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	<title>Lisistrata</title>
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	<description>Chi non mi vuole non mi merita A.B.</description>
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		<title>Carpi: 70mila euro per pagare bollette al campo nomadi</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 17:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->Il consigliere regionale Andrea Leoni vuole sapere quale sia il numero dei nomadi attualmente presenti regolarmente all’interno del campo di via Nuova Ponente a Carpi (Modena). Per questo motivo, ha rivolto un’interrogazione alla Giunta regionale dove segnala che l’amministrazione comunale carpigiana avrebbe stanziato 70.000 euro nel bilancio comunale di previsione 2013 da destinare al pagamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/campo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4991" title="campo" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/campo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il consigliere regionale <strong>Andrea Leoni </strong>vuole sapere quale sia il numero dei nomadi attualmente presenti regolarmente all’interno del campo di via Nuova Ponente a Carpi (Modena).</p>
<p>Per questo motivo, ha rivolto un’interrogazione alla Giunta regionale dove segnala che l’amministrazione comunale carpigiana avrebbe stanziato <strong>70.000 euro nel bilancio comunale di previsione 2013 da destinare al pagamento delle bollette per le utenze di quel campo nomadi</strong>.</p>
<p>Leoni, a questo proposito, stigmatizza che “da decine di anni la Regione Emilia Romagna eroga contributi alle amministrazioni locali per progetti finalizzati all’accoglienza e al sostegno della popolazione nomade” e che nel novembre del 2009, in risposta a una precedente interrogazione, il Comune di Carpi avrebbe confermato di aver speso<strong> 258.000 euro in quattro anni per pagare le bollette per il consumo di elettricità di 56 persone presenti nel campo</strong>.</p>
<p>In risposta alla stessa interrogazione e alla luce dello “stato di degrado e di insicurezza registrato all’interno del campo”, la stessa Giunta comunale aveva annunciato &#8211; scrive Leoni &#8211; l’impegno a trovare soluzioni alternative al campo e comunque a procedere alla sospensione del pagamento delle bollette per le utenze.</p>
<p>Ancora oggi, tuttavia, a parere del consigliere, non sarebbero state trovate soluzioni per il campo nomadi e si continuerebbe a finanziare con soldi pubblici questa realtà di degrado ambientale e sociale.</p>
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		<title>Governo Letta, dal fumo alla puzza di bruciato</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 16:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[governo letta]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->di Marco Fontana Il Governo Letta non è mai decollato. Questo è un dato di fatto evidente, poiché sin dal primo giorno, dopo il suo applauditissimo discorso d’insediamento, il neo presidente del Consiglio ha dovuto resistere da un lato al ripetuto fuoco amico dei compagni di partito e dall’altro all’abbraccio mortale del nemico storico Silvio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p>di Marco Fontana</p>
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<p><em><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/letta1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4988" title="letta" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/letta1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Governo Letta non è mai decollato. Questo è un dato di fatto evidente, poiché sin dal primo giorno, dopo il suo applauditissimo discorso d’insediamento, il neo presidente del Consiglio ha dovuto resistere da un lato al ripetuto fuoco amico dei compagni di partito e dall’altro all’abbraccio mortale del nemico storico Silvio Berlusconi.</strong></em></p>
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<p>Una situazione surreale, nella quale a essere messa in dubbio non era (come invece sarebbe stato legittimo) la direzione politica da intraprendere per un governo di larghe intese, bensì la stessa stabilità numerica dell’Esecutivo. La conseguenza di ciò è stata per il Governo di Letta&amp;soci una continua e inesorabile discesa verso l’inferno, fatta di indecisionismo di maniera e sospensione a tempo indeterminato delle criticità. Un modus operandi del classico tipo tanto per tirare a campare, come si dice in Italia, cioè aggrappandosi alla speranza cristiana che la ripresa economica arrivi per grazia divina, e non rimboccandosi le maniche.</p>
