Stupri Rimini, la famiglia dei marocchini non poteva stare in Italia

Lo stupro di Rimini uno stupro di Stato? L’affermazione è forte, certo, eppure andando ad analizzare a fondo la vicenda non si può non tenere conto di alcuni particolari decisivi, che mettono l’intera vicenda sotto un’altra luce.

Si parla, in questo caso, dei due fratelli marocchini e minorenni, i primi ad essersi consegnati. E del loro padre, entrato in Italia negli anni ’90 – come riporta Il Giornale – e si insedia in Veneto. È irregolare, ma una sanatoria del 1995 gli dà la possibilità di regolarizzare la sua posizione. Peccato che poi inciampi nella legge, tra denunce, arresti e altri precedenti: permesso revocato, lui dovrebbe essere espulso. Ma, afferma, deve accudire i suoi bimbi. Di solito è la madre a rivendicare quest’occupazione. Peccato però che la madre sia clandestina. Insomma, nessuno è regolare nella famiglia che ha allevato i due baby-stupratori. E nessuno, in Italia, ci sarebbe dovuto restare. Ma tant’è, questo il Paese in cui tutto è possibile (per gli immigrati). Ma se le leggi fossero più dure, e soprattutto applicate e rispettate, forse avremmo avuto due stupratori in meno a casa nostra.

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13228300/stupro-di-rimini-fratelli-marocchini-madre-clandestina-padre-espulso.html

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