Alluvione Genova, premio in denaro a dirigenti condannati per il disastro

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Uno è stato condannato dal tribunale per responsabilità nel disastro, tutti e tre avrebbero “aggiustato un verbale di ricostruzione per alleggerire le proprie posizioni di fronte alla giustizia”. Si parla di alluvione di Genova e, più precisamente, del disastro che ha coinvolto la zona del Fereggiano. In quell’alluvione del 2011 morirono sei persone, tra cui due bambine. Bene. Il comune di Genova ha  valutato che “il lavoro svolto nel 2016 dai tre dirigenti Gianfranco Delponte, Pierpaolo Cha e Sandro Gambelli fosse meritevole di gran parte dell’incentivo che va a rimpinguare lo stipendio dei dirigenti pubblici”. A riportare la notizia il Secolo XIX.

Il premio di risultato

 Così i tre potranno mettersi in tasca la cosiddetta “retribuzione di risultato”: un totale lordo di 94.155 per Delponte, 91.853 per Cha e 72.123 per Gambelli.  Tutto viene attribuito dal quotidiano alla procedura burocratica alla base dell’attribuzione dei premi. Ma per capire cosa ci sia alla base delle polemiche sulla vicenda bisogna fare un passo indietro.

La vicenda

Il 28 novembre 2016 il tribunale condanna a 5 anni Marta Vincenzi (ex sindaca Pd di Genova) e con lei i dirigenti accusati di avere  responsabilità nel disastro del Fereggiano oltre che di aver prodotto una versione artefatta dell’accaduto. Delponte, capo dell’ufficio che nel 2011 aveva la competenza della Protezione civile, viene accusato di omicidio colposo plurimo, falso e disastro. Gli altri due sono ritenuti solo responsabili di aver ritoccato il famoso documento.

Il comune di Genova ha deciso di seguire un criterio burocratico, producendo – a detta del quotidiano locale – molte reazioni. Anche perché la Regione Liguria, in un caso analogo, aveva agito diversamente. Invece in questo caso si è fatto (ancora una volta) il riscontro sul raggiungimento degli obiettivi dei dirigenti sotto accusa e si arrivati al pagamento, come per tutti gli altri dirigenti.

La spiegazione dell’ex assessora

Da questo punto di vista la spiegazione la fornisce l’ex assessore al personale Isabella Lanzone: “Una cosa – spiega – è il procedimento disciplinare, un’altra la valutazione del dirigente. Per legge sono indipendenti. La norma impone che i politici non se ne occupino. Anche per non decidere di pancia”.

Il Secolo XIX racconta che il nucleo di valutazione “a monte della corresponsione dei tre premi” era composto “dal segretario generale e direttore generale che fino a marzo 2017 era Franco Giampaoletti (poi trasferitosi a Roma), più due esperti. Il sindaco Marco Doria, all’inizio del 2016 decise di nominare tra gli esterni Bruno Susio e l’ex direttore generale Flavia Sartore”. Il giornale sottolinea che “quest’ultima, nelle intercettazioni allegate all’inchiesta, più volte parla al telefono con Delponte proprio dell’indagine giudiziaria”.

Non c’era una sentenza definitiva

 “Il Nucleo di valutazione evidentemente – osserva il Secolo – pur dando atto che i fatti per cui sono stati condannati risalgono al 2011, ha ritenuto che nel 2016 la condotta sia stato (comunque, ndr) adeguata”. Da notare che “ai fini della maturazione del diritto al bonus concorre anche il comportamento tenuto dai dirigenti”. Nel caso “abbiamo ovviamente aperto un procedimento disciplinare – precisa la Lanzone – anche questo però segue la sua strada rispetto sia al piano penale, sia rispetto alla valutazione”.

Eppure certe giunte, si legge sempre sul giornale, sono state molto dure ed hanno licenziato decine di persone per atti illeciti e assenteismi vari. “Ma tutte le volte la commissione disciplinare aveva le prove. Un filmato, delle foto. Infatti ci sono stati licenziamenti ancora prima del processo. Questa volta no. E i dirigenti e il pubblico ministero hanno impugnato la sentenza”, fa notare l’ex assessora.

In sostanza “in questo caso – spiega il giornale – la sentenza non era divenuta definitiva, non era passata in giudicato, e temendo di dover fare marcia indietro, magari di dover risarcire o reintegrare le persone, il comune è stato cauto ed ha dato luogo all’erogazione dei premi”.

La nuova giunta

E la nuova giunta? “È una questione complessa, che stiamo esaminando – spiega l’attuale assessora al Personale e Pari opportunità della giunta Bucci, Arianna Viscogliosi – ma posso assicurare che di premi a pioggia non ne saranno dati. Il sindaco viene dal settore privato, sul punto è stato estremamente chiaro”.

http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/alluvione-genova-premio-dirigenti-condannati/

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