<p>Il “decreto del fare”, che inizia a delinearsi in tutta la sua fragilità, è la degna rappresentazione di questo non-governo. Per carità, non che il decreto preveda cose inutili, anzi. Sancire l’impignorabilità della prima casa per debiti tributari inferiori ai 120mila euro; rivedere i poteri di Equitalia, riportandoli ad un livello civile; prevedere una sola scadenza per gli obblighi amministrativi; istituire l’automaticità del cambio di residenza; adottare una multa per gli uffici pubblici che non rispondono in tempi congrui alle imprese: sono tutti interventi auspicabili, ma praticamente a costo zero per lo Stato. Per quest’ultimo si prevede un esborso soltanto per il finanziamento di alcune grandi opere, per 3 miliardi di euro, al fine di aiutare il credito alle imprese (l’erario prevede un investimento di 440milioni di euro). Ora,con 3,5 miliardi si può pensare sul serio di rilanciare l’economia? Assolutamente no, i dati macroeconomici che vengono giornalmente comunicati da tutti gli istituti di ricerca non lasciano spazio a dubbi in questo senso.</p>
<p>Il fumo che Letta si è abituato a vendere nelle prime settimane di governo, sta iniziando a puzzare di bruciato. Se ne sono già accorte le Regioni italiane, le quali venerdì scorso hanno scoperto, nello sconcerto generale, che nonostante gli annunci fatti pubblicamente a mezzo stampa vi sono a disposizione solamente 550 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali in deroga. Il ruolo del latore dell’infausta novella è spettato al sottosegretario Dell’Aringa, neppure al Ministro in carica. Il fatto è tanto più grave in quanto durante l’incontro con i giornalisti Enrico Letta aveva comunicato chiaramente di aver accantonato un miliardo di euro per questo intervento. Una bugia dalle gambe corte che rischia di avere forti ripercussioni. La vicenda è infatti incresciosa, se si pensa che ad oggi sono circa 150 mila i lavoratori italiani che non ricevono l’indennità da oltre sei mesi. Una situazione scandalosa,perché molto di essi non hanno più i soldi né per mangiare né per onorare il pagamento del mutuo sulla propria casa. Una polveriera che rischia di esplodere in mano a dei parlamentari, che paiono però godere nell’esercitare l’arte delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. Intanto i suicidi causati dalla mancanza di lavoro sono aumentati del 30% nell’ultimo anno.</p>
<p>La verità è che il Governo Letta è entrato nel frullatore dei giochi di palazzo ancor prima di aver iniziato ad agire. Pier Luigi Bersani, da un lato, e Matteo Renzi,dall’altro, stanno giocando la medesima partita: quella di sfasciare l’attuale governo di larghe intese. Per i due esponenti del Partito Democratico cambiano solo le motivazioni: il primo è guidato dal rancore e dall’astio per aver perso l’occasione di diventare premier, il secondo è mosso da un’insostenibile e cieca ambizione. Non è un caso che proprio tre giorni fa Bersani abbia affermato in una intervista che “è ancora possibile un governo di cambiamento”, confidando nella spaccatura del Movimento grillino e nella riappacificazione con i vendoliani di Sinistra e Libertà. Un’affermazione grave che, nonostante la marcia indietro effettuata il giorno seguente, è deflagrata con l’effetto di una bomba a orologeria all’interno del Governissimo, affievolendone ancor di più la capacità di decidere. Una debolezza della quale si fanno forti Unione Europea e Germania per continuare a dettar legge sulla sovranità italiana, nel silenzio assordante di Pd e PdL.</p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;">http://italian.ruvr.ru/2013_06_19/Governo-Letta-dal-fumo-alla-puzza-di-bruciato/</span></p>
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		<title>Carceri, Cancellieri: l&#8217;amnistia e&#8217; unica soluzione</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 15:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[amnistia]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti immigrati]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->19 GIU &#8211; &#8220;E&#8217; giusto che sia il Parlamento a decidere qualsiasi provvedimento di clemenza, ma io credo che sarebbe l&#8217;unica soluzione, la strada maestra, per respirare un attimo e poter ripartire bene&#8221;. Lo ha detto a Radio Radicale il ministro della giustizia Annamaria Cancellieri a proposito delle carceri. Carceri che continuano a scoppiare:al 31 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/cancellieri.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4985" title="cancellieri" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/cancellieri-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>19 GIU &#8211; &#8220;E&#8217; giusto che sia il Parlamento a decidere qualsiasi provvedimento di clemenza, ma io credo che sarebbe l&#8217;unica soluzione, la strada maestra, per respirare un attimo e poter ripartire bene&#8221;.</p>
