzino di 10 anni in una piscina pubblica di Vienna. L’uomo ha detto che lo stupro è stata “un’emergenza sessuale” per “un eccesso di energia sessuale”. L’aggressore, che ha lasciato in Iraq la moglie e il figlio, ha raccontato di non essere stato in grado di controllare la sua libido perché non aveva avuto rapporti sessuali dal suo arrivo in Austria, avvenuto a settembre.
  • Un profugo afgano di 18 anni è stato condannato a 20 mesi di carcere per aver violentato una donna di 72 anni a Traiskirchen. “Prima l’ha riempita di lividi, poi l’ha stuprata e le ha sottratto la biancheria intima come trofeo”, ha detto la polizia locale. Oltre ad aver avuto una sentenza clemente, all’uomo sarà permesso di rimanere in Austria e una volta uscito di prigione potrà beneficiare delle prestazioni socio-assistenziali.
  • Un richiedente asilo afgano di 20 anni è stato arrestato dopo aver costretto una ragazzina di 13 anni di Korneuburg ad avere ripetuti rapporti sessuali con lui. L’uomo, che era ospite in un centro di accoglienza per profughi di Hollabrunn, è entrato in contatto con la minore attraverso Internet. A ogni loro incontro, lui l’ha minacciata verbalmente fino a quando la ragazzina non ha accettato di avere rapporti sessuali. Il profugo è stato arrestato dopo che la piccola aveva raccontato ai genitori della relazione che durava da più di tre mesi.
  • La notte di Capodanno, svariate decine di donne sono state vittime di aggressioni sessuali commesse da gruppi di migranti a Vienna, Salisburgo e Innsbruck. Queste aggressioni a sfondo sessuale, in arabo taharrush (“molestia sessuale”), sono simili a quelle perpetrate quella stessa sera dai migranti nordafricani a Colonia, in Germania, e in altre città. La polizia ha inizialmente negato che questi episodi siano avvenuti, ma poi ha ammesso di aver mentito per proteggere la privacy delle vittime.

Chi osa collegare la spirale di crimini alla migrazione di massa musulmana viene messo a tacere dai guardiani del multiculturalismo austriaco.

Ad aprile, ad esempio, il Consiglio della stampa austriaco (Presserat) – un gruppo che impone un “codice etico” politicamente corretto per costringere i media austriaci ad adottare la linea del multiculturalismo seguita dallo Stato – ha censurato la rivista di sinistra Falter per “discriminazione nascosta” verso i musulmani.

I redattori della rivista – peraltro favorevoli a promuovere il multiculturalismo in Europa – sembrano essersi stancati degli stupri sistematici e impuniti commessi dai migranti in tutto il Vecchio Continente. Così, il disegno in bianco e nero di copertina del numero di gennaio-febbraio di Falter raffigura cinque donne europee dalla “pelle bianca” circondate da un gran numero di uomini arabi dalla “pelle scura”. L’immagine evoca le scene dei taharrush, a Colonia.

Spiegando in tre pagine i motivi della propria “decisione”, il Presserat ha stabilito che l’immagine viola il “codice etico” perché equivale a “dissimulare ingiurie e discriminazioni” verso gli uomini arabi:

“Gli uomini sono tutti ritratti con la stessa espressione feroce, i capelli neri e le sopracciglia scure. In tal modo – nel contesto delle aggressioni di Colonia – l’artista costruisce un prototipo di uomini nordafricani, vale a dire del mondo arabo. L’uniformità dell’immagine lascia intendere che in essa non vengono ritratti degli individui, ma un gruppo etnico omogeneo i cui membri si comportano tutti allo stesso modo.

“Di conseguenza, i lettori potrebbero avere l’impressione che le aggressioni a sfondo sessuale avvenute a Colonia non siano state commesse da singoli individui o da gruppi di individui, ma che tale condotta sia tipica degli uomini originari del Nord Africa, ossia del mondo arabo. L’immagine potrebbe dare l’impressione che tutti i nordafricani presenti in Europa siano incapaci di comportarsi correttamente nei confronti delle donne”.

I redattori di Falter hanno respinto queste accuse di razzismo:

“Il fatto è che i nordafricani sono largamente responsabili delle aggressioni sessuali di Colonia. Questo è quanto accaduto e dovrebbe esserci consentito di raffigurarlo”.

