Aleppo: le armi della Nato in mano all’Isis

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Enormi scorte di armi e munizioni, molte contrassegnate dalla dicitura “NATO”, sono state scoperte  nei quartieri orientali di Aleppo, dopo che i i militanti di al-Nusra, una filiale locale di al-Qaeda, sono stati spinti fuori della città da parte delle forze siriane. È quello che i media occidentali, tutti schierati contro il “tiranno” siriano Bashar al-Assad non dicono, e che viene invece illustrato grazie ad una interessante intervista fatta dal giornalista tedesco Manuel Ochsenreiter sul  magazine di geopolitica Freewestmedia. Questa incredibile (m non tanto) notizia viene documentata da numerose fotografie e raccontata dal parlamentare siriano Fares Shehabi, presidente della federazione delle Camere di commercio della Siria. Shebabi  parla apertamente di “SyriaGate”.
I media occidentali continuano a parlare di massacri compiuti a danno dei civili in Aleppo da parte dell’eesercito regolare siriano, ma per Shebabi è esattamente l’opposto. “In Europa”, spiega il parlamentare siriano, “i media  riportano esattamente il contrario di ciò che è accaduto realmente in Siria. Noi siamo stati in grado di liberare circa 100.000 civili che sono stati tenuti in ostaggio dai terroristi ad Aleppo. Molti di loro sono stati presi in ostaggio per più di quattro anni. Questi civili liberati sono finalmente felici. Il milione e mezzo  di civili che hanno lasciato Aleppo dal 2012 sono ora in grado di tornare nuovamente a casa. Questo è un momento molto positivo e felice per Aleppo e la Siria in generale. Siamo stati in grado di celebrare il Natale ad Aleppo per la prima volta dopo 4 anni”.
I terroristi dell’isis hanno abbandonato la città martoriata, divenuta il simbolo della resistenza contro il terrorismo islamista.“Prima di andarsene però questi criminali  hanno giustiziato più di cento soldati siriani e centinaia di civili. Abbiamo trovato i loro corpi, è tutto documentato. Qualsiasi indagine internazionale indipendente può vedere e verificare le prove di questi crimini terroristici. Alcune zone rurali intorno Aleppo sono ancora sotto occupazione terrorista e il passo successivo sarà quello di liberare la campagna in modo che la città sia definitivamente  protetta”.

L’accusa di Shebabi è pesante: i terroristi avevano a disposizione numerose armi targate NATO, abbandonate precipitosamente in ex aule scolastiche adibite da loro a magazzini di guerra. “La Nato ha quindi supportato  bande terroristiche che sono  sulla lista ufficiale del terrore stilata dall’ONU”, sottolinea il deputato siriano, “perché volevano rovesciare Assad”. Con un rischio ancora maggiore: “Nessuno può garantire che queste armi a disposizione dei terroristi  non verranno utilizzate un giorno contro l’Occidente. Il denaro dei contribuenti americani ed europei è stato usato per armare bande terroristiche che sono pronte a dirigere le loro armi in qualsiasi momento contro l’America e i civili europei. Si tratta di un enorme scandalo”. Che non trova spazio sui cosiddetti organi di (dis)informazione occidentali.

http://www.ilpopulista.it/news/13-Gennaio-2017/9414/aleppo-le-armi-della-nato-in-mano-all-isis.html

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