<p>Lo ha detto a Radio Radicale il ministro della giustizia Annamaria Cancellieri a proposito delle carceri. Carceri che continuano a scoppiare:al 31 maggio scorso i detenuti erano quasi 66mila (65.886) a fronte di una capienza di 46.945 posti e 24.342 in attesa di giudizio.</p>
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		<title>Amm.De Giorgi: marina a rischio, 20mila in cassa integrazione</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 15:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->19 GIU &#8211; La flotta della Marina militare e&#8217; a rischio di estinzione. E&#8217; l&#8217;allarme lanciato in Parlamento dal capo di Stato maggiore, Giuseppe De Giorgi, il quale ha spiegato che &#8221;nell&#8217;ultimo decennio sono entrate in linea solo 10 navi, a fronte della radiazione di 20 ed entro il 2025 ne saranno dismesse altre 51&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/degiorgi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4982" title="degiorgi" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/degiorgi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>19 GIU &#8211; La flotta della Marina militare e&#8217; a rischio di estinzione. E&#8217; l&#8217;allarme lanciato in Parlamento dal capo di Stato maggiore, Giuseppe De Giorgi, il quale ha spiegato che &#8221;nell&#8217;ultimo decennio sono entrate in linea solo 10 navi, a fronte della radiazione di 20 ed entro il 2025 ne saranno dismesse altre 51&#8221;.</p>
<p>E&#8217; urgente un piano di costruzioni che &#8221;concorrerebbe non solo alla sopravvivenza della flotta, ma salverebbe anche la cantieristica, scongiurando la cassa integrazione per 20.000 persone&#8221;.</p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;">da http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/12/difesa-nuove-navi-da-guerra-per-marina-e-per-leni-chi-paga/622771/</span></p>
<p>De Giorgi vuole che la sua forza armata non sia più “la <strong>cenerentola</strong> in termini di budget rispetto ad esercito e aeronautica”, come ha detto qualche settimana fa, e per questo oggi chiede per la Marina “rinnovate attenzioni da parte della nazione”. Come a dire: basta parlare solo dei <strong>cacciabombardieri F-35</strong> perché anche la Marina ha le sue esigenze. Che non si limitano alle dieci famose fregate multi-missione Fremm da 5,68 miliardi, per le quali il nuovo sottosegretario alla Difesa, <strong>Roberta Pinotti</strong>, ha appena sbloccato un nuovo finanziamento da <strong>749 milioni</strong> di euro promettendone un altro entro fine anno.</p>
<p>L’ammiraglio si riferisce infatti a un nuovo programma di <strong>riarmo navale</strong> del quale, fino a poche settimane fa, nessuno aveva mai sentito parlare: quello per l’acquisizione di dodici unità multiruolo di tipo Lcs (Litoral Combat Ship, ovvero <strong>navi da combattimento costiero</strong>) che dovrebbero rimpiazzare i 12 pattugliatori classe Soldati, Cassiopea e Comandanti (questi ultimi entrati in servizio solo nel 2001-2002), le 4 fregate classe Maestrale non ammodernate e 6 delle 8 corvette classe Minerva – le unità in dismissione nei prossimi anni sono una trentina, e secondo De Giorgi arriveranno a 51 nell’arco di 10 anni.</p>
<p>Ma quanto costeranno queste nuove navi? In una recente intervista alla rivista specializzata americana <em>Defense News</em>, De Giorgi ha spiegato: “La nave che ho in mente per affiancare le Fremm è una nave dual-use, veloce e modulare, lunga 125 metri e larga 15, con una stazza da 4 tonnellate e una velocità di almeno 35 nodi, armata con un cannone da 127 mm a prua e uno da 76 mm a poppa e dotata di una ponte d’atterraggio per elicotteri. Saranno una versione semplificata delle Fremm e rispetto a queste costeranno circa due terzi”. Poiché ogni Fremm costa in media mezzo miliardo di euro, le nuovi navi verranno almeno 300 milioni l’una. Il che significa 3,6 miliardi per l’intero programma. [...]</p>
