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	<title>Lisistrata</title>
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		<title>Punjab, giovane cristiano muore per le torture della polizia</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 18:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persecuzioni religiose]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzione dei cristiani]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/pakist.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4979" title="pakist" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/pakist-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>18 giu &#8211; Fermato dalla polizia senza una prova né l&#8217;ordinanza di un giudice; trattenuto per nove giorni in custodia cautelare e sottoposto a torture e abusi per estorcere una confessione di un crimine mai commesso; e la morte avvenuta per le gravissime ferite riportate, tanto che i medici hanno riscontrato &#8220;la frattura di 22 ossa del corpo&#8221;. È la drammatica storia del 20enne cristiano Irfan Masih, originario di Sharikpur, distretto di Sheikhupura (nella provincia del Punjab) deceduto il 16 giugno fra le mani dei suoi aguzzini, tutti agenti della polizia pakistana.</p>
<p>Il giovane, operaio in una ditta della zona, è stato arrestato l&#8217;8 giugno perché sospettato di omicidio; secondo la famiglia egli è stato trattenuto per diversi giorni in caserma, pur senza prove concrete o un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal magistrato. Il 16 giugno è morto a causa delle violenze subite, certificate dai dottori che parlano nel referto di &#8220;fratture multiple&#8221;.</p>
<p>Nonostante la barbarie commessa, i funzionari di polizia di Sharikpur non mostrano segni di pentimento. Per il responsabile della caserma, Masih &#8220;non ha saputo reggere&#8221; le torture ed è morto. Il vice aggiunge laconico, e senza alcun rimorso, che era impegnato ad accertare la verità su un delitto e poco importa che sia deceduto. &#8220;Ma che importanza ha la sua morte &#8211; ha dichiarato il vice-ispettore Variam Ali &#8211; molta gente muore ogni giorno&#8221;.</p>
<p>Attivisti pro diritti umani e associazioni &#8211; fra cui <em>Life for All</em> &#8211; condannano la barbarie e hanno indetto una protesta a Lahore. È già pronta una denuncia all&#8217;Alta corte della città, per chiedere giustizia sulla vicenda e ottenere la condanna dei torturatori, anche se il caso si presenta difficile perché sono coinvolte forze di polizia. Intanto la famiglia del giovane è sotto protezione e nascosta in un luogo al sicuro.</p>
<p>Il Pakistan non è nuovo a casi di malagiustizia, omicidi extragiudiziali e morti sospette in carcere o nelle caserme di polizia. <em>AsiaNews</em> ha più volte denunciato questi atti di violenza, come avvenuto nel 2009 con il decesso in carcere di <a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=16328&amp;size=A">Robert Fanish Masih</a>, denunciato per un presunto (e falso) caso di blasfemia. Sempre in base alla &#8220;legge nera&#8221; era finito in cella un giovane affetto da disturbi mentali, <a href="http://www.asianews.it/notizie-it/Punjab:-accusato-di-blasfemia,-cristiano-22enne-con-disturbi-mentali-muore-in-carcere-26524.html">morto per un &#8220;malore improvviso&#8221;</a> e molto sospetto ai primi di dicembre. Commentando questi casi p. John Gill, sacerdote a Lahore, auspica &#8220;indagini rigorose&#8221; che facciano giustizia. &#8220;Irfan Gill Masi era l&#8217;unico figlio &#8211; aggiunge &#8211; e ci chiediamo ancora oggi quale fosse la sua colpa. Perché è stato strappato alla famiglia in modo così brutale. Queste vicende devono finire e gli organismi preposti intervenire per riportare giustizia&#8221;.</p>
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		<title>Islam, Imam: &#8220;Entro l&#8217;Expo una moschea a Milano&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 18:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano e Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[moschea]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/moschea.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4976" title="moschea" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/moschea-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>18 giu &#8211; Siamo ottimisti, speriamo di riuscire ad avere un luogo di culto riconosciuto entro Expo 2015&#8243;. L&#8217;auspicio e&#8217; dell&#8217;Imam di Cascina Gobba, Abdellah Tchina, che oggi ha partecipato a Milano all&#8217;incontro del Comitato Internazionale di Oasis, presieduto dal cardinale Angelo Scola. Dopo una lunga attesa senza aver risposta, la comunita&#8217; di Viale Padova decise di stanziare un milione e 400 euro e ristrutturare la moschea di Cascina Gobba, ma questa realta&#8217;, tuttora funzionante, e&#8217; ancora in attesa di essere riconosciuta dal Comune.</p>
