Una nave con decine di estremisti islamici salafiti proveniente da Palermo è giunta nella sera di sabato nel porto di Tunisi. I militanti avevano già iniziato a dare in escandescenza durante il tragitto, urlando “Dio è grande” ed altri slogan sull’islamizzazione della Tunisia. Il personale della nave ha immediatamente avvertito le autorità tunisine di quanto stava accadendo, in modo da dar loro la possibilità di prepararsi per evitare disagi ed incidenti all’arrivo.
Una volta giunti nel porto La Goulette di Tunisi, i salafiti sono scesi con le loro vetture ed hanno preteso di entrare nel paese senza sottoporsi ai controlli della polizia di frontiera, utilizzando la scusa che queste procedure sarebbero state utilizzate per vietare loro l’accesso in Tunisia. Davanti all’intransigenza della polizia gli estremisti hanno bloccato per ore le uscite della nave con le proprie vetture ed hanno accettato di sottoporsi ai controlli solo dopo aver realizzato che non sarebbero riusciti ad entrare in alcun modo senza i dovuti controlli, anche a causa dell’ingente spiegamento di forze da parte delle forze dell’ordine.
I salafiti sono tristemente noti in Tunisia per i ripetuti attacchi a giornalisti, intellettuali ed artisti; per i loro assalti alle università dove hanno contestato studentesse e professoresse non vestite secondo i loro canoni della tradizione islamica. È poi noto l’attacco alla televisione tunisina Nessma, colpevole secondo i fanatici di aver trasmesso il film “Persepolis”, storia di una donna che cresce sotto il regime islamico iraniano andato al potere nel 1979 e ne subisce le restrizioni.
Al di là del fatto che i salafiti non sono mai andati d’accordo con gli ideali di democrazia e tolleranza, con il rispetto per idee differenti dalle proprie, con la cultura che oltretutto temono in quanto mette in pericolo le loro teorie semplicistiche spesso divulgate con metodologie molto simili al lavaggio del cervello, c’è però un motivo ben specifico nel disordine che stanno cercando di portare nel paese dei gelsomini. [...]
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