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		<title>Punjab, giovane cristiano muore per le torture della polizia</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 18:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persecuzioni religiose]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzione dei cristiani]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->18 giu &#8211; Fermato dalla polizia senza una prova né l&#8217;ordinanza di un giudice; trattenuto per nove giorni in custodia cautelare e sottoposto a torture e abusi per estorcere una confessione di un crimine mai commesso; e la morte avvenuta per le gravissime ferite riportate, tanto che i medici hanno riscontrato &#8220;la frattura di 22 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/pakist.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4979" title="pakist" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/pakist-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>18 giu &#8211; Fermato dalla polizia senza una prova né l&#8217;ordinanza di un giudice; trattenuto per nove giorni in custodia cautelare e sottoposto a torture e abusi per estorcere una confessione di un crimine mai commesso; e la morte avvenuta per le gravissime ferite riportate, tanto che i medici hanno riscontrato &#8220;la frattura di 22 ossa del corpo&#8221;. È la drammatica storia del 20enne cristiano Irfan Masih, originario di Sharikpur, distretto di Sheikhupura (nella provincia del Punjab) deceduto il 16 giugno fra le mani dei suoi aguzzini, tutti agenti della polizia pakistana.</p>
<p>Il giovane, operaio in una ditta della zona, è stato arrestato l&#8217;8 giugno perché sospettato di omicidio; secondo la famiglia egli è stato trattenuto per diversi giorni in caserma, pur senza prove concrete o un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal magistrato. Il 16 giugno è morto a causa delle violenze subite, certificate dai dottori che parlano nel referto di &#8220;fratture multiple&#8221;.</p>
<p>Nonostante la barbarie commessa, i funzionari di polizia di Sharikpur non mostrano segni di pentimento. Per il responsabile della caserma, Masih &#8220;non ha saputo reggere&#8221; le torture ed è morto. Il vice aggiunge laconico, e senza alcun rimorso, che era impegnato ad accertare la verità su un delitto e poco importa che sia deceduto. &#8220;Ma che importanza ha la sua morte &#8211; ha dichiarato il vice-ispettore Variam Ali &#8211; molta gente muore ogni giorno&#8221;.</p>
<p>Attivisti pro diritti umani e associazioni &#8211; fra cui <em>Life for All</em> &#8211; condannano la barbarie e hanno indetto una protesta a Lahore. È già pronta una denuncia all&#8217;Alta corte della città, per chiedere giustizia sulla vicenda e ottenere la condanna dei torturatori, anche se il caso si presenta difficile perché sono coinvolte forze di polizia. Intanto la famiglia del giovane è sotto protezione e nascosta in un luogo al sicuro.</p>
<p>Il Pakistan non è nuovo a casi di malagiustizia, omicidi extragiudiziali e morti sospette in carcere o nelle caserme di polizia. <em>AsiaNews</em> ha più volte denunciato questi atti di violenza, come avvenuto nel 2009 con il decesso in carcere di <a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=16328&amp;size=A">Robert Fanish Masih</a>, denunciato per un presunto (e falso) caso di blasfemia. Sempre in base alla &#8220;legge nera&#8221; era finito in cella un giovane affetto da disturbi mentali, <a href="http://www.asianews.it/notizie-it/Punjab:-accusato-di-blasfemia,-cristiano-22enne-con-disturbi-mentali-muore-in-carcere-26524.html">morto per un &#8220;malore improvviso&#8221;</a> e molto sospetto ai primi di dicembre. Commentando questi casi p. John Gill, sacerdote a Lahore, auspica &#8220;indagini rigorose&#8221; che facciano giustizia. &#8220;Irfan Gill Masi era l&#8217;unico figlio &#8211; aggiunge &#8211; e ci chiediamo ancora oggi quale fosse la sua colpa. Perché è stato strappato alla famiglia in modo così brutale. Queste vicende devono finire e gli organismi preposti intervenire per riportare giustizia&#8221;.</p>
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		<title>Islam, Imam: &#8220;Entro l&#8217;Expo una moschea a Milano&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 18:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano e Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[moschea]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->18 giu &#8211; Siamo ottimisti, speriamo di riuscire ad avere un luogo di culto riconosciuto entro Expo 2015&#8243;. L&#8217;auspicio e&#8217; dell&#8217;Imam di Cascina Gobba, Abdellah Tchina, che oggi ha partecipato a Milano all&#8217;incontro del Comitato Internazionale di Oasis, presieduto dal cardinale Angelo Scola. Dopo una lunga attesa senza aver risposta, la comunita&#8217; di Viale Padova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/moschea.