<p>L&#8217;Imam ha mostrato ottimismo per come stanno andando le cose e apprezzamento per la decisione delComune di istituire l&#8217;Albo delle comunita&#8217; religiose. &#8220;Il Comune di Milano &#8211; ha osservato l&#8217;Imam &#8211; sta facendo un percorso per regolarizzare i centri come il nostro, e questo lo apprezziamo molto. Ci siamo iscritti all&#8217;Albo e aspettiamo i risultati. Ma la decisione del Comune e&#8217; stato un atto coraggioso, che abbiamo apprezzato, e speriamo possa essere d&#8217;esempio per le altre citta&#8217;&#8221;.</p>
<p>Quanto alla tempistica, sebbene la speranza sia di avere una &#8216;regolarizzazione&#8217; entro il 2015, l&#8217;Imam preferisce non fare polemiche: &#8220;ogni cosa a suo tempo&#8221;. E aggiunge: &#8220;Siamo una minoranza religiosa. Sappiamo che dobbiamo aspettare e abbiamo speranza nelle autorita&#8217; religiose e istituzionali. L&#8217;importante e&#8217; arrivare a un risultato e che ci sia una volonta&#8217; seria. Non abbiamo fretta&#8221;. La creazione di una mosche a Milano sarebbe &#8220;un bene per tutta la citta&#8217; &#8211; ha concluso l&#8217;Imam algerino &#8211; perche&#8217; qui manca un aspetto. Manca a Milano, come invece c&#8217;e&#8217; in altre citta&#8217;, una moschea vera&#8221;.</p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;">http://www.affaritaliani.it/ultimissime/flash.asp?ticker=170613154034</span></p>
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		<title>Milano: sgominata banda di stranieri, lucciole sfruttate e minacciate</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 17:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano e Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->Tre bande criminali, per un totale di nove fermi, sono state scoperte dalla Squadra mobile della polizia di Milano e accusate di sfruttamento della prostituzione. L&#8217;operazione è durata qualche mese e ha permesso di accertare come i criminali facesso pagare &#8211; sotto minaccia &#8211; un &#8216;pizzo&#8217; alle lucciole per poter sostare sui marciapiedi. Gli arrestati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/prost.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4973" title="prost" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/prost-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Tre bande criminali,</strong> per un totale di nove fermi, sono state scoperte dalla Squadra mobile della polizia di Milano e accusate di sfruttamento della prostituzione.</p>
<p><strong>L&#8217;operazione è durata qualche mese</strong> e ha permesso di accertare come i criminali facesso pagare &#8211; sotto minaccia &#8211; un &#8216;pizzo&#8217; alle lucciole per poter sostare sui marciapiedi.</p>
<p><strong>Gli arrestati</strong> sono di diverse nazionalità. I soggetti arrestati Ioan B., 26enne romeno, noto come &#8220;il moldavo&#8221;, a capo di una delle tre bande, fermati anche i suoi collaboratori: un 26enne romeno Mihai G., e Claudio M., 56enne italiano con precedenti specifici. L&#8217;italiano precisamente aveva il ruolo di driver, cioè accompagnava le ragazze dalla baracca dove abitavano, in zona San Dionigi, alla loro zona di lavoro in viale Ortles e dintorni.</p>
<p><strong>Un&#8217;altra delle cellule individuate</strong> è composta da &#8220;il rumenu&#8221; Giorge R.P. 23enne e da Max C.V. 23enne e da un soggetto ancora ricercato. Mentre della terza banda è stata arrestata solo una persona, Florin Ion F. di 29 anni, gli altri due sono ricercati.</p>
<p><strong>Le ragazze al momento coinvolte sono 6</strong>, di cui una minorenne, tutte provenienti dalla stessa area geografica in Romania, ma esiste un riciclo continuo senza azioni di ricatto, a quanto</p>
<p>: <a href="http://www.milanotoday.it/cronaca/arresti-sfruttamento-prostituzione-18-giugno-2013.html">http://www.milanotoday.it/cronaca/arresti-sfruttamento-prostituzione-18-giugno-2013.html</a></p>
