Pentito: il clan della ‘ndrangheta Belfiore aveva “tanti contatti con tanti magistrati”

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togheMILANO, 15 MAR – Nei primi anni ’80 il clan della ‘ndrangheta dei Belfiore aveva “tanti contatti con tanti magistrati” di Torino, mentre con l’allora procuratore Bruno Caccia, poi ucciso nel 1983, “non si poteva trattare, non c’erano spazi per avere una mano, come si poteva sperare di averla, invece, con altri magistrati”.

Lo ha detto, parlando come teste nel processo milanese a Rocco Schirripa (arrestato nel dicembre 2015 come esecutore materiale dell’uccisione del magistrato) il collaboratore di giustizia Vincenzo Pavia che già oltre 20 anni fa, nel ’96, aveva messo a verbale una serie di dettagli sull’omicidio. Stando a quanto sostenuto dal testimone – che ha fatto più volte riferimento ai verbali del ’96 e che ha raccontato di aver partecipato ad alcune “riunioni” preparatorie per l’omicidio Caccia e poi di essersi defilato – alcuni “magistrati”, in particolare, frequentavano “la casa” di Gianfranco Gonella, prosciolto nell”88 dall’accusa di aver partecipato all’omicidio. (ANSA)

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