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4976" title="moschea" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/moschea-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>18 giu &#8211; Siamo ottimisti, speriamo di riuscire ad avere un luogo di culto riconosciuto entro Expo 2015&#8243;. L&#8217;auspicio e&#8217; dell&#8217;Imam di Cascina Gobba, Abdellah Tchina, che oggi ha partecipato a Milano all&#8217;incontro del Comitato Internazionale di Oasis, presieduto dal cardinale Angelo Scola. Dopo una lunga attesa senza aver risposta, la comunita&#8217; di Viale Padova decise di stanziare un milione e 400 euro e ristrutturare la moschea di Cascina Gobba, ma questa realta&#8217;, tuttora funzionante, e&#8217; ancora in attesa di essere riconosciuta dal Comune.</p>
<p>L&#8217;Imam ha mostrato ottimismo per come stanno andando le cose e apprezzamento per la decisione delComune di istituire l&#8217;Albo delle comunita&#8217; religiose. &#8220;Il Comune di Milano &#8211; ha osservato l&#8217;Imam &#8211; sta facendo un percorso per regolarizzare i centri come il nostro, e questo lo apprezziamo molto. Ci siamo iscritti all&#8217;Albo e aspettiamo i risultati. Ma la decisione del Comune e&#8217; stato un atto coraggioso, che abbiamo apprezzato, e speriamo possa essere d&#8217;esempio per le altre citta&#8217;&#8221;.</p>
<p>Quanto alla tempistica, sebbene la speranza sia di avere una &#8216;regolarizzazione&#8217; entro il 2015, l&#8217;Imam preferisce non fare polemiche: &#8220;ogni cosa a suo tempo&#8221;. E aggiunge: &#8220;Siamo una minoranza religiosa. Sappiamo che dobbiamo aspettare e abbiamo speranza nelle autorita&#8217; religiose e istituzionali. L&#8217;importante e&#8217; arrivare a un risultato e che ci sia una volonta&#8217; seria. Non abbiamo fretta&#8221;. La creazione di una mosche a Milano sarebbe &#8220;un bene per tutta la citta&#8217; &#8211; ha concluso l&#8217;Imam algerino &#8211; perche&#8217; qui manca un aspetto. Manca a Milano, come invece c&#8217;e&#8217; in altre citta&#8217;, una moschea vera&#8221;.</p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;">http://www.affaritaliani.it/ultimissime/flash.asp?ticker=170613154034</span></p>
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		<title>Milano: sgominata banda di stranieri, lucciole sfruttate e minacciate</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 17:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano e Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->Tre bande criminali, per un totale di nove fermi, sono state scoperte dalla Squadra mobile della polizia di Milano e accusate di sfruttamento della prostituzione. L&#8217;operazione è durata qualche mese e ha permesso di accertare come i criminali facesso pagare &#8211; sotto minaccia &#8211; un &#8216;pizzo&#8217; alle lucciole per poter sostare sui marciapiedi. Gli arrestati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/prost.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4973" title="prost" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/prost-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Tre bande criminali,</strong> per un totale di nove fermi, sono state scoperte dalla Squadra mobile della polizia di Milano e accusate di sfruttamento della prostituzione.</p>
<p><strong>L&#8217;operazione è durata qualche mese</strong> e ha permesso di accertare come i criminali facesso pagare &#8211; sotto minaccia &#8211; un &#8216;pizzo&#8217; alle lucciole per poter sostare sui marciapiedi.</p>
<p><strong>Gli arrestati</strong> sono di diverse nazionalità. I soggetti arrestati Ioan B., 26enne romeno, noto come &#8220;il moldavo&#8221;, a capo di una delle tre bande, fermati anche i suoi collaboratori: un 26enne romeno Mihai G., e Claudio M., 56enne italiano con precedenti specifici. L&#8217;italiano precisamente aveva il ruolo di driver, cioè accompagnava le ragazze dalla baracca dove abitavano, in zona San Dionigi, alla loro zona di lavoro in viale Ortles e dintorni.</p>
<p><strong>Un&#8217;altra delle cellule individuate</strong> è composta da &#8220;il rumenu&#8221; Giorge R.P. 23enne e da Max C.V. 23enne e da un soggetto ancora ricercato. Mentre della terza banda è stata arrestata solo una persona, Florin Ion F. di 29 anni, gli altri due sono ricercati.</p>
<p><strong>Le ragazze al momento coinvolte sono 6</strong>, di cui una minorenne, tutte provenienti dalla stessa area geografica in Romania, ma esiste un riciclo continuo senza azioni di ricatto, a quanto</p>
<p>: <a href="http://www.milanotoday.it/cronaca/arresti-sfruttamento-prostituzione-18-giugno-2013.html">http://www.milanotoday.it/cronaca/arresti-sfruttamento-prostituzione-18-giugno-2013.html</a></p>