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		<title>Italiano ucciso in Siria era indagato per arruolamento a fine terrorismo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 14:49:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondamentalismo]]></category>
		<category><![CDATA[terroristi islamici]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->Genova, 18 giu. (LaPresse) &#8211; Era indagato già da tempo dalla procura di Genova per il reato di arruolamento con finalità di terrorismo Giuliano Delnevo, il giovane morto in Siria durante i combattimenti in atto nel Paese. Lo ha detto il procuratore di Genova Michele Di Lecce, spiegando che si tratta di una indagine, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><div id="pos1"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/delnevo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4970" title="delnevo" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/delnevo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Genova, 18 giu. (LaPresse) &#8211; Era indagato già da tempo dalla procura di Genova per il reato di arruolamento con finalità di terrorismo Giuliano Delnevo, il giovane morto in Siria durante i combattimenti in atto nel Paese. Lo ha detto il procuratore di Genova Michele Di Lecce, spiegando che si tratta di una indagine, di profilo internazionale, iniziata da tempo e in cui sono coinvolge altre persone, la cui attività era rivolta più all&#8217;estero che in Italia, non solo per quanto riguarda il reclutamento, ma anche l&#8217;organizzazione e l&#8217;addestramento.</div>
<div></div>
<div>Oltre all&#8217;indagine, che va avanti da mesi, in cui il giovane è indagato per il reato di arruolamento con finalità di terrorismo, insieme ad altre persone, &#8220;non c&#8217;è, invece, al momento, uno specifico fascicolo aperto sulla morte di Delnevo&#8221;, ha aggiunto il procuratore Di Lecce.</div>
<div id="pos2"></div>
<div>Il ragazzo aveva lasciato l&#8217;Italia ed era andato in Siria per combattere. Ma poi non ci sono altri dati e non è mai arrivata la conferma &#8220;inequivocabile&#8221; della sua morte, né dalla Farnesina né dal governo siriano. Anche il suo corpo non è stato trovato e la famiglia, che non è stata ancora formalmente sentita dagli investigatori, ha delle &#8220;impressioni&#8221; a riguardo ma non ha elementi certi sul decesso.</div>
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		<title>Brasile, 100mila manifestano contro il governo. Scontri a Rio: 30 feriti</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 14:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/BRASILE.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4967" title="Brazil Confed Cup Protests" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/BRASILE-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>18 giu &#8211; Oltre 100mila persone sono scese in piazza ieri sera in diverse città del Brasile per manifestare contro l&#8217;aumento dei prezzi dei trasporti, e gli scarsi servizi sanitari, di educazione e di sicurezza, nonostante l&#8217;aumento della pressione fiscale. I partecipanti alle marce hanno anche contestato l&#8217;uso eccessivo della forza dal parte della polizia contro i dimostranti scesi in piazza la settimana scorsa a San Paolo, sui quali sono stati sparati proiettili di gomma. Le proteste di questi giorni arrivano dopo i match di apertura della Confederations Cup che si sono tenuti nel weekend, e ad un mese dalla visita del Papa, prevista per quest&#8217;estate. I manifestanti si dicono preoccupati per le alte spese previste per l&#8217;organizzazione dei Mondiali di calcio del 2014 e i Giochi olimpici del 2016.</p>
<div id="pos3">DISORDINI A RIO. Benché nella maggior parte dei casi si sia trattato di marce pacifiche, alcuni scontri con la polizia di sono registrati a Rio de Janeiro, Porto Alegre e Belo Horizonte. Secondo quanto riporta il giornale O Globo, citando funzionari della città di Rio, qui almeno 20 agenti e 10 manifestanti sono rimasti feriti. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni e proiettili di gomma quando un gruppo ha invaso l&#8217;assemblea legislativa di Stato e tirato pietre contro gli agenti. Ma gran parte delle decine di migliaia di persone che hanno marciato nella metropoli lo hanno fatto pacificamente. A Belo Horizonte, secondo cifre della polizia, 20mila persone hanno manifestato prima dell&#8217;inizio della partita Tahiti-Nigeria di Confederations Cup. In precedenza, i dimostranti avevano innalzato barricate e bruciato copertoni di gomma su una vicina strada, bloccando il traffico.</div>