Vienna è l’epicentro dei crimini commessi dai migranti in Austria. Secondo i dati raccolti dal Ministero dell’Interno austriaco, a Vienna, quasi un richiedente asilo su tre è accusato di aver commesso reati nel 2015. Dei circa 21.000 richiedenti asilo autorizzati a vivere nella capitale, 6503 hanno commesso un reato nel 2015, un aumento del 50 per cento rispetto al 2014. Le cifre mostrano anche che 2270 criminali sono al di sotto dei 20 anni, il 72 per cento in più rispetto al 2014. Sette autori di reati hanno meno di nove anni e 31 hanno meno di tredici anni.

Secondo Gerhard Pürstl, il capo della polizia di Vienna, le bande di nordafricani che si contendono il controllo del traffico di droga sono responsabili di circa la metà dei 15.828 crimini violenti – stupri, rapine, accoltellamenti e aggressioni – denunciati in città nel 2015.

La zona circostante la stazione di Praterstern, dove la studentessa straniera è stata violentata, è oggi invasa da indolenti migranti dell’Afghanistan e del Nord Africa che vendono droga, si contendono il controllo del territorio e aggrediscono le passanti. Secondo i media locali, nel 2015, la polizia è intervenuta nella zona 6265 volte, in media 17 volte al giorno. Ma le autorità locali sembrano incapaci o poco disposte a ristabilire l’ordine.

Il presidente del sindacato della polizia austriaca, Hermann Greylinger, ha dichiarato che a Vienna occorrono almeno altri 1200 agenti di polizia per tutelare l’ordine:

“Se accogliamo nel nostro paese 111.000 migranti, di alcuni dei quali non si possono verificare i precedenti criminali, allora è ovvio che bisogna aumentare drasticamente il numero degli agenti di polizia. Quasi tutti i richiedenti asilo affluiscono a Vienna. Ora lì ci sono più migranti di quanti abitanti ha Salisburgo, la quarta città più grande del paese”.

Il problema della criminalità tra i migranti in Austria è esacerbato da una sistema penale troppo lassista. Il 4 maggio, ad esempio, un 21enne keniano ha ucciso senza motivo una donna di 54 anni in una strada affollata di Vienna colpendola alla testa con una sbarra di ferro. È emerso che l’uomo era noto alla polizia della città perché dal suo arrivo in Austria nel 2008 aveva commesso almeno 18 reati – traffico di droga, aggressioni a pubblico ufficiale, aggressioni a colpi di spranga – ma ogni volta è stato rimesso in libertà.

Vista la crescente insicurezza, non sorprende affatto che gli elettori austriaci vogliano davvero un cambio di direzione nella politica.

In una sorta di terremoto politico, il candidato del Partito della Libertà (Fpoe), Norbert Hofer, ha ottenuto il 36 per cento dei voti al primo turno delle elezioni presidenziali austriache del 24 aprile. Hofer – che ha presentato un programma elettorale volto a limitare l’immigrazione e introdurre regole severe per i richiedenti asilo – ha sconfitto tutti gli altri candidati, compresi quelli dei due partiti al potere, i socialdemocratici e il Partito del popolo austriaco, che dominano la vita politica austriaca dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Hofer, che asserisce che come presidente sarà il “protettore dell’Austria”, ha ora buone possibilità di battere nel ballottaggio del 22 maggio prossimo, il rappresentante dei Verdi, Alexander Van der Bellen, un economista di 72 anni che è contrario a porre limiti all’immigrazione.

L’ascesa rapidissima di Hofer ha richiamato l’attenzione dei partiti dell’establishment. Il 27 aprile, tre giorni dopo la vittoria elettorale del candidato del Partito della Libertà, il parlamento austriaco ha approvato quella che potrebbe essere una delle leggi più ristrettive in Europa in materia di diritto d’asilo.

Con la nuova legge, l’Austria dichiarerà uno “stato di emergenza” sulla crisi migratoria. Questo consentirà alle autorità austriache di valutare le richieste d’asilo direttamente alla frontiera. Sarà consentito l’ingresso nel paese solo ai richiedenti asilo i cui familiari si trovano già in Austria o a chi può dimostrare di essere in pericolo nei paesi di transito. Gli altri migranti saranno respinti. La nuova legge limita anche a tre anni la durata del diritto di asilo dal momento della concessione.