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		<title>Italiano ucciso in Siria era indagato per arruolamento a fine terrorismo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 14:49:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamentalismo]]></category>
		<category><![CDATA[terroristi islamici]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->Genova, 18 giu. (LaPresse) &#8211; Era indagato già da tempo dalla procura di Genova per il reato di arruolamento con finalità di terrorismo Giuliano Delnevo, il giovane morto in Siria durante i combattimenti in atto nel Paese. Lo ha detto il procuratore di Genova Michele Di Lecce, spiegando che si tratta di una indagine, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><div id="pos1"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/delnevo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4970" title="delnevo" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/delnevo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Genova, 18 giu. (LaPresse) &#8211; Era indagato già da tempo dalla procura di Genova per il reato di arruolamento con finalità di terrorismo Giuliano Delnevo, il giovane morto in Siria durante i combattimenti in atto nel Paese. Lo ha detto il procuratore di Genova Michele Di Lecce, spiegando che si tratta di una indagine, di profilo internazionale, iniziata da tempo e in cui sono coinvolge altre persone, la cui attività era rivolta più all&#8217;estero che in Italia, non solo per quanto riguarda il reclutamento, ma anche l&#8217;organizzazione e l&#8217;addestramento.</div>
<div></div>
<div>Oltre all&#8217;indagine, che va avanti da mesi, in cui il giovane è indagato per il reato di arruolamento con finalità di terrorismo, insieme ad altre persone, &#8220;non c&#8217;è, invece, al momento, uno specifico fascicolo aperto sulla morte di Delnevo&#8221;, ha aggiunto il procuratore Di Lecce.</div>
<div id="pos2"></div>
<div>Il ragazzo aveva lasciato l&#8217;Italia ed era andato in Siria per combattere. Ma poi non ci sono altri dati e non è mai arrivata la conferma &#8220;inequivocabile&#8221; della sua morte, né dalla Farnesina né dal governo siriano. Anche il suo corpo non è stato trovato e la famiglia, che non è stata ancora formalmente sentita dagli investigatori, ha delle &#8220;impressioni&#8221; a riguardo ma non ha elementi certi sul decesso.</div>
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		<title>Brasile, 100mila manifestano contro il governo. Scontri a Rio: 30 feriti</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 14:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/BRASILE.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4967" title="Brazil Confed Cup Protests" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/BRASILE-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>18 giu &#8211; Oltre 100mila persone sono scese in piazza ieri sera in diverse città del Brasile per manifestare contro l&#8217;aumento dei prezzi dei trasporti, e gli scarsi servizi sanitari, di educazione e di sicurezza, nonostante l&#8217;aumento della pressione fiscale. I partecipanti alle marce hanno anche contestato l&#8217;uso eccessivo della forza dal parte della polizia contro i dimostranti scesi in piazza la settimana scorsa a San Paolo, sui quali sono stati sparati proiettili di gomma. Le proteste di questi giorni arrivano dopo i match di apertura della Confederations Cup che si sono tenuti nel weekend, e ad un mese dalla visita del Papa, prevista per quest&#8217;estate. I manifestanti si dicono preoccupati per le alte spese previste per l&#8217;organizzazione dei Mondiali di calcio del 2014 e i Giochi olimpici del 2016.</p>
<div id="pos3">DISORDINI A RIO. Benché nella maggior parte dei casi si sia trattato di marce pacifiche, alcuni scontri con la polizia di sono registrati a Rio de Janeiro, Porto Alegre e Belo Horizonte. Secondo quanto riporta il giornale O Globo, citando funzionari della città di Rio, qui almeno 20 agenti e 10 manifestanti sono rimasti feriti. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni e proiettili di gomma quando un gruppo ha invaso l&#8217;assemblea legislativa di Stato e tirato pietre contro gli agenti. Ma gran parte delle decine di migliaia di persone che hanno marciato nella metropoli lo hanno fatto pacificamente. A Belo Horizonte, secondo cifre della polizia, 20mila persone hanno manifestato prima dell&#8217;inizio della partita Tahiti-Nigeria di Confederations Cup. In precedenza, i dimostranti avevano innalzato barricate e bruciato copertoni di gomma su una vicina strada, bloccando il traffico.</div>
