Ciaone ius soli, il Pd alza bandiera bianca

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di Alessandro Sallusti

La sinistra e il governo archiviano lo ius soli, il progetto di legge che si proponeva di estendere in modo indiscriminato e senza garanzie la cittadinanza italiana a chiunque sia nato e nasca in Italia.

Più che un ripensamento si è trattato di una resa, la presa d’atto che oggi non ci sono in Senato numeri sufficienti per una sicura approvazione. La legge è ritirata, e noi sospendiamo la raccolta di firme per fermare questa legge scellerata che abbiamo aperto nei giorni scorsi in contrapposizione a quella – di segno opposto – che La Repubblica, avendo da tempo perso il polso del Paese e quello della politica, lanciò tra i suoi (soliti) intellettuali di riferimento, sempre pronti a sposare cause perse.

Persino il Papa, e sottolineo questo Papa, alla fine ha dovuto ammettere che la solidarietà e l’accoglienza sono pericolose se escono dai binari della legalità e delle garanzie reciproche. E che quindi bene fa uno Stato a tutelare se stesso e i profughi regolando i flussi e ponendo condizioni. Un concetto semplice, per nulla razzista, che le forze politiche e culturali del centrodestra sostengono da sempre. Bene, un nuovo ius soli, così come partorito dalla sinistra e già approvato alla Camera, sarebbe andato in senso esattamente opposto, cioè a una mera legalizzazione dell’illegalità con tutti i rischi e le conseguenze del caso.

Ben venga che i figli degli immigrati, ovunque siano nati, frequentino le nostre scuole e giochino con i nostri figli, ovvio che siano curati adeguatamente nei nostri ospedali e che nulla manchi loro. Ma «diventare italiano» è altro, è molto di più che un diritto. La Patria non è la terra dove casualmente nasci, Patria è – letteralmente – la «terra dei padri» e per farne parte non basta un certificato, non certo una leggina approvata a colpi di maggioranza – o addirittura con la fiducia – da un parlamento a fine corsa e delegittimato.

Comunque prima bisogna essere sicuri di avere ripreso il controllo del rubinetto che regola le entrate. Perché l’Italia può certamente essere per molti ma non per tutti. Decidiamo noi, non la mafia degli scafisti e dei trafficanti di uomini.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ciaone-ius-soli-1441350.html

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