<div id="pos5"></div>
<div>65MILA A SAN PAOLO. Proteste si sono tenute anche a Curitiba, Belem e Salvador. A San Paolo, invece, almeno 65mila persone si sono radunate in una piccola piazza e poi hanno iniziato a marciare in tre diverse direzioni, a passo di samba, suonando tamburi e cantando slogan anto-corruzione. Hanno inoltre inveito contro l&#8217;aumento del biglietto di autobus e metropolitana, motivo che aveva innescato le prime proteste della scorsa settimana. La polizia, intanto, ha cambiato tattica. A San Paolo, i comandanti hanno detto pubblicamente prima della protesta che avrebbero provato a evitare le violenze, ma hanno avvertito che avrebbero potuto ricorrere alla forza se i manifestanti avessero distrutto delle proprietà. Nelle prime ore di marcia, che poi è continuata tutta la notte, nella città era poco percettibile la presenza delle forze di sicurezza.</div>
<div id="pos7"></div>
<div>TASSE ALTE, SCARSA SICUREZZA. &#8220;Questo è un urlo comune che dice: non siamo soddisfatti&#8221;, commenta Maria Claudia Cardoso in una strada di San Paolo. &#8220;Siamo massacrati dalle tasse del governo, ma &#8211; aggiunge &#8211; quando al mattino usciamo di casa per andare a lavorare, non sappiamo se torniamo vivi a causa delle violenze. Non abbiamo buone scuole per i nostri figli. I nostri ospedali sono in un terribile stato. La corruzione è diffusa. Queste proteste faranno storia e faranno svegliare i nostri politici sul fatto che non li sosterremo più!&#8221;.</div>
<div id="pos9"></div>
<div>A BRASILIA SU TETTO PARLAMENTO. Migliaia di persone hanno marciato pacificamente anche nella capitale Brasilia, in direzione del Congresso. Alcune decine di dimostranti sono riuscite a salire su un tetto del Parlamento, battendo le mani e alzando le braccia al cielo. Alcune finestre dell&#8217;edificio sono state rotte, ma la polizia non è intervenuta con la forza.</div>
<div id="pos11"></div>
<div>ROUSSEFF: PROTESTE PACIFICHE SONO LEGITTIME. Nella notte è arrivato anche il commento della presidente Dilma Rousseff, che, nonostante un calo di popolarità nelle ultime settimane, è ancora sostenuta da gran parte della popolazione. &#8220;Le manifestazioni pacifiche &#8211; ha detto &#8211; sono legittime e fanno parte della democrazia. È naturale che i giovani manifestino&#8221;. Il prossimo anno la Rousseff correrà per la rielezione.</div>
<div></div>
<div><span style="font-family: andale mono,times;">http://notizie.tiscali.it/feeds/13/06/18/t_42_20130618_EST_LG01_0003.html?ultimora</span></div>
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		<title>India: infanticidi e aborto di genere, mancano 3 milioni di bambine</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 17:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Misoginia]]></category>
		<category><![CDATA[aborto di genere]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->17 giu &#8211; In dieci anni, dal 2001 al 2011, l&#8217;India ha perso quasi tre milioni di bambine, uno in piu&#8217; rispetto ai bambini maschi, e ora ci sono 48 bambine in meno ogni 1.000 bambini maschi rispetto al 1981. Sono le ultime stime ufficiali del governo indiano che, a fronte di un progressivo calo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/bimbe.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4963" title="bimbe" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/bimbe-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>17 giu &#8211; In dieci anni, dal 2001 al 2011, l&#8217;India ha perso quasi tre milioni di bambine, uno in piu&#8217; rispetto ai bambini maschi, e ora ci sono 48 bambine in meno ogni 1.000 bambini maschi rispetto al 1981.</p>
<p>Sono le ultime stime ufficiali del governo indiano che, a fronte di un progressivo calo della popolazione infantile, evidenziano un chiaro squilibrio nel rapporto tra maschi e femmine alla nascita. Lo scompenso e&#8217; piu&#8217; grave nella fascia d&#8217;eta&#8217; dai 0 ai 6 anni, e cio&#8217; e&#8217; un evidente segno che la pratica dell&#8217;infanticidio del neonato o del feto femmina e&#8217; ancora una realta&#8217; in questo paese.</p>