<div id="pos5"></div>
<div>65MILA A SAN PAOLO. Proteste si sono tenute anche a Curitiba, Belem e Salvador. A San Paolo, invece, almeno 65mila persone si sono radunate in una piccola piazza e poi hanno iniziato a marciare in tre diverse direzioni, a passo di samba, suonando tamburi e cantando slogan anto-corruzione. Hanno inoltre inveito contro l&#8217;aumento del biglietto di autobus e metropolitana, motivo che aveva innescato le prime proteste della scorsa settimana. La polizia, intanto, ha cambiato tattica. A San Paolo, i comandanti hanno detto pubblicamente prima della protesta che avrebbero provato a evitare le violenze, ma hanno avvertito che avrebbero potuto ricorrere alla forza se i manifestanti avessero distrutto delle proprietà. Nelle prime ore di marcia, che poi è continuata tutta la notte, nella città era poco percettibile la presenza delle forze di sicurezza.</div>
<div id="pos7"></div>
<div>TASSE ALTE, SCARSA SICUREZZA. &#8220;Questo è un urlo comune che dice: non siamo soddisfatti&#8221;, commenta Maria Claudia Cardoso in una strada di San Paolo. &#8220;Siamo massacrati dalle tasse del governo, ma &#8211; aggiunge &#8211; quando al mattino usciamo di casa per andare a lavorare, non sappiamo se torniamo vivi a causa delle violenze. Non abbiamo buone scuole per i nostri figli. I nostri ospedali sono in un terribile stato. La corruzione è diffusa. Queste proteste faranno storia e faranno svegliare i nostri politici sul fatto che non li sosterremo più!&#8221;.</div>
<div id="pos9"></div>
<div>A BRASILIA SU TETTO PARLAMENTO. Migliaia di persone hanno marciato pacificamente anche nella capitale Brasilia, in direzione del Congresso. Alcune decine di dimostranti sono riuscite a salire su un tetto del Parlamento, battendo le mani e alzando le braccia al cielo. Alcune finestre dell&#8217;edificio sono state rotte, ma la polizia non è intervenuta con la forza.</div>
<div id="pos11"></div>
<div>ROUSSEFF: PROTESTE PACIFICHE SONO LEGITTIME. Nella notte è arrivato anche il commento della presidente Dilma Rousseff, che, nonostante un calo di popolarità nelle ultime settimane, è ancora sostenuta da gran parte della popolazione. &#8220;Le manifestazioni pacifiche &#8211; ha detto &#8211; sono legittime e fanno parte della democrazia. È naturale che i giovani manifestino&#8221;. Il prossimo anno la Rousseff correrà per la rielezione.</div>
<div></div>
<div><span style="font-family: andale mono,times;">http://notizie.tiscali.it/feeds/13/06/18/t_42_20130618_EST_LG01_0003.html?ultimora</span></div>
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		<title>India: infanticidi e aborto di genere, mancano 3 milioni di bambine</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 17:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Misoginia]]></category>
		<category><![CDATA[aborto di genere]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->17 giu &#8211; In dieci anni, dal 2001 al 2011, l&#8217;India ha perso quasi tre milioni di bambine, uno in piu&#8217; rispetto ai bambini maschi, e ora ci sono 48 bambine in meno ogni 1.000 bambini maschi rispetto al 1981. Sono le ultime stime ufficiali del governo indiano che, a fronte di un progressivo calo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/bimbe.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4963" title="bimbe" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/bimbe-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>17 giu &#8211; In dieci anni, dal 2001 al 2011, l&#8217;India ha perso quasi tre milioni di bambine, uno in piu&#8217; rispetto ai bambini maschi, e ora ci sono 48 bambine in meno ogni 1.000 bambini maschi rispetto al 1981.</p>
<p>Sono le ultime stime ufficiali del governo indiano che, a fronte di un progressivo calo della popolazione infantile, evidenziano un chiaro squilibrio nel rapporto tra maschi e femmine alla nascita. Lo scompenso e&#8217; piu&#8217; grave nella fascia d&#8217;eta&#8217; dai 0 ai 6 anni, e cio&#8217; e&#8217; un evidente segno che la pratica dell&#8217;infanticidio del neonato o del feto femmina e&#8217; ancora una realta&#8217; in questo paese.</p>
<p>Per fermare questo fenomeno Terre des Hommes porta avanti dal 1998 un intervento per salvare le bambine dall&#8217;infanticidio nel Tamil Nadu, grazie a fondi privati e ora attraverso il contributo del gruppo Agras Delic, che ha aderito alla Campagna &#8221;indifesa&#8221; devolvendo il 2% del ricavato delle vendite in Italia di tutti i suoi prodotti a marchio Schesir del mese di febbraio.</p>
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