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	<title>Lisistrata</title>
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	<description>Chi non mi vuole non mi merita A.B.</description>
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		<title>Trento, chiude in garage la fidanzata 16enne e la picchia: condannato marocchino</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 16:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[marocchini]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->21 magg &#8211; Ha chiuso in garage la sua fidanzata di 16 anni e l&#8217;ha picchiata. Per questo un 20enne marocchino e&#8217; stato condannato ieri dal Tribunale collegiale di Trento a un anno e otto mesi di reclusione per violenza privata. In un primo momento, il marocchino era accusato di sequestro di persona. Ad accusarlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/botte.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4652" title="botte" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/botte-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>21 magg &#8211; Ha chiuso in garage la sua fidanzata di 16 anni e l&#8217;ha picchiata. Per questo un 20enne marocchino e&#8217; stato condannato ieri dal Tribunale collegiale di Trento a un anno e otto mesi di reclusione per violenza privata. In un primo momento, il marocchino era accusato di sequestro di persona. Ad accusarlo quella che era la sua fidanzata all&#8217;epoca dei fatti. Si tratta di una ragazza italiana che adesso ha 17 anni.</p>
<p>I fatti si sono svolti in un garage di Piedicastello il 25 febbraio 2012. Quella sera faceva freddo. La ragazza e il giovane si volevano appartare. Cosi&#8217; la giovane ha chiamato una sua amica e le ha chiesto di darle la chiave del suo garage. L&#8217;amica le ha aperto il garage, poi, tutti e tre hanno parlato un po&#8217;. Le due ragazze hanno fatto dei commenti ironici sul fatto che il marocchino fosse molto disordinato. Il giovane, dal canto suo, aveva bevuto molto quella sera ed era ubriaco.</p>
<p>Cosi&#8217;, quando e&#8217; rimasto solo con la fidanzata, l&#8217;ha presa a sberle, poi ha rotto una bottiglia di birra e l&#8217;ha minacciata di tagliarle la gola. La giovane era terrorizzata. Non poteva uscire perche&#8217; il marocchino aveva chiuso la porta basculante del garage, cosi&#8217; ha preso il telefonino del marocchino e ha chiamato la sua amica che, nel frattempo, era salita in casa. La giovane ha cercato di entrare nel garage, ma il marocchino ha tenuto chiusa la porta; poi ha chiamato la polizia.</p>
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		<title>Alla faccia dell&#8217;integrazione, il ministro Kyenge non stringe la mano al leghista</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 15:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Cecile Kyenge]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/Kyenge-Morelli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4649" title="Kyenge-Morelli" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/Kyenge-Morelli.jpg" alt="" width="470" height="265" /></a></p>
<p>Milano, 21 mag. &#8211; Mancata stretta di mano tra il ministro per l&#8217;Integrazione Cecile Kyenge, e il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Alessandro Morelli. Al principio non era chiaro se fosse una scelta o una svista, poi lo staff del ministro ha precisato che si e&#8217; trattato semplicemente di &#8220;un problema di sicurezza: il ministro e la scorta non conoscevano Morelli e si sono attenuti alle normali procedure di sicurezza&#8221;.</p>
<p>Questa la dinamica alla base del &#8216;mini giallo&#8217;. Al termine della cerimonia per la cittadinanza simbolica ai minorenni milanesi figli di stranieri, alla quale ha preso parte il ministro Kyenge, l&#8217;esponente del Carroccio si e&#8217; avvicinato per una stretta di mano e per discutere di cittadinanza, ma e&#8217; stato fermato dalla scorta. Allora Morelli ha cercato di presentarsi, spiegando quale fosse il suo ruolo, ma il ministro, che stava gia&#8217; per andar via, e&#8217; salita in auto senza replicare.</p>
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		<title>Rapina con molotov in centro a Milano. Terrore in via della Spiga</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 15:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Milano e Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/molotov.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4646" title="molotov" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/molotov-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>21 mag. &#8211; Rapina in centro Milano nel negozio della casa di orologeria Frank Muller in via della Spiga.<br />
