Incinta a 11 anni, arrestato per stupro un amico di famiglia

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Incinta di quasi cinque mesi a 11 anni a seguito di violenze da parte di un 35enne, nigeriano come la famiglia protagonista di questa storia che si svolge in un piccolo appartamento di Barriera di Milano.

L’uomo, che sarebbe un “amico di famiglia”, è stato arrestato nei giorni scorsi dalla polizia con l’accusa di stupro. A scoprire la gravidanza è stata la mamma della bambina che preoccupata per il rigonfiamento all’addome della figlia l’ha accompagnata in ospedale dove i sanitari hanno accertato che a causare la pancia gonfia era l’avanzato stato di gravidanza.

Secondo i primi accertamenti la bambina per alcuni mesi sarebbe stata vittima delle violenze dell’uomo che era ospite di parenti della bimba, ai quali la ragazzina insieme ai fratelli veniva affidata dai genitori quando questi erano fuori di casa per lavoro.

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E’ non solo sbagliato, è un delitto vero e proprio, fare questo è uccidere una persona, e farlo a un minore significa condizionarlo per sempre. Tanto più se la violenza arriva da un educatore o comunque da una persona di cui ci si fida“.

Così l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, commenta lo stupro ai danni della bambina, di origine nigeriana, di undici anni rimasta incinta a Torino. “Purtroppo – ha aggiunto – sappiamo che questi fatti capitano. A volte vengono a galla, a volte no, ma ce ne sono molti di più di quanti pensiamo. La ricerca del piacere e del potere presente in tante persone che sembrano esteriormente normali credo dipenda da una cultura, che è andata crescendo, in cui il dominio degli altri, dei più deboli, è vista come una cosa scontata”.

“E’ una cultura – ha aggiunto – che è diventata pansessualista, per cui si può dare sfogo agli impulsi sessuali in qualsiasi modo e in qualsiasi forma. Ma usare la violenza sessuale è un delitto e va punito”.

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