TERMOLI. Alcuni giorni fa denunciammo l’esistenza di un accampamento di immigrati all’interno del perimetro della stazione ferroviaria, poco dopo la sede dell’Unimol e all’altezza del vecchio Ferhotel, ora divenuta una palazzina residenziale.
Qualche lettore criticò il taglio dato all’articolo, eccessivamente severo nei confronti di stranieri che cercano di sbarcare il lunario in un contesto di disperazione. Tuttavia, parlare di integrazione e inclusione vuol dire innanzitutto da parte di chi deve essere accettato come nuovo membro di una società rispettarne le regole e non fregarsene.
Sempre più spesso, infatti – senza indagarne le cause – assistiamo a comportamento irriverenti da parte di immigrati (atteggiamenti tipici di chi viene dall’Est dell’Europa o da paesi del Maghreb) che mostrano assoluta noncuranza delle regole del vivere comune e civile, quel che è peggio portato avanti da ragazzi delle nuove generazioni.
L’ultimo esempio è quello a cui abbiamo assistito direttamente ieri sera, sul viadotto Molinello che sovrasta il parco comunale.
Due giovani, forse nemmeno maggiorenni, vestiti con maglietta e pantaloncini da calcio, proprio dell’Europa dell’Est stavano camminando a passo svelto e ruttando a più non posso e dopo aver individuato davanti a loro una ragazza, hanno accelerato il passo e appena giunti dietro di lei in coppia hanno mimato la classica mano morta o palpata al sedere, per fortuna solo mimata, superandola di slancio e chiudendo la bravata con una fragorosa risata.
Ebbene, qualcuno potrà dire che si è trattata di una mera goliardata, ma noi non la vediamo in questo modo, poiché simili accenni comportamentali inducono a pensare a ragazzi abituati a vivere a briglie sciolte, senza regole.
Diremmo lo stesso anche se si fosse trattato di nostri connazionali, bulletti e vandali, ad esempio, perché non abbiamo innata una matrice xenofoba, ma è senza ombra di dubbio il caso di porre un freno alla libertà smodata con cui gli immigrati agiscono sul nostro territorio.
Da questi piccoli esempi a reati più gravi il passo è breve.
http://www.termolionline.it/notizie/ruttano-in-strada-e-mimano-di-palpeggiareuna-ragazza-chi-educa-i-giovani-immigrati-34932.html
Sono sempre più basita! Ci hanno raccontato che sono più bravi, più intelligenti, che studiano più dei nostri giovani, che parlano italiano meglio di noi, che conoscono la nostra storia più di noi, parlano 20 lingue, volano e fanno i miracoli.
Soprattutto i musulmani che, grazie alla loro religione sono più buoni, non bevono e sono più casti.
Ma che propaganda infelice fanno a queste giovani generazioni di immigrati che si sentono italiani come noi, anzi meglio di noi, a cui dovremmo regalare la cittadinanza come fosse un pacchetto di caramelle!
Chi lo dice adesso al “caro” Bersani?
Stella
02/08/2012 at 11:12
è un altro cretino come il presidente della repubblica delle banane, a loro vanno le banane, a noi le bucce.
Lisistrata
12/08/2012 at 21:58