4 sett – Chiara “sta bene, e’ insieme al padre e ci auguriamo che presto si delinei un quadro favorevole per la sua situazione”. Giovanni Nocera, vice console italiano a Gedda, fa il punto sulla vicenda della quarantenne di Alessandria “prigioniera” in Arabia Saudita perche’ l’ex marito musulmano non e’ disposto a riconsegnarle il passaporto.
Senza il documento e l’assenso dell’uomo, infatti, Chiara non puo’ far ritorno in Italia. “E’ una situazione molto delicata la cui risoluzione e’ stata affidata ad alti livelli istituzionali”, spiega Nocera, in prima linea per la soluzione del caso, sottolineando come la diplomazia italiana stia attualmente collaborando “a stretto contatto con le autorita’ locali”.
Il matrimonio di Chiara, avvenuto tre anni fa, e’ iniziato a naufragare poco dopo le nozze, fino a che il marito, sfruttando le possibilita’ previste dalla tradizione islamica, non l’ha ripudiata. In un primo momento l’uomo, provieniente da una ricca famiglia araba, si era dimostrato favorevole a un accordo per concedere la liberta’ a Chiara in cambio di un compenso in denaro. Ma, poco dopo, questa possibilita’ di accordo e’ saltata.
L’ex marito ha cominciato a chiedere una somma piu’ alta, minacciando denunciare la donna per appropriazione indebita e adulterio, reato che in Arabia Saudita e’ punito con la morte. Al momento, spiega Nocera, e’ impossibile delineare i tempi per trovare una via d’uscita alla vicenda. “Ci auguriamo che succeda prima possibile, anche domani stesso”, conclude il vice console.
Sergio Cassano, sindaco di Valenza, il comune dell’alessandrino di cui e’ originaria Chiara Invernizzi, si dice “sgomento”. “E’ la nostra cultura che, al di la’ dell’affetto personale, ci impone di restare attoniti di fronte a fatti di questo genere e a sollevare fiere e feroci proteste nei confronti di certi atteggiamenti” dice all’Adnkronos.
“Spero – aggiunge il primo cittadino di Valenza – che prevalga il buon senso del diritto internazionale e che la vicenda si risolva presto in maniera positiva. Per questo stiamo pensando di promuovere un’iniziativa rivolta al ministro degli Esteri perche’ si muova con iniziative positive, come gia’ ha fatto nella vicenda dei maro’, che consentano una soluzione della questione”.
“Sono certamente risentito per la vicenda – conclude Sergio Cassano – anche se la cosa positiva e’ che l’Arabia e’ tra i paesi piu’ aperti che ha forti relazioni con il mondo occidentale e questo mi auguro essere di aiuto per uno sbocco positivo”.
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Lodissea-di-Chiara-prigioniera-in-Arabia-Situazione-molto-delicata_313660926699.html
Nella parte dell’intervista che riporto sotto, è indicata in modo inequivocabile la posizione dell’islam nei confronti dei trattati internazionali. Non si illuda troppo, il sindaco. Dopo anni in cui tanti italiani hanno cercato di aprire gli occhi ai loro connazionali sulla pericolosità dell’islam, l’ingenuità con cui ancora in tanti si approcciano ad esso è da considerare un’aggravante. Copio-incollo parte dell’intervista pubblicata su scettico72 in data 19 luglio 2012 e reperibile sotto l’etichetta “Arabia Saudita” L’intervista riguarda la posizione dell’islam rispetto i matrimoni delle bambine.
“”"-predicatore saudita Muhammad Moussa Al-Charif:
di fronte alla legge islamica, i diritti dell’uomo non sono necessari.
Ci siamo impegnati a rispettare i trattati internazionali finché non violano la legge islamica. Se infrangono la legge islamica, dobbiamo respingerli, perché non valgono l’ inchiostro con il quale sono scritti. Con tutto il rispetto che loro si deve, questi trattati internazionali sono senza valore.
[...]
Chi si trova all’origine dei diritti dell’uomo e trattati internazionali? Gli atei, i cristiani, gli impudici, con tutto il rispetto che gli si deve”"”".
(Fonte: Per un migliore islam e per la pace e l’amicizia tra i popoli: scettico72.blogspot.com etichetta: Arabia Saudita)
giuliana
05/09/2012 at 13:01