<p>Per fermare questo fenomeno Terre des Hommes porta avanti dal 1998 un intervento per salvare le bambine dall&#8217;infanticidio nel Tamil Nadu, grazie a fondi privati e ora attraverso il contributo del gruppo Agras Delic, che ha aderito alla Campagna &#8221;indifesa&#8221; devolvendo il 2% del ricavato delle vendite in Italia di tutti i suoi prodotti a marchio Schesir del mese di febbraio.</p>
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		<title>Hitchens (ex radicale di sinistra): “Con gli immigrati volevamo distruggere la società.”</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:38:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<category><![CDATA[comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione di massa]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->Peter Hitchens ex radicale di sinistra che oggi ha aperto gli occhi, scrive sul Mail on Sunday. La sua è una confessione e una denuncia: Come io sono in parte responsabile per l’immigrazione di massa Quando ero un rivoluzionario marxista, eravamo tutti a favore di più immigrazione possibile. Non perché ci piacessero gli immigrati, ma perché non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><div align="left"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/sinistra.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4960" title="sinistra" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/sinistra-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Peter Hitchens ex radicale di sinistra che oggi ha aperto gli occhi, scrive sul <em>Mail on Sunday. </em>La sua è una confessione e una denuncia:</div>
<blockquote><p><a href="http://hitchensblog.mailonsunday.co.uk/2013/04/how-i-am-partly-to-blame-for-mass-immigration.html" target="_blank">Come io sono in parte responsabile per l’immigrazione di massa</a></p></blockquote>
<blockquote><p>Quando ero un rivoluzionario marxista, eravamo tutti a favore di più immigrazione possibile.</p></blockquote>
<blockquote><p>Non perché ci piacessero gli immigrati, ma perché non ci piaceva come era la società britannica. Abbiamo visto gli immigrati – da qualsiasi luogo – come alleati contro la società conservatrice che il nostro paese era ancora alla fine degli anni Sessanta. Volevamo usarli come grimaldello.</p></blockquote>
<blockquote><p>Inoltre, ci piaceva sentirci ‘superiori’ alle persone comuni – di solito delle zone più povere della Gran Bretagna – che videro i loro quartieri improvvisamente trasformati in presunte “comunità vibranti”.</p></blockquote>
<blockquote><p>Se avevano il coraggio di esprimere le obiezioni più miti, subito li accusavamo di razzismo. Era facile.</p></blockquote>
<blockquote><p>Noi studenti rivoluzionari non vivevamo in tali aree “multietniche” (ma venivamo, per quanto ho potuto vedere, per lo più dalle zone ricche e le parti più belle di Londra).</p></blockquote>
<blockquote><p>Potevamo vivere in luoghi ‘vibranti’ per alcuni (di solito squallidi) anni, in mezzo a degrado e bidoni traboccanti.</p></blockquote>
<blockquote><p>Ma noi lo facemmo come dei vagabondi senza responsabilità e in modo transitorio,  non avevamo figli. Non come i proprietari di abitazioni, o come genitori di bambini in età scolare, o come gli anziani che sperano in un po ‘di serenità alla fine delle loro vite.</p></blockquote>
<blockquote><p>Quando ci laureammo e cominciammo a guadagnare soldi seri, in genere ci dirigemmo verso le costose enclave di Londra e diventammo molto esigenti su dove e con chi i nostri bambini andavano a scuola, una scelta che felicemente abbiamo negato ai poveri delle città, quelli che abbiamo sbeffeggiato come “razzisti”.</p></blockquote>
<blockquote><p>Ci interessava e ci siamo curati della grande rivoluzione silenziosa che già allora cominciava a trasformare la vita dei poveri inglesi?</p></blockquote>
<blockquote><p>No, per noi significava che il patriottismo e la tradizione potevano sempre essere derisi come ‘razzisti’.</p></blockquote>
<blockquote><p>E significava anche servi a basso costo per i ricchi della nuova classe media privilegiata, per la prima volta dal 1939, così come ristoranti a buon mercato e – in seguito – costruttori a buon mercato e idraulici che lavoravano in nero.</p></blockquote>