Il ministro dell’Interno, Wolfgang Sobotka ha detto che la nuova legge è necessaria per arginare il flusso di migranti e rifugiati. “Non possiamo farci carico del fardello del mondo”, egli ha asserito.

Nel 2015, l’Austria ha ricevuto 90.000 richieste di asilo, collocandosi al secondo posto tra i paesi nell’Unione Europea per numero di richieste su base pro capite, ma questa cifra è irrisoria in confronto a ciò che l’attende. In un’intervista radiofonica del 28 aprile, Sobotka ha dichiarato che fino a un milione di migranti sono pronti a partire dalla Libia per raggiungere l’Europa attraverso il Mediterraneo.

Soeren Kern è senior fellow al Gatestone Institute di New York. È anche senior fellow per la politica europea del Grupo de Estudios estratégicos/Strategic Studies Group che ha sede a Madrid. Seguitelo su Facebook e Twitter. Il suo primo libro, Global Fire, uscirà nel 2016.

Appendice

Aggressioni sessuali e stupri perpetrati in Austria tra gennaio e aprile 2016.

Il Gatestone Institute si è occupato dell’epidemia di stupri commessi dai migranti in Germania e Svezia. Il problema si è ora esteso all’Austria. Qui di seguito sono riportati alcuni casi avvenuti nei primi quattro mesi del 2016.

29 aprile. Un migrante algerino di 35 anni ha tentato di violentare una donna a una fermata dell’autobus a Linz. L’uomo ha picchiato selvaggiamente la sua vittima che prima di perdere conoscenza gli ha rotto il naso. L’aggressore è stato arrestato dopo essersi recato in un ospedale in cerca di cure mediche. In seguito è emerso che l’algerino ha una fedina penale lunga ed è stato accusato di altri tentativi di stupro, ma non può essere espulso perché l’Algeria si rifiuta di riprenderselo.

25 aprile. Kronen Zeitung, il più importante quotidiano austriaco, riporta che un “uomo dall’aspetto arabo” ha tentato di stuprare una donna di 27 anni a una fermata dell’autobus a Vienna. “Tutto ciò che sapeva dire era sesso, sesso, sesso”, la donna ha raccontato. L’uomo ha tirato fuori un preservativo dalla tasca e poi si è abbassato i pantaloni. “Ho urlato più forte che potevo finché non è scappato.” La donna ha anche detto che la polizia si è totalmente disinteressata del suo caso: “Non hanno nemmeno chiesto il mio nome”. Dopo che i media locali si sono occupati dell’episodio, la polizia si è scusata parlando di “malinteso deplorevole”.

24 aprile. Un migrante non identificato ha stuprato una giovane donna di 19 anni a Eisenstadt.

22 aprile. Tre richiedenti asilo afgani hanno violentato una 21enne in una stazione ferroviaria di Vienna.

22 aprile. Un richiedente asilo afgano di 17 anni ha tentato di stuprare una donna di 20 anni a Graz.

21 aprile. Un richiedente asilo afgano di 17 anni ha aggredito sessualmente una 19enne su un treno a Grieskirchen. Il capotreno è intervenuto dopo aver sentito urlare la vittima. L’afgano ha detto alla polizia che la donna aveva mentito, esigendo delle scuse.

20 aprile. Due migranti nordafricani hanno aggredito sessualmente una donna davanti alla stazione principale di Salisburgo. Quando un passante di 26 anni ha cercato di intervenire, i due lo hanno percosso così violentemente con calci e pugni per cui ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari. Uno degli aggressori è un richiedente asilo del Marocco. L’altro indiziato è ancora a piede libero.

15 aprile. Un migrante sloveno di 42 anni è stato arrestato per una tentata aggressione sessuale ai danni di una 18enne a Leibnitz.

13 aprile. Un uomo “dall’aspetto arabo” ha aggredito sessualmente tre donne a una fermata dell’autobus a Vienna.

24 marzo. Due migranti afgani sono stati arrestati per aver violentato una giovane donna di 20 anni a Wels.

21 marzo. Un migrante nordafricano ha aggredito una donna di 27 anni su un treno della metropolitana di Vienna. L’uomo ha cominciato a toccare le mani della donna. Quando lei si è alzata per trovare un altro posto, l’uomo l’ha afferrata iniziando a baciarla sulla bocca. La polizia ha detto di non potere fare nulla perché baciare qualcuno non è un’aggressione sessuale.

