I privilegi dei parlamentari: dallo sbiancamento dei denti alla depressoterapia

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Roma, 16 giu. (askanews) – “Casta per sempre. Indennità nascoste. Massaggi e viaggi gratis. Infermieri a disposizione anche per i genitori. Abusi di portaborse. E al lavoro solo tre giorni alla settimana. La bufera mediatica è passata, ma poco o nulla è cambiato”. E’ l’inchiesta di copertina del nuovo numero dell’Espresso da venerdì in edicola a cura di Emiliano Fittipaldi. “I senatori e i loro familiari non hanno mai paura di sedersi sulla sedia del dentista. Non perché più coraggiosi degli altri mortali, ma perché il conto, loro, non lo pagano mai. Ci pensano gli italiani: grazie all’assistenza sanitaria integrativa ogni parlamentare può avere rimborsi fino a 25 mila euro nell’arco di un quinquennio. Un plafond che comprende anche “lo sbiancamento di denti non vitali (250 euro per dente)” e “corone in oro e porcellana” a 1.150 euro l’una”.

Rivela l’Espresso. “Se il Censis segnala che 11 milioni di concittadini rinunciano alle cure a causa della crisi economica, e l’Ufficio di bilancio del Parlamento ha spiegato che il 7,1 per cento evita di farsi visitare perché i costi delle prestazioni sono troppo alti, lo stesso Parlamento regala a ogni senatore della Repubblica un plafond supplementare da 1.500 euro l’anno per farsi ‘una depressoterapia intermittente‘. Una somma che può essere spesa anche per ‘un’idrochinesiterapia (si fa in piscine termali) e pure – se si tiene alla linea, l’estate ormai è alle porte – per ‘drenaggio linfatico manuale'”. Nessuno sapeva che il tariffario di Palazzo Madama prevede anche ‘sedute individuali di training per dislessici‘, scrive Fittipaldi, e che prevede risarcimenti di quasi mille euro al mese per pagare un infermiere in caso di bisogno (il servizio si può estendere anche ai genitori del senatore). Il senatore può presentare anche fattura per un paio di scarpe ortopediche da 600 euro (qualcuno giura che ce ne sono di molto eleganti in pelle), e se colto da attacchi d’ansia può spendere 5 mila euro l’anno per sedute dallo strizza-cervelli. “Il tariffario dedicato ai senatori, datato maggio 2015, è solo una delle evidenze che dimostrano come, nonostante gli scandali infiniti, le proteste dell’opinione pubblica, il ludibrio internazionale e le batoste elettorali, i privilegi della ‘casta’ sono stati appena scalfiti. È vero: le province e i costi per gli stipendi dei presidenti e dei consiglieri sono stati cancellati, i vitalizi per gli attuali parlamentari finalmente aboliti, ma per il resto prebende e vantaggi assortiti non sono stati toccati.

“Indennità. Trattamento dei portaborse. I privilegi mai intaccati come la tessera che permette ai parlamentari di viaggiare gratis. Mentre l’approvazione delle leggi, principale attività per la quale vengono eletti deputati e senatori, sono ormai appannaggio quasi esclusivo dell’esecutivo: dal 2013 Camera e Senato hanno approvato in tutto solo 36 leggi di iniziativa parlamentare, mentre ne hanno approvate 176 di iniziativa del governo. In media meno di un provvedimento al mese”, conclude l’anticipazione dell’Espresso.

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