Alcuni banditi hanno distrutto le vetrine del negozio e sono fuggiti con un ingente bottino. Per coprirsi la fuga hanno lanciato due bottiglie molotov. La rapina si e&#8217; svolta poco dopo le 11.30. Tutto e&#8217; avvenuto in pochi minuti: una decina di rapinatori incappucciati muniti di mazze hanno fracassato le vetrine e, dopo aver raccolto la refurtiva, sono scappati a piedi lanciando le molotov.</p>
<p>TESTIMONE, UN BOTTO TREMENDO</p>
<p>&#8220;Ho visto un uomo incappucciato che correva e gridava &#8216;molotov&#8217;, poi ho sentito un botto tremendo&#8221;: e&#8217; quanto riferisce uno dei testimoni della rapina. Un malivivente avrebbe colpito alla pancia due commessi con la mazza, e un altro ha lanciato hanno lanciato una molotov all&#8217;interno del negozio. Dopo aver raccolto la refurtiva i rapinatori sono scappati a piedi lungo via della Spiga e hanno lanciato altre due bottiglie incendiarie lungo via Gesu&#8217;.</p>
<p>Una terza e&#8217; stata lasciata, integra, in via dell&#8217;Annunciata. L&#8217;intera strada e&#8217; stata chiusa dalle forze dell&#8217;ordine, i feriti sono stati condotti al Policlinico, ma le loro condizioni non sarebbero gravi. La stessa orologeria era stata rapinata il 15 febbraio scorso.</p>
<p>ALFANO, PRENDEREMO I RESPONSABILI</p>
<p>&#8220;Gli autori di tutte le rapine avvenute nel Quadrilatero della moda, in questi anni, sono stati scoperti e catturati: siamo fiduciosi che avverra&#8217; anche in questo caso&#8221; ha affermato Angelino Alfano durante una conferenza stampa al termine della riunione del comitato per l&#8217;ordine e la sicurezza pubblica, a Milano. Il ministro dell&#8217;Interno ha spiegato di essere stato informato della rapina in via della Spiga durante la riunione del comitato, cui erano presenti tutti i vertici locali delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>PD, ALFANO RIFERISCA IN PARLAMENTO</p>
<p>&#8220;Il ministro dell&#8217;Interno venga a riferire urgentemente in Parlamento sul susseguirsi di rapine nei centri delle nostre citta&#8217;. Che cosa sta succedendo in Italia? Da dove vengono le armi da guerra che sono state utilizzate anche nell&#8217;assalto alla gioielleria di via della Spiga?&#8221; dicono i parlamentari del Pd Andrea Marcucci e Michele Anzaldi, che concludono: &#8220;Va bene aumentare il presidio di agenti, cosi&#8217; come disposto da Alfano, ma e&#8217; necessario capire a cosa si debba questa escalation di violenza. Aspettiamo il ministro in Aula&#8221;.</p>
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		<title>Arabia Saudita: decapitati cinque yemeniti, cadaveri appesi in pubblico</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 15:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[arabia saudita]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->DUBAI &#8211; Cinque cittadini yemeniti sono stati giustiziati oggi in Arabia Saudita ed i loro corpi sono stati esposti al pubblico come monito. Lo riferisce la stampa locale. I cinque uomini, di cui tre fratelli, erano stati protagonisti di una serie di rapine in diverse regioni del regno petrolifero ed avevano ucciso un cittadino saudita. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/esecuzione-saudita.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4643" title="esecuzione-saudita" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/esecuzione-saudita-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>DUBAI &#8211; Cinque cittadini yemeniti sono stati giustiziati oggi in Arabia Saudita ed i loro corpi sono stati esposti al pubblico come monito. Lo riferisce la stampa locale.<br />
I cinque uomini, di cui tre fratelli, erano stati protagonisti di una serie di rapine in diverse regioni del regno petrolifero ed avevano ucciso un cittadino saudita.<br />
Con queste sono almeno 45 le condanne a morte eseguite nel regno saudita dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, sei questa settimana.<br />
Lunedi&#8217; scorso e&#8217; stato decapitato un cittadino siriano, riconosciuto colpevole di traffico di stupefacenti.<br />
La pena capitale in Arabia Saudita, il terzo paese al mondo con il piu&#8217; alto tasso di esecuzioni dopo Cina ed Iran, e&#8217; prevista per omicidio, stupro, rapina a mano armata, traffico di droga ed apostasia.<br />
La condanna e&#8217; solitamente eseguita per decapitazione con una sciabola.</p>
