Coisp: la prof di Torino e la chiara volontà di ucciderci

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Il Coisp dopo le parole della professoressa di Torino: “Nessuna
frase choc, esplicita ciò che sappiamo già, la chiara volontà di certi
‘manifestanti pacifisti’ di ucciderci. Ma la vera paura è che una così possa
‘insegnare’ ai nostri figli

“Il senso di nausea e raccapriccio che ci provocano le parole della
‘professoressa’ torinese che vuole che i Poliziotti muoiano è inferiore solo
al senso del dovere che, ancora e nonostante tutto, ci porta nelle strade a
svolgere il nostro servizio, anche per lei e per quelli che, come lei,
manifestano continuamente il loro chiaro intento. Perché è bene chiarire che
la frase della ‘signora’ non ha nulla di scioccante per noi. Il senso di
quelle parole, con cui esplicita chiaramente la volontà di vederci morti e
persino di ucciderci, noi lo misuriamo ogni giorno facendo questo lavoro, lo
‘sentiamo’ sulla nostra pelle rischiando continuamente la vita per i più
disparati motivi, non ultimo, purtroppo, il pervicace accanimento dei
‘pacifisti’ che ormai quotidianamente sciamano nelle strade per il corteo di
turno”.

Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente
di Polizia, a proposito del filmato in cui un’insegnante in prima linea
negli scontri di piazza a Torino tra antifascisti e Casapound, Lavinia
Flavia Cassaro, urla alle Forze dell’ordine schierate in strada:
“Vigliacchi, mi fate schifo, dovete morire”. Intervistata da Matrix ha poi
ribadito: “Sì, ho detto quelle parole perché loro stanno proteggendo i
fascisti, e perché un giorno potrei trovarmi fucile in mano a combattere
contro questi individui”. In studio la replica di Matteo Renzi: “Dovrebbe
essere licenziata”.

“Non possiamo che condividere totalmente le parole di Renzi – conclude
Pianese -. Perché se noi Poliziotti italiani andiamo in strada a difendere
la legge, le regole, i cittadini, pur tornando a casa sistematicamente con
ossa rotte, schegge di metallo addosso, bastonate e chi più ne ha più ne
metta, per quattro soldi e senza alcuna seria tutela, abbiamo la forza e lo
spirito di sacrificio per farlo. Ma pensare che una donna così possa entrare
in un’aula e ‘insegnare’ ai nostri figli, magari agli orfani di uno dei
tanti Poliziotti morti per questo Paese, questo sì che ci fa paura”.

COMUNICATO STAMPA COISP

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