Scontri di piazza, sporcizia e criminalità: Barcellona fa paura. E i turisti fuggono

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Perché la capitale della Catalogna, la Sydney accogliente e assolata del Mediterraneo, esercita un fascino magico e magnetico sul viaggiatore. Un fascino, però, che negli ultimi cinque anni si è affievolito, soffocato da una gestione politica e finanziaria troppo spensierata. A darle il colpo letale è stata l’asfissiante crisi tra i separatisti e gli unionisti che ha imbrattato di sangue ed escrementi le sue strade, spaventando i turisti (-9% rispetto al 2017 %, fonte il quotidiano El Confidencial), spargendo odio e rancore, dividendo e incattivendo gli animi in ufficio e in famiglia. I volti coperti di sangue, bollettino dei tafferugli tra polizia e indipendentisti, li ha visti il mondo intero. Sabato scorso gli ultimi scontri con arresti e feriti. L’autunno catalano è già bollentissimo.

Sulla sindaca, Ada Colau, avvocato che fino a sei anni fa insegnava agli sfrattati a riprendersi le case senza troppi complimenti, e sulla sua gestione priva di sicurezza, piovono da mesi le critiche più taglienti. Eletta da una lista cittadina di sinistra, dopo gli attentati islamisti del 17 agosto 2017, ha schivato l’amara polemica con Madrid sulle informative dell’Intelligence spagnola che aveva avvisato Barcellona della priorità di proteggere le Ramblas per l’altissimo rischio terrorismo. La microcriminalità è aumentata (+12%) e gli agenti per le strade diminuiti. Gli scippi rovinano la fiesta ai turisti sulle Ramblas, un plotone di mendicanti ha ripreso il centro, al porto turistico i sans papiel sono tornati in massa a vendere tutto ciò che è contraffatto. Anche una nutrita squadra di cinesi ora preferisce i marciapiedi. Poi c’è lo spaccio: per trovare eroina, cocaina e anfetamine si va dai tunisini e algerini se non sono già venuti da voi. Si spaccia in centro, a due passi dalla Pedrera di Antoni Gaudì. Prezzi da cinque euro. Per la marijuana basta rivolgersi direttamente ai bar del Gotico o del Raval. I pakistani oltre a vendere mojitos annacquati e lattine di birra nascoste nei tombini fognari, ora spacciano palline di cocaina e bicarbonato.

I turisti scappano e preferiscono Valencia. Decine di teli appesi ai balconi avvisano: «No turistas, si clandestinos». La Colau ha dichiarato guerra ad Airbnb. S’invitano i barcellonesi alla delazione, quando sono loro stessi i primi ad affittare in nero le loro case nei periodi di massima richiesta. Si stima una decina di milioni di euro in nero tra maggio e ottobre. Una legge della sindaca ha bloccato fino al 2026 la costruzione degli hotel. Ha persino vietato un albergo fatto da loculi super-tech, tipo alveare, a basso prezzo. Barcellona non incanta più, intanto Manuel Valls, ex premier francese nato in Catalogna, vuole la poltrona di sindaco alle comunali di maggio 2019. Promette di ridare splendore alla bella ammaliatrice caduta in disgrazia.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/barcellona-fa-paura-e-i-turisti-fuggono-valencia-1584220.html

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