Sta per arrivare la lotteria degli scontrini. Di noi sapranno tutto

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schiavi

di Giuseppe Turani

Grillo e i suoi infaticabili cacciatori di scontrini possono prepararsi a una lunga vacanza. Dall’anno prossimo, infatti, gli scontrini scompariranno. Nessuno dovrà più tenere in tasca, e conservare, quei foglietti di carta che attestano i nostri acquisti e il relativo pagamento degli stessi: via tutto, nemmeno un pezzettino di carta in tutta Italia. Allora grande baldoria? E vita finalmente felice, liberata dalla tirannia degli scontrini?

In parte, solo in parte. Gli scontrini infatti esisteranno, ma saranno elettronici e non dovremo conservarli noi. Ci penseranno i computer dell’Agenzia delle entrate. Il sistema è concettualmente molto semplice, anche se il suo funzionamento sarà poi un affare molto complesso. In pratica una modalità applicata oggi nelle farmacie verrà estesa a tutti i negozi. Si tratta di questo. Quando voi fate un acquisto, il negoziante (o il barbiere) non vi consegna lo scontrino: semplicemente manda i dati dell’acquisto ai computer dell’Agenzia delle entrate. E là il vostro scontrino resterà, pronto a essere riesumato con pochi clic in caso di necessità, controlli, contestazioni, ecc.

Per incrementare questa pratica, l’Agenzia delle entrate collegherà anche una lotteria agli scontrini. Ogni tanto, una volta al mese probabilmente, ci sarà un’estrazione fra tutti gli scontrini elettronici con relativa distribuzione di premi (in denaro o in cose). Se dovesse vincere lo scontrino “battuto” dal vostro barbiere, anche lui avrà diritto a un premio. L’avvertenza è quella di non precipitarsi a fare tanti acquisti da 10 euro perché si terrà conto anche dell’importo degli acquisti.

Il sistema, per la verità, è un po’ da Grande Fratello: in ogni istante, al netto di possibili truffe, l’Agenzia delle entrate saprà esattamente quante volte siete andati al ristorante, e dove. Quante volte vi siete regalato un vino d’annata. E quante volta avete portato la vostra morosa in albergo e cosa le avete offerto. Questa, ammettiamolo, è la parte meno piacevole dell’intera faccenda. D’altra parte c’è un vecchio detto che sostiene che la democrazia si fonda sulle ricevute. Se vogliamo un paese in cui l’evasione fiscale, anche quella minuta, sia ridotta al minimo, non c’era altro da fare.

Gli esercizi di una certa dimensione non potranno sfuggire a questa normativa: se in un negozio sono entrati 100 abiti o 100 bottiglie di vino, o sono ancora lì o devono esistere gli scontrini relativi alla loro vendita. Potranno invece sfuggire al fisco i piccoli artigiani: se chiamate l’idraulico e gli date 100 euro in contanti, questa transazione non finirà nei computer dell’Agenzia delle entrate. Ma avrete commesso un atto illegale.

Per ottenere un risultato perfetto bisognerebbe abolire l’uso del contante. Ma finora nemmeno paesi più avanzati del nostro ci sono riusciti. Il vantaggio immediato del nuovo sistema è che non dovremo più preoccuparci di perdere qualche scontrino, semplicemente perché nessuno ce li consegnerà più.

Quindi si tratta di una buona riforma. E potrebbe essere completata da due altri provvedimenti. Tempo fa a Venezia (non so se sia ancora in vigore, francamente), quando all’anagrafe veniva registrato un nuovo cittadino, gli veniva anche assegnato in automatico un numero IP, gli veniva assegnata cioè anche un’identità elettronica nel grande spazio informatico. Si potrebbe fare come misura generale. La seconda riforma, già in vigore in qualche paese europeo, è il conto bancario obbligatorio (a costi più che modici o addirittura zero). Tutti devono avere il loro conto in banca e i rapporti finanziari Sato-cittadini (versamento di pensioni o pagamento di imposte) si regolano attraverso quel conto.

Tutto questo sa un po’ troppo di Grande Fratello? Forse sì, ma è inevitabile. Già oggi, peraltro, ogni volta che infilate un’autostrada con il Telepass siete registrati. E le compagnie di assicurazioni vi faranno lo sconto se monterete la “scatola nera”, che registra ogni istante dei vostri movimenti in automobile. Già oggi, comunque, basta per abbiate in tasca uno smartphone per essere localizzabili, sempre. Anche i vostri sms vengono conservati per ragioni di sicurezza. Insomma, nella nuova civiltà informatica è impossibile nascondersi o nascondere cose e fatti. E’ la trasparenza.

http://notizie.tiscali.it/economia/articoli/lotteria-degli-scontrini/

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One Response to Sta per arrivare la lotteria degli scontrini. Di noi sapranno tutto

  1. Ecco un’altro soggetto sveglio che parteggia per l’eliminazione del contante!

    Passi che la banca crea moneta elettronica, ma in caso di fallimento della banca, che farai, gli vai a chiedere l’hard disk o cosa per rientrare da quanto da te depositato?

    Gli evasori, non caso non lo avessi capito, non è la gente comune, ma sono le stesse banche, imprenditori, politici, mafiosi e gente di spettacolo gli unici a possedere capitali. Fai sparire anche il contante, poi diviene ovvio che ti contano anche i peli del culo in bit. No eh, è cosi difficile da capire?

    Tra di loro si abbuonano, se scoperti, milioni di euro non pagati e evasi al fisco, te invece prendi la multa in due per uno scontrino da 0,80 centesimi per un caffè peraltro da te pagato e il commerciante dove ci ha guadagnato 50 centesimi, la capisci la differenza o coome un sasso non sai fare il calcolo? E che diamine!!!

    freeitaly
    24/10/2016 at 04:57
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