Spari sugli Champs Elysées, Francia ancora vittima del terrorismo islamico

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Avrebbe già un nome e un volto l’uomo che ieri sera ha ucciso a colpi di kalashnikov un poliziotto e ne ha feriti altri tre sugli Champs Elysees a Parigi, prima di essere ucciso a sua volta. Le autorità francesi hanno deciso per il momento di non rendere nota l’identità dell’attentatore, “conosciuta e già verificata”, come ha dichiarato il procuratore di Parigi François Molins, spiegando: “non la riveleremo, perché ci sono indagini e azioni in corso, soprattutto per stabilire se ci siano o meno le prove di eventuali complicità in questo attacco”.

L’ATTENTATORE

Secondo i media francesi, il nome dell’assalitore ucciso sarebbe quello di Karim Cheurfi, 39 anni, di nazionalità francese, già conosciuto e schedato dai servizi segreti francesi e dalla polizia con la lettera che indica gli individui radicalizzati a rischio di condurre attentati, mentre in un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa Amaq, l’Isis ha rivendicato l’attentato di Parigi, attribuendolo a Abu Yousif al-Belgiki, detto “il belga”.

Karim Cheurfi era già stato già oggetto di un’inchiesta dell’antiterrorismo per aver manifestato l’intenzione di uccidere dei poliziotti ed era stato arrestato il 23 febbraio, per poi essere rimesso in libertà dai magistrati per insufficienza di prove. Era stato condannato nel 2005 a cinque anni di reclusione per il tentato omicidio volontario di un poliziotto e del fratello nella regione di Parigi. Una perquisizione è stata effettuata nell’abitazione del terrorista, al quale era intestato il libretto di circolazione del veicolo utilizzato nell’attentato. Sembra che l’uomo abbia agito da solo, ma le indagini devono mettere in luce – ha chiarito Molins – se abbia avuto o meno dei complici.

Secondo quanto scrive Le Parisien, citando fonti giudiziarie, tre membri della famiglia di Cheurfi sono stati sono stati fermati e interrogati dalla polizia francese. Nell’Audi A4 utilizzata per l’attentato sono state ritrovate diverse armi: un fucile a pompa e delle armi bianche, tra cui un coltello da cucina.

Un belga, segnalato dalle autorità di Bruxelles a quelle francesi, in relazione all’attentato, si è si è presentato spontaneamente al commissariato di polizia di Anversa. Ha un alibi e che nega ogni coinvolgimento nei fatti di Parigi, è noto per casi gravi di traffico di stupefacenti ma non ha legami con il terrorismo né è noto per essere radicalizzato.

http://www.today.it/mondo/attentato-parigi-aggiornamenti.html

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