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		<title>Giulio Andreotti: arma di distrazione di massa</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 15:50:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lisistrata</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDITORIALI]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[demonizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Andreotti]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->Qualche giorno fa è morto Giulio Andreotti e le varie TV in questi giorni ne hanno fatto un programma di continua &#8220;distrazione di massa&#8221; mandando in onda processi e calunnie mai realmente provate.  Con G. Andreotti è morto anche un pezzo di storia d&#8217;Italia, peccato che la politica della &#8220;nuova Italia&#8221; quella entrata in vigore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><div id="attachment_4641" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/Andreottianni40.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-4641" title="Andreottianni40" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/Andreottianni40-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Giulio Andreotti negli anni 40 </p></div>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;">Qualche giorno fa è morto Giulio Andreotti e le varie TV in questi giorni ne hanno fatto un programma di continua &#8220;distrazione di massa&#8221; mandando in onda processi e calunnie mai realmente provate.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;">Con G. Andreotti è morto anche un pezzo di storia d&#8217;Italia, peccato che la politica della &#8220;nuova Italia&#8221; quella entrata in vigore dopo il colpo di stato di &#8220;mani pulite&#8221; ne abbia fatto un simbolo negativo addossandogli di tutto dall&#8217;appartenere ad associazioni mafiose, fino all&#8217;omicidio è chiaro che ciò che conta è distrarre i cittadini italiani dai veri problemi che oggi li affliggono, tenendoli legati al passato e a &#8220;presunti colpevoli&#8221;, insomma ai soliti capri espiatori.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;">Possibile che nessuno ricordi che Giulio Andreotti è stato un pezzo assolutamente indispensabile alla ricostruzione dell&#8217;Italia post-bellica e post-fascista? NOOOO? Vero: NO!</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;">Eppure quando Giulio Andreotti ha governato da presidente del consiglio o ha partecipato da ministro ai vari governi, noi vivevamo effettivamente in democrazia e riuscivamo a vivere economicamente meglio, la carta moneta era ancora in mano italiana, il futuro ci sorrideva e il mondo del lavoro era al top, infatti eravamo considerati la 5° potenza industriale e ora cosa ci resta? La UE, la BCE e le banche internazionali che continuano a declassarci, una democrazia di facciata oltre alla perdita della nostra sovranità nazionale, un mondo del lavoro carico di disperazione, giovani senza futuro e perdita di identità e di vite umane che non hanno potuto accettare di sopravvivere alla disfatta&#8230;. e non se ne vede la fine.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;">Nel frattempo Giulio Andreotti è diventato per la massa il nano malefico a cui addossare ogni colpa e con la magistratura stile vecchio U.R.S.S. si è tentato di schiacciarlo, pur non riuscendoci la sua immagine ne è uscita irrimediabilmente compromessa e distrutta.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;">Prove? Non è necessario, basta sostenere con faccia tosta e seriosa le stesse cose per anni, che alla fine diventano verità, proprio come avevano già insegnato Hitler e Stalin.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;">Siamo diventati dei poveracci ammalati della sindrome di Stoccolma verso chi sta portandoci alla rovina dininitiva e non ce ne rendiamo conto, questa è la cosa più grave.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;">A quando il suicidio in massa?</span></p>
<p><strong><em><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;">Adriana Bolchini &#8211; Lisistrata</span></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;">N.D.R. &#8211; </span></strong><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;">E ora rinfrescatevi un p&#8217;o&#8217; la memoria e provate a ragionarci sopra senza bile e senza preconcetti:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;"><a title="presidenti del consiglio italiani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Presidenti_del_Consiglio_dei_ministri_della_Repubblica_Italiana" target="_blank">I presidenti del consiglio </a>dei </span><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;">governi italiani dal dopoguerra a oggi 20 maggio 2013 </span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: medium;"><a title="la storia di G. Andreotti" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Andreotti" target="_blank">Giulio Andreotti</a>:  la sua storia: </span></p>