<blockquote><p>Non erano i nostri salari che erano depressi dall’immigrazione, o il nostro lavoro che finiva fuori mercato. Gli immigrati non facevano – e non fanno – il genere di lavoro che facevamo noi.</p></blockquote>
<blockquote><p>Non erano una minaccia per noi.  Ma per la gente normale.</p></blockquote>
<blockquote><p>L’unica minaccia per noi, poteva venire dai danneggiati, dal popolo britannico, ma potemmo sempre soffocare le loro proteste, suggerendo che erano ‘moderni fascisti’.</p></blockquote>
<blockquote><p>Ho imparato da ciò, che ipocrita snob e persona arrogante ero (e la maggior parte dei miei compagni rivoluzionari erano).</p></blockquote>
<blockquote><p>Ho visto posti che ho conosciuto e nei quali mi sentivo a casa, completamente cambiati nel giro di pochi anni.</p></blockquote>
<blockquote><p>Ho immaginato  come sarebbe stato, crescere in uno di quei posti, bloccato in un quartiere squallido come un inglese qualunque, strade strette dove i miei vicini parlavano una lingua diversa. E a poco a poco ho iniziato a diventare un solitario, traballante straniero in un mondo che conoscevo, ma che non riconoscevo più.</p></blockquote>
<blockquote><p>Mi sono sentito profondamente, irrimediabilmente triste per quello che ho fatto e per non aver detto nulla in difesa di coloro le cui vite sono state stravolte, senza che fosse loro mai stato chiesto il permesso, e che sono stati avvertiti in modo molto chiaro che, se si fossero lamentati, sarebbero stati disprezzati e reietti. Definiti “razzisti”.</p></blockquote>
<p>Sembra l’Italia di oggi, dove se ti ribelli, sei “razzista”. Dove, o sei a favore della società multietnica, o sei “fuorigioco”, sei senza voce: perché chi e quando parla lo controllano loro. E se qualcuno rompe il monopolio, deve essere eliminato.</p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;">http://xn--identit-fwa.com/blog/2013/06/16/la-confessione-dellex-marxista-perche-volevamo-sempre-piu-immigrati/</span></p>
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		<title>Milano. Continui arrivi nel campo nomadi di san Donato</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[rom]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->17 giu &#8211; I nomadi di cascina San Francesco sono quasi raddoppiati negli ultimi mesi. La comunità di 60 romeni che nel dicembre scorso è stata anche al centro di un sopralluogo da parte dell’amministrazione comunale, in base alle ultime verifiche è infatti arrivata a circa un centinaio di presenze. Non sono zingari, ma nuclei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/nomadi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4958" title="nomadi" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/nomadi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>17 giu<strong> &#8211; I nomadi di cascina San Francesco</strong> sono quasi raddoppiati negli ultimi mesi. La comunità di 60 romeni che nel dicembre scorso è stata anche al centro di un sopralluogo da parte dell’amministrazione comunale, in base alle ultime verifiche è infatti arrivata a circa un centinaio di presenze. Non sono zingari, ma nuclei che hanno lasciato il loro Paese in cerca di condizioni di vita migliori.</p>
<p><strong>Il sindaco Andrea Checchi monitora</strong> costantemente la situazione e invoca pazienza ricordando che ogni decisione verrà presa in accordo con il Comune di Milano, il terzo settore e la proprietà. La cascina infatti è inserita nel lotto di proprietà dell’immobiliare Asio, ed è diventata oramai da tempo meta di insedimaneto da parte di senzatetto che trovano una collocazione e un riparo in questa zona decentrata di San Donato.</p>
<p><strong>Durante l’inverno alcuni bambini</strong> del campo hanno anche frequentato le scuole della zona e le famiglie sono riuscite a combattere il gelo invernale con soluzioni di fortuna. Scenari aperti dunque per questa zona di San Donato presa di mira per sistemazioni improvvisate, ma che a breve dovrà tornare all’ordine.<br />
<a href="http://sandonato.milanotoday.it/campo-nomadi-cascina-san-francesco-17-giugno-2013.html" target="_blank"><span style="font-family: andale mono,times;">http://sandonato.milanotoday.it/campo-nomadi-cascina-san-francesco-17-giugno-2013.html</span></a></p>
