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Arafat gravissimo, forse in fin di vita
Yasser Arafat in un'immagine di repertorio Se vuoi conoscere la sua vera storia vai a questa pagina, vi troverai informazioni molto interessanti |
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11 novembre 2004 Alle ore locali francesi 3.30 è definitivamente ed ufficialmente deceduto Yasser Arafat nell'ospedale militare di Parigi, ove 13 giorni fa era stato ricoverato. |
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29 ottobre 2004
Per fare chiarezza sul mio pensiero, desidero puntualizzare alcuni dei motivi per cui non ho mai concordato con il suo modo di fare il terrorista prima e il politico dopo. Può anche darsi che da un certo punto di vista sia stato un buon guerrigliero, ma io non lo approvo.
I° la suddivisione della Palestina dandone una parte agli ebrei è stata fatta dai ex colonialisti inglesi, lui ha attaccato e combattuto gli ebrei di Israele e non gli inglesi, portando la sua lotta a sfondo terroristico anche fuori dai confini della Palestina e di Israele. II° (ma collegato al primo) la stragrande maggioranza della Palestina, che era considerata una regione, è bene puntualizzarlo, non è mai stata uno Stato, - così come non lo era Israele prima del 1948 - e quindi è stata divisa con i paesi confinanti che ne hanno inglobato una fetta gigantesca, ciò che è rimasto non è nemmeno un decimo. Lo sanno bene: Siria, Giordania ed Egitto, ma lo sanno altrettanto bene anche l'Arabia, il Libano e l'Iraq. Lui che si è fatto capopolo del suo popolo, non ha mai chiesto che anche gli altri territori diventassero la nazione che dice di voler fondare. Infatti per questi motivi ha avuto problemi gravissimi con la Giordania e con il Libano cito due nomi: Settembre Nero = Giordania - Shabra e Chatila = Libano. III° ha fomentato l'odio contro Israele e di conseguenza contro l'occidente, facendo crescere i figli della sua patria (così la considero io la Palestina: la sua patria) nell'odio negando perciò loro un'infanzia. Infatti è riuscito a far ricadere le colpe persino di quei disastri sopra citati ancora una volta su Israele. IV° l'ho già detto, ma lo ridico ha organizzato e guidato le prime azioni terroristiche, ha continuato a guidarle stando in secondo piano e ha finito per non poterle più governare. V° Ha lasciato credere al suo popolo che sarebbe stato possibile distruggere un altro popolo intero, quello degli Israeliani, semplicemente negandone il diritto all'esistenza e cancellando Israele dalle mappe della zona.
Altri motivi ancora ci sono perché io non ami quest'uomo che è stata la peggior malattia del suo popolo, se fosse stato un poco meno accecato dall'odio, dall'ambizione, dall'arragonza e dall'ignoranza, avrebbe cominciato a dimostrare che il nobel per la pace era meritato, perché gli è stato conferito per aver stretto le mani a Yitzhak Rabin, assassinato da un estremista israeliano, proprio per questo motivo. |
4 novembre 2004
Dal momento del suo ricovero, molte sono le notizie che si sono rincorse, fra le quali quelle uscite dai bollettini dei medici francesi, che affermavano che Arafat non era ammalato di cancro, ma che il suo problema era frutto di avvelenamento. Ci si è quindi domandati chi poteva averlo avvelenato e poi si è saputo che l'avvelenamento in realtà era un'intossicazione dovuta a medicinali. Poi altre notizie giunte in seguito, hanno parlato di miglioramento, fino a quando ieri la situazione è precipitata e lui è stato ricoverato in rianimazione. Oggi ancora un susseguirsi di notizie dalla presunta morte, alla classica smentita, fino alla conferma della sua "morte cerebrale". Le autorità palestinesi e quelle dei paesi arabi confinanti, si stanno perciò preparando alla successione.
Ho già espresso il mio parere sull'uomo Arafat e su quanto poco abbia apprezzato il suo modus operandi, ciò non di meno, non sarò fra coloro che usano brindare alle disgrazie altrui. L'ho già detto in altri spazi ove ho pubblicato e lo ribadisco: da vivo l'avrei sottoposto a giudizio molto severo e processato per chiederne una condanna esemplare, da persona che sta rendendo l'anima al suo dio, invece penso che abbia il diritto di lasciare questa terra in pace, attorniato da chi lo ama. Mi auguro soltanto che il suo corpo non diventi un motivo in più per creare disordini e atti terroristici, con relative risposte sanguinarie fra palestinesi e israeliani.
Anche se all'inizio si creerà certamente confusione, e una situazione estremamente complessa, per il presunto vuoto di potere che a qualcuno potrebbe fare comodo, spero sinceramente ed auguro al popolo palestinese, vittima della politica dissennata e razzista degli arabi prima, e dei tanti fiancheggiatori faziosi e saprofita, delle sinistre europee, di riuscire a mantenere ferma la vera e sincera intenzione di uscire dal marasma politico e terroristico in cui si è impantanata la storia e l'evoluzione della Palestina. Suggerisco al popolo e ai suoi rappresentanti di non guardare solo verso i confini con Israele, ma anche a quelli con la Siria, con l'Egitto, con la Giordania e con 'Arabia. Lì di Palestina ce ne è molta di più di quella contesa a Israele, anche se possono continuare a rivendicarla e portare avanti le trattative, forse senza cattivi consigli arriveranno prima ad una pace che sia vera e non apra più la strada all'odio e alla morte.
Hanno già sacrificato alcune generazioni, l'ultima poi è stata completamente sconvolta, spero che cerchino di salvare quelle che verranno e mi auguro, come lo auguro a loro, che ci riescano.
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