Oliver Stone contro Pokemon Go: “E’ un mezzo di controllo. Può portare al totalitarismo”

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La moda lanciata dal Pokemon Go costituisce un “passo ulteriore nell’invasione della privacy” che potrebbe portare al “totalitarismo”: lo ha affermato il regista statunitense Oliver Stone, nel corso di una conferenza stampa di presentazione del suo film su Edward Snowden, l’ex talpa dell’Nsa. (Guarda lo speciale su Pokemon Go)

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“Pokemon Go è un mezzo di controllo”

Come riporta il quotidiano britannico The Guardian, Stone – rispondendo a una domanda su eventuali problemi di sicurezza legati all’app – ha spiegato che alcune aziende stanno portando avanti un “capitalismo della sorveglianza”, controllando il comportamento delle persone.

Enormi profitti per Google

“Non è divertente, quello che sta accadendo è un nuovo livello di invasione, con enormi profitti per aziende come Google che hanno investito una grande quantità di denaro nel ‘data mining’ su che cosa si compra, che cosa piace, come ci si comporta” ha proseguito Stone: “Alcuni lo chiamano capitalismo di sorveglianza: una nuova forma di società robot, è quello che viene chiamato totalitarismo”.

Alto rischio d’invasione della privacy

L’app, scaricabile gratuitamente, è stata criticata perché potrebbe potenzialmente accedere all’account Google dell’utente, ivi compresi dati quali e-mail e password, posizionamento e storia del proprio browser. Niantic, la società che c’è dietro all’app Pokémon Go, di conseguenza aveva rilasciato questa dichiarazione in settimana: “Recentemente abbiamo scoperto che il processo di creazione dell’account Pokémon Go sull’iOS richiede erroneamente l’accesso all’account degli utenti Google. Comunque, l’app utilizza solo la user ID e l’indirizzo email”, assicurando quindi che l’app non accede ad altri dati di natura privata.
Il gioco sbarca anche in Giappone

Intanto, dopo aver fatto furore – e non poche polemiche – in molti Paesi “Pokemon Go” è finalmente sbarcato anche in Giappone, patria del gioco al quale si ispira.

Redazione Tiscali

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