Pena di morte: barbara esecuzione in Arkansas, giudice ordina l’autopsia

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Una giudice federale ha ordinato di sottoporre ad autopsia il corpo di un detenuto giustiziato in Arkansas, la cui esecuzione ha suscitato forti polemiche negli Usa e all’estero, perchè secondo varie testimonianze l’uomo avrebbe sofferto molto. Meno di 24 ore dopo l’iniezione letale somministrata a Kenneth Williams con un farmaco molto criticato, la giudice Kristine Baker ha chiesto al medico legale di recuperare campioni di sangue per tentare di determinare se l’esecuzione si sia svolta nei termini di legge.

Da ieri i legali del 38enne e la potente organizzazione americana per i diritti umani ACLU chiedono un’inchiesta sull’esecuzione nella quale Williams avrebbe “sofferto”. Vari giornalisti Usa che hanno assistito all’esecuzione in qualità di testimoni hanno riferite che Williams, giustiziato per omicidio, si torceva sul letto dove era legato, in preda a convulsioni e ad accessi di tosse e rantolava rumorosamente.

Accogliendo la richiesta di Jason McGehee, anche lui nel braccio della morte in Arkansas e sfuggito all’esecuzione giovedì, la giudice Baker ha richiesto che vengano raccolti “campioni di sangue e di tessuti di Kenneth Williams” e che “si proceda aun’autopsia”.

I legali del condannato ritengono che il sedativo usato, il midazolam, possa essere causa delle sofferenze subite dal loro cliente. Si tratta di un ansiolitico ad effetto anestetico molto controverso, perchè non renderebbe del tutto incosciente il condannato a morte.L’imminente scadenza, domani, delle scorte del farmaco nei penitenziari dell’Arkansas aveva accelerato il ritmo della esecuzioni nello Stato dei sud degli Usa. L’Arkansas, che dal 2005 non ha mai giustiziato nessuno, ha eseguito le condanne a morte di quattro persone in otto giorni, di cui due in un giorno solo. Lo stato voleva inizialmente effettuare otto esecuzioni, ma i ricorsi giudiziari e la mobilitazione internazionale sono riuscite a evitarne la metà.(fonte Afp)

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