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		<title>Milano in rivolta: “Basta trans mezzi nudi in viale Abruzzi”</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 15:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano e Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[trans]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->Emergenza viados a Milano. Il quartiere di viale Abruzzi e dintorni è in rivolta. Invasione di brasiliani mezzi nudi a Milano. Posizionati lungo l’intero viale Abruzzi sostano tutta le notte ubriacandosi e creando disagi in tutto il quartiere esasperato dalla presenza dei transessuali. “Fanno sesso a cielo aperto, anche sul cofano oppure nell’abitacolo lasciando i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/viados.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4639" title="viados" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/viados-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Emergenza viados a Milano. Il quartiere di viale Abruzzi e dintorni è in rivolta.</p>
<p><strong>Invasione di brasiliani mezzi nudi a Milano.</strong> Posizionati lungo l’intero viale Abruzzi sostano tutta le notte ubriacandosi e creando disagi in tutto il quartiere esasperato dalla presenza dei transessuali.</p>
<p>“Fanno sesso a cielo aperto, anche sul cofano oppure nell’abitacolo lasciando i piedi a penzoloni fuori dal finestrino!”. Le scene raccontate oltre ad evidenziare i limiti delle decenza sollevano anche problemi di ordine pubblico come denunciato dal presidente del Comitato Abruzzi-Piccinni Fabiola Minoletti: “I travestiti sono chiassosi ed aggressivi. Basta un niente, complice anche l’alcol, a scatenare litigi furibondi fra loro e con i passanti.”</p>
<p>Come fermare il degrado?  ”Sappiamo che la prostituzione non è reato, ma le forze dell’ordine possono agire su altri fronti, accusandoli di disturbo della quieta pubblica, di atti osceni, oppure multando le auto per intralcio.” spiega Fabiola Minoletti che ha trovato il sostegno di diversi consiglieri comunali milanesi.</p>
<p>Dal comandante della polizia locale Tullio Mastrangelo è arrivata già la prima promessa: “vi sarà un maggior pattugliamento della zona!” mentre  il leghista Massimiliano Bastoni ha presentato un’interrogazione al sindaco <em>“per porre fine allo schifo, perché i viados di zona Abruzzi sono una piaga sociale inaccettabile”.</em></p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;">http://www.mattinonline.ch/milano-in-rivolta-basta-trans-in-viale-abruzzi/</span></p>
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		<title>L’Arabia Saudita innalza un muro contro i clandestini dello Yemen</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 15:07:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[arabia saudita]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->20 magg &#8211; Se a fare un muro contro i clandestini sono i greci o gli spagnoli a Melilla sono sicuramente dei razzisti xenofobi, islamofobi etc. mentre se lo fanno i monarchi sauditi per salvare le loro fantastiche ricchezze, tutto va bene. D’altra parte 1’800 km di muro alto 5 metri cosa saranno mai? Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/yemen.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4635" title="yemen" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/yemen-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>20 magg<strong> &#8211; Se a fare un muro contro i clandestini </strong>sono i greci o gli spagnoli a Melilla sono sicuramente dei razzisti xenofobi, islamofobi etc. mentre se lo fanno i monarchi sauditi per salvare le loro fantastiche ricchezze, tutto va bene.<br />
<strong>D’altra parte 1’800 km di muro </strong>alto 5 metri cosa saranno mai? Un “muretto” che va dal Mar Rosso al confine con l’Oman è degno di nota? Serve a evitare infiltrazioni<strong> </strong>terroristiche dallo Yemen, spiegano comprensivi i commentatori internazionali,  ma anche i contrabbandieri di droga e i lavoratori clandestini.</p>
<p><strong>Le stesse ragioni </strong>addotte da chi vuole frenare l’immigrazione di massa, ma i commenti della stampa sono ben diversi.</p>
