Davanti all’aumento dei salafisti, il governo provvisorio tunisino cerca di dimostrare che ha la situazione in pugno . ( … ) Ma nell’ambito delle amministrazioni ministeriali tunisine, tutti i funzionari non condividono l’ottimismo del governo.
Così, i responsabili adel ministero hanno dato l’allarme al potere varie volte, finora senza successo, sul pericolo dell’aumento di numero di asili tenuti da movimenti salafisti, che impongono la loro visione dell’islam alle bambine, in un delirio rigorista che allarma Faouzia Jabeur, direttore generale incaricato dell’infanzia presso il ministero degli affari della donna, della famiglia, dell’infanzia e degli anziani: “Abbiamo contattato il ministero dell’interno perché proceda alla chiusura immediata di questi asili, a quanto pare islamici, il cui numero inizia ad impressionarci ed il contenuto del loro programma religioso ci preoccupa enormemente. Ed il rischio è realmente grande. Poiché non bisogna scherzare con l’infanzia. Questi asili fondati da associazioni religiose non ne vogliono sapere della pedagogia e rifiutano di sottoporsi alla legge. Siamo stati messi in allarme ed anche noi, ne abbiamo preso atto ed abbiamo dato l’allarme a chi di dovere„.
E la descrizione di questi asili “islamici„ é da brividi: bambine velate dalla testa ai piedi, “niente giocattoli, é haram (illecito), niente mescolanza, é haram, niente canti e musica, é haram, niente danza e giochi, è satanico…„ descrive la giornalista di Kapitalis che ha condotto l’indagine. Concludendo: “Sappiamo come il dramma dell’Afghanistan è cominciato: con la moltiplicazione delle madrasse a quanto pare islamiche, che si sono trasformate in fabbriche di terroristi per i wahabbiti. Che aspettano le autorità tunisine nel prendere coscienza dell’ampiezza del pericolo ed adottare le misure che si impongono?„
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