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		<title>Aggrediscono ad una ragazza per farla abortire, arrestati 2 bulgari</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[rom]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->17 giu &#8211; Aggredita a due passi da un supermercato di via Laurentina, sequestrata e portata in un campo. Qui, sarebbe stata fatta bersaglio di un violento pestaggio finalizzato a indurle un aborto se non ci fosse stato il provvidenziale intervento di un Maresciallo del Nucleo Radiomobile di Roma, libero dal servizio. La vittima e&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/viol-tun.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4955" title="viol-tun" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/viol-tun-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>17 giu &#8211; Aggredita a due passi da un supermercato di via Laurentina, <strong>sequestrata e portata in un campo</strong>. Qui, sarebbe stata fatta bersaglio di un<strong> violento pestaggio finalizzato a indurle un aborto</strong> se non ci fosse stato il provvidenziale intervento di un Maresciallo del Nucleo Radiomobile di Roma, libero dal servizio.</p>
<p>La vittima e&#8217; una ragazza bulgara di 23 anni, i suoi aguzzini l&#8217;ex fidanzato, e padre dei suoi due bimbi, e un complice, entrambi connazionali di 26 e 28 anni. La ragazza e&#8217; stata incolpata di essere la sola responsabile della fine della loro storia d&#8217;amore, conclusa due anni fa, di aver affidato temporaneamente i figli ai suoi genitori in Bulgaria e, soprattutto, di aspettare un bambino da un altro uomo, anch&#8217;egli bulgaro, con cui la 23enne aveva, nel frattempo, iniziato una relazione.</p>
<p>I due stranieri, colti di sorpresa, si sono dati alla fuga a piedi: il primo e&#8217; stato bloccato dal militare dopo un lungo inseguimento, l&#8217;altro e&#8217; stato intercettato da una delle &#8221;gazzelle&#8221; nel frattempo intervenute sul posto. Gli aggressori sono stati portati nel carcere di Regina Coeli, a disposizione del&#8217;Autorita&#8217; Giudiziaria di fronte alla quale dovranno rispondere di tentato sequestro di persona e lesioni personali in concorso. aasca</p>
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		<title>Oltre 11 mila negozi a rischio chiusura entro 2013, città a rischio desertificazione</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 18:55:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->15 giu. (TMNews) &#8211; Se il trend di chiusure di esercizi commercali evidenziato nei primi quattro mesi di quest&#8217;anno da Confesercenti dovesse rimanere invariato, al primo gennaio 2014 avremo perso 11.328 negozi di abbigliamento, accessori e calzature, 9.372 ristoranti, 7.716 bar, e 4.721 esercizi alimentari. Una desertificazione degli esercizi commerciali italiani, dalla Val d&#8217;Aosta alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/chiusix.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4952" title="chiusix" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/06/chiusix-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>15 giu. (TMNews) &#8211; Se il trend di chiusure di esercizi commercali evidenziato nei primi quattro mesi di quest&#8217;anno da Confesercenti dovesse rimanere invariato, al primo gennaio 2014 avremo perso 11.328 negozi di abbigliamento, accessori e calzature, 9.372 ristoranti, 7.716 bar, e 4.721 esercizi alimentari. Una desertificazione degli esercizi commerciali italiani, dalla Val d&#8217;Aosta alla Sicilia, che i dati diffusi dall&#8217;Osservatorio di Confesercenti denunciano con forza.</p>
<p>Non c&#8217;è Regione o categoria merceologica che sfugga alla crisi del commercio: se il trend di chiusure evidenziato nei primi quattro mesi del 2013 dovesse continuare invariato, al primo gennaio 2014 avremo perso in tutta Italia, rispetto al totale registrato a dicembre 2012, esercizi in tutti i principali settori. Bar, ristoranti e negozi di abbigliamento, un tempo gli esercizi più gettonati dagli italiani, potrebbero essere i più colpiti.</p>
<p>Secondo le stime dell&#8217;Osservatorio Confesercenti, bar e ristoranti registreranno un saldo negativo combinato di 17.088 imprese, arrivando a perdere il 5% del totale di aziende registrate a dicembre 2012. Ai secondi potrebbe andare anche peggio: la stima è di un saldo negativo per 11.328 unità, con una contrazione del 3% sul 2012. Il calo sarà più contenuto per il settore alimentare, il cui saldo previsto è di -4.701 unità, con una variazione negativa del 3% sul 2012.</p>
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