<p><strong>D’altra parte, </strong>aggiungono molti, lo Yemen uscito dalla “primavera rivoluzionaria” è uno stato povero e anarchico e i sauditi devono tutelarsi dalle infiltrazioni.<strong> </strong>Ovvio…</p>
<p>http://www.mattinonline.ch/arabia-muro-clandestini-yemen/</p>
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		<title>Rizana Nafeek è stata decapitata ieri in Arabia Saudita</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 15:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[arabia saudita]]></category>
		<category><![CDATA[decapitazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->20 magg &#8211; Malgrado la mobilitazione della Chiesa cattolica ieri alla giovane “tata” cingalese Rizana Nafeek è stata tagliata la testa. Era arrivata in Arabia sulle orme di migliaia di altre ragazze dello Sri Lanka, trafficata da agenzie senza scrupoli che avevano dichiarato che aveva 23 anni e non i suoi effettivi 17. Aveva trovato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/rizana.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4632" title="rizana" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/rizana-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>20 magg &#8211; Malgrado la mobilitazione della Chiesa cattolica <strong>ieri alla giovane “tata” cingalese Rizana Nafeek è stata tagliata la testa</strong>. Era arrivata in Arabia sulle orme di migliaia di altre ragazze dello Sri Lanka, trafficata da agenzie senza scrupoli che avevano dichiarato che aveva 23 anni e non i suoi effettivi 17.</p>
<p><strong>Aveva trovato lavoro come “tata”</strong> presso una ricca famiglia di Ryad che l’aveva messa ad accudire il decimo figlio neonato, ma dopo 10 giorni il bimbo le è morto tra le braccia. Una fatalità secondo la ragazza e secondo le organizzazioni per i diritti umani che spiegano che, condotta alla polizia e torturata la giovane è stata costretta a firmare un foglio scritto in arabo (a lei incomprensibile) dove annetteva le proprie colpe.</p>
<p><strong>Una volta tradotto la ragazza ha sconfessato tutto</strong>, ma ormai la sentenza era scritta e a nulla sono vale le proteste del suo paese e quelle di Asian Human Right Watch secondo cui “non c’è dubbio che l’accusa di omicidio contro Rizana è sbagliata<strong>. </strong>Le leggi in Arabia saudita sono molto al di sotto di ogni norma di legalità e procedura investigativa universalmente accettate. Nel suo processo, non è stata rispettata alcuna garanzia di trasparenza”.</p>
<p><strong>Anche la Chiesa ha espresso orrore per l’uccisione della minorenne</strong> e ha ricordato che sono migliaia le donne cingalesi, filippine e indonesiane che vengono assunte nei paesi arabi ma poi finiscono schiave e vittime di violenze. Naturalmente nessuno ne parla per non disturbare gli emiri del petrolio e così nel braccio della morte saudita ci sono 140 persone, di cui oltre 100 lavoratori stranieri spesso arrestati con l’accusa di “propaganda” cristiana.</p>
<p>Vi immaginate le paginate di denunce se succedesse in Iran?</p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;">http://www.mattinonline.ch/rizana-nafeek-e-stata-decapitata-ieri-in-arabia-saudita/</span></p>
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		<title>Perugia: 20enne pestata e violentata dal fidanzato congolese</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 11:44:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sessuale]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->PERUGIA, 20 MAG -Una ragazza di 20 anni di Perugia è stata ricoverata ieri mattina in ospedale dopo aver subito violenza sessuale ed essere stata massacrata di botte. Arrestato il fidanzato, un 22enne congolese. Lo hanno reso noto i carabinieri della compagnia di Perugia. Secondo la ricostruzione dei militari, domenica mattina intorno alle 6, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/violenza1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4629" title="violenza" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/violenza1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>PERUGIA, 20 MAG -Una ragazza di 20 anni di Perugia è stata ricoverata ieri mattina in ospedale dopo aver subito violenza sessuale ed essere stata massacrata di botte.</p>
<p>Arrestato il fidanzato, un 22enne congolese. Lo hanno reso noto i carabinieri della compagnia di Perugia. Secondo la ricostruzione dei militari, domenica mattina intorno alle 6, è arrivata una chiamata al 112 di una giovane che chiedeva aiuto dicendo di essere stata violentata e stuprata dal fidanzato in un&#8217;abitazione della periferia di Perugia. Quando i carabinieri sono arrivati lui era nel letto che fingeva di dormire. Ha subito negato tutto. In casa c&#8217;erano segni di violenza e tracce di sangue.</p>