12 marzo. Un richiedente asilo libico di 16 anni ha tentato di rapire e violentare due donne a Vienna. I tre si sono conosciuti nella metropolitana e il libico ha proposto alle donne di andare a ballare. Invece, le ha condotte in un edificio dove ha cercato di rinchiudere le due vittime in un seminterrato e di stuprarle. Una delle donne è riuscita a scappare e chiamare la polizia.

8 marzo. Un richiedente asilo afgano di 20 anni è stato sorpreso a mostrare i genitali davanti a una bimba di 7 anni in una piscina pubblica di Vienna. Il direttore dell’impianto e un istruttore di nuoto hanno trattenuto il giovane fino all’arrivo della polizia che però lo ha lasciato andare.

6 marzo. Un uomo “dall’aspetto straniero” ha aggredito sessualmente una donna di 37 anni in una piscina pubblica di Klagenfurt dopo che era intervenuta per impedirgli di molestare il suo bambino di 4 anni.

25 febbraio. Un uomo “dall’aspetto meridionale” ha aggredito sessualmente due adolescenti in un centro commerciale di Innsbruck.

22 febbraio. Un migrante afgano di 18 anni è stato arrestato per aver stuprato una donna di 52 anni a Innsbruck.

14 febbraio. Sei migranti hanno aggredito sessualmente una donna di 49 anni in un stazione della metropolitana di Vienna. Due degli uomini, un richiedente asilo afgano di 18 anni e un iracheno di 23 anni, sono stati arrestati mentre tentavano di lasciare la stazione. Gli altri quattro sono ancora a piede libero.

11 febbraio. Un migrante iraniano di 33 anni si è masturbato davanti alle clienti di una piscina pubblica di Linz.

8 febbraio. Un migrante macedone di 22 anni, identificato solo come Ibrahim J., è stato arrestato a Vienna per aver aggredito sessualmente più di 20 donne a Vienna e in altre parti del paese. È anche accusato di aver violentato una ragazza di 15 anni.

6 febbraio. Un gruppo di 28 richiedenti asilo ha cercato di aggredire sessualmente le clienti di una pista di pattinaggio su ghiaccio all’aperto di Stockerau. I migranti hanno poi aggredito il personale addetto alla sicurezza che aveva cercato di intervenire. La polizia ha dovuto ristabilire l’ordine.

4 febbraio. Sei uomini “dall’aspetto meridionale” hanno aggredito una donna di 53 anni davanti a un negozio di alimentari a Spittal dopo che lei si era rifiutata di dar loro del denaro.

3 febbraio. Tre migranti hanno molestato sessualmente una ragazza di 16 anni a una fermata del tram a Leonding. Uno degli uomini l’ha immobilizzata mentre gli altri due a turno l’hanno aggredita.

26 gennaio. Un richiedente asilo di 24 anni originario del Gambia ha stuprato e ucciso un’americana di 25 anni a Vienna. La donna – del Colorado – che lavorava come ragazza alla pari, aveva ospitato l’uomo, Abdou I., nel suo appartamento. Quest’ultimo aveva lasciato il centro di accoglienza perché la sua richiesta di asilo era stata respinta e temeva di essere espulso. Dopo l’omicidio, l’uomo è fuggito in Svizzera, dove è stato arrestato dopo che la polizia aveva rintracciato il suo telefono cellulare. In seguito è emerso che era ricercato in Germania per un’aggressione sessuale ai danni di una minorenne.

23 gennaio. Un migrante macedone ha tentato di violentare una giovane donna di 21 anni a Vienna. L’uomo aveva visto la sua vittima in metropolitana e l’aveva seguita dopo che era scesa dal treno.

16 gennaio. Un richiedente asilo afgano di 21 anni ha stuprato una 18enne al Prater, un grande parco pubblico di Vienna.

10 gennaio. Un richiedente asilo afgano di 29 anni ha cercato di molestare sessualmente un bambino di sei anni in una piscina pubblica di Linz. La madre del bimbo ha detto: “Ho visto sei migranti entrare nella struttura. Due di loro si sono seduti sul bordo della piscina per bambini e uno ha iniziato a toccarsi i genitali flirtando con il più piccolo dei mei figli”.

1° gennaio. Gruppi di uomini arabi hanno aggredito sessualmente almeno 24 donne a Vienna, Salisburgo e Innsbruck.

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