Tribunale Riesame: non sempre chi invoca la jihad compie atti terroristici

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BRESCIA, 14 GIU – “L’evocazione della guerra santa non necessariamente si risolve nella creazione di strutture organizzative volte al compimento di atti terroristici”. Lo scrive il Tribunale del Riesame nell’ordinanza con la quale ribadisce che mancano i gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Gaffur Dibrani, kosovaro di 24 anni arrestato per apologia del terrorismo dalla Digos a Fiesse, in provincia di Brescia, a novembre, poi rimesso in libertà dallo stesso Riesame e infine espulso dall’Italia su intervento del ministero degli Interni.

Il nuovo pronunciamento del Riesame era stato disposto dalla Cassazione che aveva contestato l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare. Sul computer del giovane, da dieci anni in Italia e residente in un’abitazione messa a disposizione dall’amministrazione comunale di Fiesse, gli investigatori avevano trovato video riconducibili alla jihad, al conflitto in Siria e l’immagine della bandiera dell’Isis. (ANSA)

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One Response to Tribunale Riesame: non sempre chi invoca la jihad compie atti terroristici

  1. Ma certo che ci si può aspettare da giudici, che dopo che una donna denuncia 10 volte il compagno per maltrattamenti e umiliazioni alla fine questi la uccide, senza che, chi predestinato a difendere l’umiliata la fa vittima predestinata. Stessa cosa accade a quanto pare, per chi come questo tomo inneggia alla jihad e come i fanatici del calcio, colleziona video di jihadisti ne detiene la bandiera e gli ideali, sicuramente aspetta che faccia vittime per definirlo pericoloso?

    Sono sempre più che politica e gestione della giustizia debba essere affidata al Popolo che subisce, non certo a chi vive una vita privilegiata dove possedendo la scorta, non abbisogna di comprare una pistola né dover andare al poligono per andare a sparare, coscio che tanto morirà qualcun altro per lui.

    freeitaly
    15/06/2017 at 09:48
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