<p>I medici del pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Perugia hanno riscontrato ecchimosi in ogni parte del corpo della giovane, una grave<strong> lesione all&#8217;orbita dell&#8217;occhio destro, ferite profonde al cuoio capelluto, morsi a un polpaccio.</strong></p>
<p>La giovane dovrà essere sottoposta, non appena le sue condizioni fisiche glielo permetteranno, a un intervento chirurgico per il trauma all&#8217;orbita dell&#8217;occhio. La prognosi è di 30 giorni. adnkronos</p>
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		<title>Menù etnico, preghiera, 30 giorni per il lutto: diritti degli immigrati in fabbrica</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 11:16:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>

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		<description><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) -->20 magg &#8211; a condizione e le esigenze degli operai extracomunitari cominciano a trovare spazio nella contrattazione aziendale italiana. Solo in Lombardia la Cisl ha censito 19 accordi che regolano permessi lunghi, corsi di lingue, culto e alimentazione. E anche in Veneto ci sono esperienze analoghe anche se non catalogate. Poi con l&#8217;ultimo contratto nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 318 else (!isset($_SESSION['eli_debug_microtime']['SPOSTARBUST_init_skip'])) --><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/fabbrica.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4626" title="fabbrica" src="http://www.lisistrata.com/news/wp-content/uploads/2013/05/fabbrica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>20 magg &#8211; a condizione e le esigenze degli operai extracomunitari cominciano a trovare spazio nella contrattazione aziendale italiana. Solo in Lombardia la Cisl ha censito<strong> 19 accordi che regolano permessi lunghi, corsi di lingue, culto e alimentazione</strong>. E anche in Veneto ci sono esperienze analoghe anche se non catalogate. Poi con l&#8217;ultimo contratto nazionale dei metalmeccanici alcune norme sono state regolate a livello centrale come quella che va sotto il nome di «diritto al lutto». Se muore un familiare i dipendenti delle aziende meccaniche hanno 3 giorni di permesso ma se si tratta di un operaio senegalese o ghanese, che deve rientrare per <strong>partecipare ai riti funebri,</strong> 72 ore sono pochine. E così il contratto rende possibile accorpare un<strong> periodo di assenza lunga (fino a 30 giorni)</strong> compensandola con recuperi flessibili. La seconda novità riguarda la possibilità di chiedere un giorno di permesso retribuito per le festività previste dalla propria religione.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Commenta Piergiorgio Caprioli,</strong> il dirigente Cisl lombardo che raccoglie e studia gli accordi aziendali: «I diritti conquistati dai metalmeccanici sono stati preparati da intese a livello di fabbrica che si sono dimostrate utili per evitare conflitti e contrapposizioni. In azienda gli operai stranieri acquisiscono una sorta di statuto dei diritti e dei doveri che rende stabile l&#8217;inclusione in un&#8217;unica comunità». I casi aziendali si chiamano Alstom, Lindt, Trafilerie Mazzoleni, Aima, Marcegaglia, Italfaro, Rholo e così via.</p>
<p><strong> Tre accordi prevedono l&#8217;istituzione di corsi di italiano</strong>, 13 disciplinano l&#8217;accorpamento delle ferie per agevolare il rientro a casa (anche non per lutto), un accordo riguarda la possibilità di chiedere in<strong> mensa un menu alternativo</strong>, un altro l&#8217;apertura di uno sportello sul territorio per dare informazioni utili agli immigrati e altri due regolano la possibilità di pregare in azienda. I lavoratori interessati appartengono a tutte le categorie: meccanici, edili, alimentaristi, chimici e tessili. Continua Caprioli: «È chiaro che gli operai stranieri scontano una debolezza ma quando le loro rivendicazioni vengono fatte proprie dal sindacato il cerchio si chiude. Dalla diffidenza si passa all&#8217;integrazione piena. E ciò avviene nonostante la fase tremenda che viviamo dove la priorità è spessissimo quella di conservare a qualsiasi costo il posto di lavoro». [...]</p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;">http://www.corriere.it/economia/13_maggio_20/di-vico-menu-etnico-pausa-preghiera-immigrati-fabbrica_46d2f8fa-c10c-11e2-9182-3948fb309202.shtml</span></p>
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