RABAT – Quasi 50 mila minori, soprattutto bambine, risultano sposati in Marocco nel 2014, data dell’ultimo censimento.

EPA/YAHYA ARHAB

Il fenomeno dei matrimoni di minorenni secondo le cifre Hcp, l’Alto commissariato al piano del Marocco, riguarda lo 0,8 per cento della popolazione con meno di 18 anni. Sono soprattutto le bambine (45.800) quelle al centro dell’attenzione e in maggioranza provengono da un contesto rurale (55,9%).

Al momento del censimento generale della popolazione, il 2,3 per cento delle minorenni aveva chiesto il divorzio e lo 0,6 era rimasto vedovo. Malgrado la giovanissima età poco meno di 4.369 bambini sono capifamiglia, l’81,5% sono ragazzi e un po’ meno dei due terzi (61,6%) abitano nelle grandi città marocchine.

Nel 2014, al momento cioè della fotografia della popolazione, i giovani con meno di 18 anni rappresentavano quasi un terzo del paese (33,6%). Un numero in lieve aumento rispetto al 2004, anno del precedente censimento, quando erano 11,08 milioni rispetto ai quasi 11,33 di dieci anni dopo.

In maggioranza (51%) sono maschi, rispetto al 49% delle ragazze, e per il 55,9 per cento dei casi risiedono in contesti urbani contro il 44,1 delle campagne. In previsione, nel 2030 si calcola che arriveranno a toccare il 26,7 per cento della popolazione, raggiungendo il numero di 10 milioni e mezzo.

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